La domanda eretica: disertori o migranti?

sbarchidi MARCELLO RICCI –  Il più importante quotidiano nazionale  titola: “Migranti, arrivi aumentati del 55%. Il Viminale servono altri 15 mila posti”.

Sciolto  il nodo di trovare i 15 mila posti, resta quello di reperire gli alloggi per le successive migliaia in arrivo.  Si è di fronte a un fenomeno in incremento e senza prospettive di esaurimento. C’è il pericolo  reale e concreto che a breve si arrivi all’occupazione con decreto prefettizio delle case libere, delle seconde case e in tempi successivi, non remoti alla coabitazione forzata negli alloggi con basso indice di occupanti. Non fantasie apocalittiche, ma deduzioni tratte da fatti obbiettivi.

Il Papa sarà sabato a Lesbo “per esprimere vicinanza e solidarietà sia ai profughi, sia ai cittadini dell’Isola e a tutto  il popolo greco”.     Il viceministro Filippo Bubbico in una conferenza stampa trasmessa in Tv ha mostrato di non capire la gravità del fenomeno. S’ è mostrato tranquillo per sistemare i 15 mila migranti, non accennando minimamente alla continuità del fenomeno.                                                                                            Gentiloni ammonisce l’Austria (sic) per le opere che programmate  in difesa dei suoi confini. Patetici o incapaci d’intendere e volere? Normale, fanno parte del governo Renzi.                                                                                                                                                                                                                         Ci si augura che il Papa guidato dallo Spirito Santo, a Lesbo dica ai migranti che l’abbandono delle loro patrie è atto criminale perché consente il consolidamento di stati canaglia. La fuga è resa incondizionata di fronte al male e in termini ecclesiali equivale alla rinuncia a combattere il diavolo, permettendo il trionfo di satana. Il male deve essere combattuto, non farlo è complicità.                                                                                                  Nell’attesa che il popolo, considerata l’inerzia di chi governa insorga, nell’attesa che l’acquiescenza si trasformi in rivolta c’è qualche cosa da fare senza giungere all’aperta ostilità verso chi ci invade. Nessuna cordialità, nessun gesto di amicizia o di comprensione. La  gelida freddezza, senza sconfinare nell’ostilità può essere dissuasiva e far riflettere chi a volte è strumento inconsapevole di mercanti di esseri umani  che per interessi criminali incentivano atteggiamenti schiavisti e il rafforzamento di governi dittatoriali al servizio delle multinazionali del profitto. Tutti dobbiamo porci l’interrogativo: aiutando i disertori chi favorisco?

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