La fine che dobbiamo fare noi “infedeli”

di ALDO MOLTIFIORImaometto

Una ragazza cristiana  adolescente della città di Homs in Siria – che vantava una popolazione cristiana di 80.000 abitanti, ora ridotta a zero – ci racconta così la sua vicenda familiare:

Abbiano dovuto fuggire da tutto ciò che avevamo perché si era scatenata la caccia ad uccidere il cristiano. Ci chiamavano Kafiruni (infedeli) e anche i i bambini musulmani ci dicevano le stesse cose, anche loro ci chiamavano Kafiruni. Coloro che da sempre erano i nostri vicini si erano rivoltati contro di noi. Mio padre ci raccontava che se non fossimo fuggiti il nostro destino sarebbe stato lo stesso di quello degli Ebrei di Medina al tempo di Maometto. Per scampare a quel destino siamo dovuti fuggire attraverso i balconi. Non ci siamo arrischiati di uscire dalla porta delle nostre case, siamo scappati come se fossimo dei ladri, di nascosto e senza è poter portare nulla con noi. Quelle nostre abitazioni e tutto ciò che vi era contenuto sono ora nelle mani di coloro che da sempre abbiamo considerato nostri amici. Ogni tanto mi sento con quei pochissimi cristiani che sottomettendosi sono rimasti a casa. Non parlerò mai più con quei musulmani che da sempre si sono  professati nostri amici  e che invece ci hanno tradito così spudoratamente. Mi sono sentita crocefissa per la seconda volta!

Alla domanda: chi ha minacciato e espulso i cristiani da Mosul,  conquistata dai tagliagole dell’ISIS poco più di un anno fa? Un rifugiato cristiano che ha chiesto, per paura, l’anonimato ha così risposto:

Siamo fuggiti da Mosul per l’arrivo dell’ISIS. La gente di Mosul, tutta di fede sunnita, ha abbracciato quei tagliagole e ha espulso tutti i cristiani dalle loro abitazioni impadronendosene. Gente che conoscevamo da sempre si era unita alle brigate jihadiste guidandole per le vie della città alla ricerca delle abitazioni dei cristiani. Sembrava di essere tornati al tempo in cui i nazisti deportavano gli ebrei dalle loro case.

La gente che ha abbracciato l’ISIS, ne ha sposato la causa, era le gente con cui abbiamo vissuto da semprei nostri vicini. I nostri vicini di casa insieme a degli sconosciuti ci hanno minacciato.  Insieme ci hanno detto “ fuggite prima che arrivi l’ISIS”. Che cosa avrebbe significato per noi? Dove saremmo potuti andare? I Cristiani non dispongono di alcun sostegno, ne morale ne materiale, in Iraq. Chiunque sostenga di proteggere i Cristiani è un bugiardo. Solo un bugiardo.

Simili sleali tradimenti non si sono perpetrati solo nei confronti dei Cristiani. Tutti dovremmo ricordare quanto avvenuto nei confronti di altri “infedeli” gli Yazidi, i quali hanno sperimentato lo stesso tradimento. Un vecchio 68enne, riuscito a fuggire durante quella sanguinoso offensiva, discutendo della invasione ISIS nel suo villaggio, tra le altre cose distintasi per aver deportato molti uomini e reso schiavi donne e bambini – ha raccontato:

I jihadisti non iracheni erano afgani, bosniaci, arabi e anche di nazionalità americana e britannica ….. ma i peggiori, i più spietati, provenivano dalla gente del nostro villaggio da coloro con i quali abbiamo da sempre vissuto. Quelli che considerevamo buoni nostri vicini di casa sunniti. Le tribù Metwet, Khawata, e Kejala erano tutte composte da nostri vicini. Esse in massa si sono unite all’ISIS, si sono fatte dotare di armi pesanti e hanno fornito le informazioni su chi fosse Yazida e chi non. Sono stati loro, i nostri cari vicini, a rendere possibile la conquista del nostro villaggio.

Allo stesso modo, in una intervista rilasciata da una delle poche giovani donne Yazide sfuggite alla schiavitù ISIS –  alla domanda sul perché gente che conosceva da sempre, con la quale da sempre aveva vissuto fianco a fianco, si fosse rivoltata così selvaggiamente nei loro confronti –  si è così espressa:

Non posso rispondere con precisione, ma ha che fare con la religione, deve essere la religione. Ci hanno chiesto con insistenza e durezza di convertirci all’Islam e noi abbiamo rifiutato. Prima non solo  non lo hanno mai chiesto ma nemmeno ne hanno mai neppure accennato. Prima sembravamo essere tutti di una stessa famiglia. Perciò io dico: deve essere la religione, deve essere scritto nel Corano, che li spinge a questi infami voltafaccia.

Benché questo sleale tradimento Sunnita  appaia oggi limitato alla Jihad islamica nella regione mesopotamica, bisogna ricordare che si tratta di un ricorso storico già comparso in altre regioni sia nel passato che nel presente. Voglio ricordare un fatto, divenuto aneddotico, avvenuto nell’Impero Ottomano oltre 100 anni orsono.

Poi una notte, mio marito venne a casa e mi disse che il Padisha (Il Sultano) ha emesso un ordine con il quale ci viene richiesto di uccidere tutti i Cristiani del nostro villaggio e che noi avremmo dovuto uccidere i nostri vicini. Ero molto arrabbiata, e gli ho risposto che non mi importava chi avesse dato un simile ordine. Si trattava di un ordine sbagliato. Quei vicini che ci viene chiesto di uccidere sono sempre stati gentili  e affettuosi nei nostri confronti. Se Allah vuole veramente ucciderli (i cristiani) allora non  deve più aver a che fare con noi. Ho tentato in ogni modo di convincere mio marito, niente da fare: i nostri vicini li ha uccisi tutti, con le sue mani!

Chi volesse approfondire questo aneddoto raccomando di leggere il libro “ La Turchia e il suo popolo” scritto da Sir Edwin Pears , edito da Methuen e Co di Londra, nel 1911. Un ben triste prodromo a quel terribile genocidio che ha colpito un milione e mezzo di Armeni “Cristiani” qualche anno dopo.

Ho esordito in apertura con quanto prescrive il Corano, alla  Sura 3, versetto 28.

Sentite ciò che ha scritto nel 900 A:D:  l’UIlema Jarir at-Tabari, il più autorevole  esegeta  di quell’epoca e non solo, tra l’altro autore, tuttora, del più autorevole commento al Corano stesso:

Se tu (Musulmano) ti trovi a vivere sotto la loro (non Musulmana) autorità, temendo  per te stesso,  ti comporti lealmente nei loro confronti con la tua lingua, abbi cura di mantenere nel tuo intimo l’odio e l’ostilità nei loro confronti ……(Sappi che) Allah ha vietato ai credenti di essere amico o di avere rapporti intimi con gli infedeli piuttosto che nei confronti di altri fedeli musulmani, eccetto quando gli infedeli sono al di sopra di essi. In qual caso lascia che essi agiscano amichevolmente, avendo cura però di preservare la propria religione.

Concludendo: i musulmani non sono e non devono essere amici di coloro che non sono musulmani, a meno che non sia interesse loro che ciò avvenga. Per esempio se i musulmani  sono una minoranza, come nel caso italiano e di gran parte dell’Occidente, o i loro governanti decidano di colpire duramente ogni attività di tipo jihadista nel loro paese come nel caso di Assad in Siria, allora i musulmani debbono predicare o fingere la pace, la tolleranza, e la coesistenza con gli infedeli loro vicini di casa.

Ma! E comunque! “Se e quando le circostanze permettono di rendere l’Islam supremo” Tutti i musulmani devono abbracciare il Jihad per il quale “l’Obiettivo finale è ALLAH”^ 

Morale della favola: ogni volta che si ha che fare con un musulmano – buono, moderato, radicale o terrorista – ricordatevi di quanto gli prescrive il Corano. Il suo tratto dominante è la dissimulazione, la mistificazione di ciò che egli dice rispetto a ciò che in cui crede veramente. Quando professa amicizia pensa in verità inimicizia per non dire odio. Quando professa rispetto pensa disprezzo. Quando professa integrazione chiede in verità il dominio della sua Religione. Sappiate che l’Islam è un progetto politico, il progetto politico per eccellenza di dominio del mondo. Un dominio teocratico quindi assoluto e senza possibilità di ritorno, almeno da vivi!

 

Nota finale: per gli approfondimenti si raccomanda di leggere l’interpretazione etimologica e religiosa di:  .TAQIYYA, TAWRIYA, TAYSIR.

Per una migliore comprensione di come i musulmani non debbano mai essere amici dei non musulmani – eccetto quando non sia nel loro interesse – leggere di Ayman al-Zawahiri (Ex Capo di Al-Qaeda e primo seguace di Bin-Laden) il capitolo  “Lealtà e inimicizia” dai quaderni di Al-Qaeda. Pagg 63-115.

(3 – segue)

                     

         

 

Print Friendly

Articoli Recenti

3 Commenti

  1. GPaolo says:

    Per governare un paese si dovrebbe avere minimo 50 anni e con 25 anni di esperienze di lavoro e di vita alle spalle. I ragazzi per tanto bravi e volenterosi siano, rimangono sempre ragazzi! Quello che sta accadendo ora in Europa con questa immigrazione selvaggia in cui non si vede una fine darà un futuro molto incerto alle future generazioni!

  2. Carlo De Paoli says:

    Sarà il clima di quelle terre, ma le religioni che nascono in Medio Oriente mirano tutte alla conquista economica e politica del Mondo e dei suoi abitanti, a vantaggio di pochi.
    La religione ebraica non è da meno.
    Anche il cristianesimo, si ricordino i secoli trascorsi, era crudele non meno dei fondamentalisti islamici attuali.
    Tutte queste forme di superstizione mirano a mantenere nell’ignoranza l’Uomo per meglio sfruttarlo economicamente.
    Quando quest’ultimo si “affranca”, grazie alla sua intelligenza, e progredisce sviluppando la CIVILTÀ, sopraggiunge una nuova religione che lo riporta indietro di secoli, civilmente e culturalmente.
    Le religioni sono una maledizione!!!

  3. caterina says:

    I cristiani che sono costretti a scappare dalle loro terre ho sempre pensato anch’io come Zaia che dovevano trovare rifugio nei seminari che un tempo erano dei collegi dove si mettevano i figli a studiare pensando che forse si sarebbero fatti preti… perciò oggi sono vuoti e inutilizzati e veramente potrebbero aprirsi a questa prima accoglienza… perché Bergoglio fa generiche esortazioni indirizzate agli altri e non da’ indicazioni ai suoi ? …si nasconde anche lui dietro all’universalismo? stiamo freschi….

Lascia un Commento