La Francia disperata ora sogna un inciucio all’italiana

di CLAUDIO PREVOSTI

Non dire mai a un francese di copiare “les italiens”, ma stavolta la disperazione sta portando i cugini transalpini su questa strada. Tutti insieme, appassionatamente. In Francia non ha mai funzionato, ma ormai – con il morale sotto i tacchi per la crisi e la delusione del primo anno di presidenza socialista – quattro francesi su cinque sognano un governo con destra, sinistra e centro. E per quasi uno su due, anche il Fronte nazionale di Marine Le Pen dovrebbe farne parte. Insomma, una soluzione politica all’italiana, giusto per allinearsi al governo di Roma nato ieri.

Francois Hollande ha gia’ fatto sapere che il 5 maggio non festeggera’ in alcun modo il primo anno di Eliseo. Una precisazione dovuta, visto che gli ultimi sondaggi gli assegnano dopo 11 mesi di presidenza un indice di gradimento attorno al 24%, un fondo che nessuno dei presidenti che lo ha preceduto ha mai toccato. La situazione economica del paese, che sembra senza uscita e avviato verso un ineluttabile declino, la disoccupazione che ogni mese batte un nuovo record, sono i due macigni che inchiodano Hollande alle sue promesse di campagna elettorale. Ma da qualche tempo si comincia – anche fra i socialisti – a dubitare della sua stessa capacita’ di visione strategica, della sua personalita’ di capo dello stato.

A sinistra del PS, poi, nel Front de Gauche di Jean-Luc Melenchon, non solo non si festeggia, ma il 5 maggio si scendera’ in piazza per ricordare a Hollande e al suo premier, Jean-Marc Ayrault, che la Francia e’ una pentola in ebollizione. I dubbi sulla leadership hanno alimentato nelle ultime settimane alcune sortite dei centristi di Francois Bayrou, che alle presidenziali non arrivo’ al 10% e un mese dopo, appoggiando Hollande alle politiche, incorse in una vera e propria disfatta, non riuscendo neppure a entrare in Parlamento. Bayrou ha provato a rilanciarsi alla grande proponendo, attraverso interviste dei suoi fedelissimi, l’ipotesi che Hollande ”rifletta ” su come poter ”dare una base politica forte alla Francia, cosi’ da pesare di piu’ in Europa”.

Naturalmente tutti i politologi sono oggi unanimi nel giudicare irrealizzabile il desiderio di larghe intese che si e’ impadronito del 78% dei francesi, stando a un sondaggio realizzato dall’istituto Ifop per Le Journal du Dimanche. Giornale che oggi richiama apertamente l’esempio del ”governo di unita’ nazionale” formato oltralpe, in Italia, malgrado i poco diplomatici strali gauchisti di Melanchon, secondo il quale il gabinetto Letta puo’ essere liquidato come ”una buffonata”. I francesi al contrario sembrano disposti a tentarle proprio tutte per risollevarsi, addirittura a un ritorno agli anni del dopo Liberazione, quando il generale De Gaulle fece lavorare insieme destra e sinistra per rilanciare la Francia in macerie, pur di uscire dalle secche della crisi. Hollande non ha nessuna intenzione di mollare la presa, anzi continua a ripetere che nella sua agenda non c’e’ neppure il rimpasto di cui si parla da Natale. Che da questo sondaggio emerga una notevole dose di disperazione e’ evidente anche dalla quota del 47% di favorevoli a una partecipazione dell’estrema destra del Fronte nazionale a un eventuale governo di larghissime intese. Un’eventualita’ che soltanto 11 anni fa – quando la Francia si mobilito’ al 90% nelle piazze e nelle urne per far fronte a Jean-Marie Le Pen, qualificatosi al ballottaggio contro Jacques Chirac – sarebbe stata fantapolitica.

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One Comment

  1. Dan says:

    Di sicuro i francofoni non aspettano due volte a fare casino se il governo, inciuciato o no, non si comporta come deve.
    Non hanno bisogno di camperisti della domenica che suonino la campana per mobilitarsi e chissà se da loro s’è mai arrivato ad un livello tale di disperazione che un singolo si sveglia una notte con i sudori e la voglia di fare il giustiziere: molto prima di arrivare a quel punto hanno già rimontato la ghigliottina.

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