La Francia dell’uguaglianza e della fraternità tassa le vittime del Bataclan. I nipotini della Rivoluzione fanno gli esattori

APTOPIX France Paris Attacks

di BRUNO DETASSIS – Si era fermato il mondo. L’Occidente ha preso consapevolezza di non essere più lo stesso. Il Papa ha affermato che siamo in guerra. Ma la Franca illuminista, patria del relativismo, ha già voltato le spalle alle vittime del Bataclan. Rabbia e indignazione dei parenti degli attentati del 13 novembre si sono infatti scagliate contro lo Stato dopo che in questi giorni si sono visti recapitare nella loro cassetta postale le cartelle esattoriali dei propri cari uccisi durante le stragi jihadiste di Parigi.

Incredibile ma figlio della fraternità, dell’uguaglianza e della libertà. Uguali anche nella morte? La legge francese prevede normalmente che le imposte vengano  pagate dalla famiglia. Ma in questo caso particolare le persone vicine alle vittime si attendevano un trattamento diverso da parte dello Stato francese.

Morale: le venti famiglie delle vittime si sono rivolte all’associazione ’13 novembre: fratellanza e verità’ che si è poi fatta carico di inviare un messaggio di “rabbia e incomprensione” al ministero delle Finanze. Un appello a cui non sono ancora arrivate risposte. Oltre il dolore, alcune famiglie stanno affrontando difficoltà finanziarie, e non tutte hanno già ottenuto gli indennizzi promessi.

“Abbiamo già abbastanza spese e sofferenze rispetto a quello che viviamo ogni giorno. Bisognerà guardare le cose molto da vicino affinché si possa ottenere una risposta in questo senso, vale a dire un esonero delle tasse”, dice la madre di una giovane vittima, Patricia Correia, ai microfoni di BFM-TV. Per Emmanuel Domenach, vicepresidente di un’altra associazione legata al massacro del Bataclan, “queste persone non sono morte per la loro attività o la loro età. Sono morte per la Francia (….) E forse la Francia deve loro qualcosa”.

Fortuna che la rivoluzione francese ha cambiato il mondo. E i nipotini ne sono gli esattori.

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