La differenza è tra statalisti e federalisti. Destra e sinistra non esistono più

FEDERALISMO

di CHIARA BATTISTONI –  Ricordiamo le parole di K. Popper (riportate da Dario Antiseri nel suo Principi Liberali Rubbettino Editore, pagina 69) «Non esiste uomo che sia più importante di un altro uomo». Ecco il primo e principale principio di uguaglianza del liberalismo. Per Popper gli uomini sono uguali in dignità e, in una società aperta, sono uguali davanti alla legge; soprattutto sono uguali nelle opportunità. Il risultato di un progetto di vita sarà così il frutto di molteplici fattori, dal merito, all’impegno, agli incontri, alla fortuna; ciò che va garantito non è affatto il risultato finale (solo per fare un esempio: casa a tutti, compresi quelli che occupano abusivamente e pretendono con la forza “trattamenti adeguati”), bensì la possibilità di riuscire a ottenere, con l’impegno e il merito, ciò che si desidera.

Come scrive con molta chiarezza Dario Antiseri, la dottrina liberale dà onore al merito e combatte i privilegi. Nel testo già citato, scrive ancora Antiseri: «L’uguaglianza delle opportunità è uguaglianza liberale; l’uguaglianza degli esiti è uguaglianza socialista, è la via della miseria e delle più oppressive disuguaglianze, la via della schiavitù». (pagina 71)

La storia del Novecento lo ha dimostrato con inequivocabile chiarezza; il delirio solipsista delle dittature ha stravolto un intero continente, ne ha annichilito i popoli, ha alimentato i genocidi e alla fine ha portato al collasso di un intero sistema economico, miseramente fallito sotto il peso di un’uguaglianza insostenibile e contro natura. L’uguaglianza dei risultati è storicamente fallita a fine Novecento e lo ha fatto lasciando dietro di sé il nulla, il vuoto su cui è stato necessario ricostruire tutto, a partire dall’Uomo ridotto a ingranaggio senza dignità di scelta. Eppure, Italia compresa, c’è chi ancora non se ne è reso conto.

Cerchiamo di ricordarlo quando ascoltiamo “predicare” i nostri politici; non lasciamoci irretire da colori e slogan di appartenenza, puntiamo dritto al cuore del messaggio, cerchiamo di capire qual è il modello di Paese che hanno in testa e confrontiamolo con quello che noi desideriamo; insomma, costruiamo attivamente il nostro pensare e agire politico, senza lasciarci travolgere dall’impeto delle emozioni e dell’estemporaneità. Se per voi ciò che conta è l’uguaglianza delle opportunità, quella che permette di costruire sulla base del proprio impegno, delle proprie capacità, in poche parole del proprio merito, allora non vi sarà difficile capire che il Federalismo è la strada più attuale per realizzare tutto questo.

Altro che perequazione, altro che sussidiarietà coatta (che diventa sterile assistenzialismo); il Federalismo, quello competitivo, è oggi uno dei pochi strumenti ancora a disposizione di questo Paese per liberarsi dal giogo dell’elefantiasi burocratica e corporativistica.

A tutti i medesimi strumenti di crescita, per essere poi valutati (e scelti) in base ai risultati raggiunti, necessariamente diversi perché diverse sono le specificità, le attitudini, le capacità. Solo così si può dare inizio a un virtuoso cammino di innovazione e crescita; la ricetta è rispettare le specificità e fare in modo che le eccellenze emergano dal mercato: una rivoluzione per uomini audaci che hanno capito che il futuro, come ci ha ricordato Kenichi Ohmae in Il prossimo  scenario globale, è negli Stati-Regione, nonpiù negli Stati-Nazione.

Ricordatevi dunque il principio dell’uguaglianza liberale, così come quello dell’uguaglianza socialista:
opportunità versus risultati; vedrete che vi sarà molto più facile capire l’essenza profondamente liberista del federalismo e magari spiegarla a chi, più scettico, presta orecchio alle cassandre sinistrorse che paventano povertà e miseria. Il tema dell’uguaglianza nelle opportunità evoca la libertà nelle opportunità e nelle procedure, ampiamente studiato dal premio Nobel per l’economia (nel 1998) Amartya Sen.

Per Amartya Sen, «l’idea di libertà investe sia quei processi che permettono azioni e decisioni libere sia le possibilità effettive che gli esseri umani hanno in condizioni personali e sociali date. L’illibertà può derivare sia da processi inadeguati (come la negazione del diritto di voto o di altri diritti politici o civili) sia dal fatto che ad alcuni non sono date adeguate possibilità di soddisfare desideri anche minimali (il che comprende la mancanza di possibilità elementari. come quella di sfuggire a una morte prematura, a malattie evitabili o alla fame involontaria)». (da Lo sviluppo è libertà di Amartya Sen, Oscar Saggi Mondadori, pag. 23).

Sen osserva come sia l’aspetto processuale che quello procedurale siano fondamentali per lo sviluppo come libertà; non basta la correttezza delle procedure così come non basta l’esistenza delle adeguate possibilità per crescere nella libertà. L’individuo è il “centro d’azione”, per il quale disporre di libertà significa essere stimolati a cavarsela da soli, influendo sul contesto, promuovendone di fatto lo sviluppo.

Se lo sviluppo è visto in termini di libertà piuttosto che di mera utilità (cioè solo di reddito), significa che il requisito fondamentale è il superamento delle illibertà. Applichiamo questo criterio alla lettura delle molteplici classifiche degli indici di libertà economica (dalla Heritage Foundation alla Fraser): il nostro lento declinare potrebbe anche essere il segnale di un sotterraneo scadimento delle nostre libertà; senza renderci conto, passando ora dalla sinistra ora dalla destra, siamo ogni anno un po’ meno cittadini, un po’ più sudditi.

A costo di annoiarvi vi ricordo che anni fa Gianfranco Miglio e Ronald Reagan, dagli antipodi del mondo, dichiaravano che la differenza non è tra sinistra e destra, ma tra statilisti e liberisti. Noi aggiungiamo: federalisti.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

One Comment

  1. Ric says:

    Formule ed astrazioni ; ecco appunto il merito cos’è ?
    Che valore può avere la perseveranza finalizzata a conservare metodiche e leggi che spolpano il cittadino con pretestuose norme tipo codice della strada , ritiri di patenti che mettono sul lastrico e nella disperazione ? Amministrazioni virtuose di che ? Di fare agguati al portafogli dei malcapitati ? Vi risulta che queste amministrazioni sovranazionali , statali, regionali , provinciali , comunali , siano una garanzia alla nostra qualità di vita ? O piuttosto la trama sempre più fitta delle nostre galere ? Sudditi e capre , che bello per i papponi !
    Vi risulta che creino lavoro oppure che ci ostacolino a vivere , ad intraprendere ? A voi popolo l’ardua sentenza !
    Esistono persone che hanno preparazione , introspezione creativa , capacità costruttiva , atteggiamento mentale propositivo , cioè il plus che determina una condizione potenziale di impresa , lavoro , interesse diffuso , business .
    È questo il valore in campo aperto , è questa la filosofia che deve contagiare , è questa la scuola che deve sfornare e , per far ciò, ha bisogno di uomini in gamba , di insegnanti appassionati e valenti !!!
    Chi lo stabilisce ? Lo stabilisce l’entusiasmo del contagio , la produzione di valore , di benessere , di fatturato .
    Non lo stabiliscono le norme , le regole , i divieti , le ignavie concezioni degeneri delle speculazioni politologiche , pietismi ipocriti di religioni pelose e morbosamente necrofili ; queste sono droghe , illusioni , scorciatoie , abbagli , pretesti , come piantare monete d’oro per far crescere alberi di soldi , Pinocchio docet .
    Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo , tipico di razze nomadi predatrici , non è diversitá culturale , ma antropologica , genetica razziale ;
    con tutto rispetto , il pullulare di amore per gli animali , non è esplosione di accrescimento e di sensibilitá umana , ma è esplosione di moda , di atteggiamento in linea trendy .
    Occhio agli osservatori raffinati , per cortesia a non scambiare lucciole per lanterne !
    Federalismo ? Si bravi , buttiamo via altri 20 anni a rincorrere fuochi fatui , andiamo come vispe Teresa a caccia di farfalle !
    Appunto gli schemi , trame a perdere da utili idioti ; Federalismo ? un avvincente e fascinoso equivoco per organizzare il nulla assoluto , una patina alternativa pronta a dar ristoro e rifugio al peggio legittimato !
    È una via di fuga dalla libertà, una iperbole per minusvalenze, del tipo meglio un calcio in culo che uno nelle gengive .
    Cosa è dunque lavoro ?
    Tutto ciò che il contagio del parassitismo saldato alla moraloide concezione della provvidenza celeste ha creato e fatto prospero , dandone riconoscimento , il modello mafioso stigmatizzato nella sua forma primordiale dei tipicos , a modello “filosofico” impiantato e radicato in zone “adatte “ , ad esempio al nord Italia , volturato da illegale ad istituzionale . Stop. Dalla coppola alla divisa , ad equitalia , al tribunale , al parlamento ; naturalmente con benedizione Santissima di libera chiesa in libero stato. TUTTO CIÒ NON È LAVORO MA LA SUA NEGAZIONE .
    Per le persone intelligenti non esiste mediazione alla logica , è questa la razio che urge essere adottata ! TRUMP docet !
    Ecco al massimo , per far comprendere al parassita di stato a qualsiasi titolo , presidenti di repubblica compresi , è più efficace gridargli in faccia” w TRUMP” che un pisellino moscio di Federalismo .
    A tutti coloro che non sono ancora stati lobotomizzati dallo spauracchio di concetti infingardi e subdoli finti come “ evasori fiscali , servitori dello stato , solidarietà, giustizia , accoglienza , razzismo etc . , “ urge passare dalle parole ai fatti per far intendere che abbiamo capito , la sola certezza per salvaguardare vita , valori e libertà.

Leave a Comment