La Faz avverte: in Svizzera imprese pronte a far fagotto se Bruxelles straccia gli accordi commerciali

faz elezioni svizzere
di BRUNO DETASSIS –
Vota anche la Svizzera. Rinnova il suo parlamento. Il ministro svizzero degli affari economici non la vedeva troppo bene…. la situazione economica nel suo paese è in discesa, dice. Cadono profitti aziendali, le aziende pensano addirittura a spostarli altrove…

L’ Agenzia dello stato tedesco del Brandeburgo si propone come terra attrattiva per nuovi investimenti: “I colori vanno bene insieme”, con la croce svizzera accanto alla bandiera rossa e bianca di Brandeburgo. “Qui la produzione ti aspetta”, dice la pubblicità.

Insomma, sta girando un’aria mica male…

Spiega alla Faz un portavoce per l’agenzia di finanziamento: “Diamo buona offerta di manodopera qualificata” nella regione intorno alla capitale tedesca. Il franco svizzero più pesante infatti non aiuta.

I Confederati avevano ottenuto col referendum nel febbraio 2014 di limitare l’immigrazione nel loro paese. Ma ancora non è completamente chiaro come questo voto potrà essere messo in pratica, ricorda il giornale tedesco. Le quote per l’ammissione degli stranieri della Unione Europea sono incompatibili con gli accordi in vigore per la ibera circolazione delle persone all’interno dell’Unione stessa.E la Commissione di Bruxelles non ha finora dato alcuna indicazione su questo tema centrale.

Questo genera grande incertezza. Molti imprenditori temono di non trovare abbastanza lavoratori qualificati; in più l’eventuale  disaccordo con Bruxelles potrebbe causare l’incrinarsi di accordi bilaterali che facilitano il commercio in maniera significativa con l’UE, col rischio di essere cancellati. Questo argomento infiamma secondo la stampa tedesca imprenditori e banchieri.

In tal caso, venendo meno gli accordi commerciali, molte aziende preferirebbero trasferire fabbrica e posti di lavoro all’estero.Philipp Müller, presidente dello Swiss FDP, avverte che “centinaia di migliaia di posti di lavoro” sono a rischio.

Niente di strano se dal voto del 18 ottobre non usciranno certezze ma timori, con la crescita della destra.

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