La “farsa” dei salvataggi-prelievo organizzati con telefono satellitare nel Canale di Sicilia

di SERGIO BIANCHINI – La Farsa continua. Ne Il Giorno del 2 luglio 2016 scorso , a pag 26 in un articoletto quasi nascosto compare la solita notizia del prelievo in Libia con la solita copertura del salvataggio.  Leggiamo DOVE avviene il fatto.

 

 

il giorno

…nel canale di Sicilia … -dice l’articolo mentendo spudoratamente- …a una ventina di miglia dalla costa libica. Peccato che il canale di Sicilia abbia da un lato la Sicilia, dall’altro la Tunisia.

L’ SOS come è avvenuto?  Con il solito telefono satellitare al numero noto in tutta l’Africa evidentemente.

Subito dopo il primo ecco un secondo salvataggio- prelievo. Ovviamente la gente “salvata” non viene riportata nella vicinissima costa libica che a quella distanza è perfino visibile a occhio nudo.

Così la nostra guardia costiera pattuglia le coste…. Libiche. E poi da lì porta a 600-700-800 km i “salvati” in Sicilia, a Ragusa, Augusta, Palermo.

Questa è aperta  e flagrante violazione delle acque Libiche mascherata da salvataggio umanitario.

Non a caso il nome delle operazioni è MARE NOSTRUM che in wiki viene spiegato così: Mare nostrum fu il nome romano per il Mar Mediterraneo. Negli anni successivi al Risorgimento, il termine venne ripreso dai nazionalisti italiani, che vedevano l’Italia come stato successore dell’Impero romano[1] e che quindi, come tale, avrebbe dovuto riprendere il controllo degli ex territori romani nel Mediterraneo.

traianoL’impero romano nel 117 dopo Cristo sotto Traiano.

 

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One Comment

  1. lombardi-cerri says:

    Cavolo ! Gli affari sono affari e non si lasciano scappare! Vero Papa Francesco?

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