La devolution mancata. Il Nord prigioniero, in attesa di giudizio

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di GIULIO ARRIGHINI – Se è caduto anche il muro di Berlino, se in Europa sono nati nuovi Stati indipendenti, se democrazie avanzate hanno concesso statuti di autonomia ai loro popoli, può non cadere il vecchio mito di questo Stato pasticcione, patrigno e inadempiente? Può insomma essere concreta-mente credibile che questo Paese, prima o poi, diventi federalista?
Due parole, semplici semplici, su quello che ci aspetta. La partita sul Federalismo è serissima: l’appuntamento elettorale delle amministrative farà l’ecografia al Paese, alle sue esigenze di libertà, di autonomia, di innovazione. Consentirà di vedere e comprendere i movimenti interni di un territorio che chiede con crescente consapevolezza (e rappresentanza) politica ormai da un quarto di secolo un diverso Stato, una diversa pubblica amministrazione. Vogliamo sapere che fine fanno i nostri soldi, le nostre tasse, pretendiamo un Parlamento meno affollato e più giovane, invochiamo un Senato che sia il luogo politico delle nostre Regioni, meritiamo un sistema per fare le leggi che finalmente costi meno, per avere più danè da investire in servizi per la gente e innovare le imprese.

Il Federalismo è il passaggio obbligato del Paese, è il nucleo di tutti i prossimi equilibri politici.  I partiti sanno di avere a che fare col Nord, col suo valore aggiunto, con la sua spinta produttiva, con il suo consenso elettorale.
La questione settentrionale insoddisfatta e svenduta decenni fa in Europa, barattando l’agricoltura padana in cambio di qualche industria assistita – e poi fallita – nel Mezzogiorno, è il cuore del problema. Di lì si passa per forza, per non morire di assistenzialismo e di troppo Stato grasso, di ingiustizia fiscale, di perenne Paese sospeso tra chi paga troppo e chi meno. O mai.
Questo Federalismo parte con la scuola, la sanità, la sicurezza. Tre pilastri di autonomia del rispetto della storia e della salute del territorio, che non vogliamo infestato da cannibali della nostra cultura, del nostro lavoro, delle nostre case. Il Paese alzi il sedere, e il Nord tiri fuori gli attributi. Più che un diritto, è un dovere, un atto di onestà. E di amore per la nostra terra.

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5 Comments

  1. luigi bandiera says:

    “La devolution mancata. Il Nord prigioniero, in attesa di giudizio”

    Ed e’ felice e contento di stare sotto.

    Avete mai sentito sta frase qua?
    Se stava mejo co se stava soto l’Austria.

    Cioe’, si stava bene sotto l’italia o sotto la Francia?
    Ri cioe’, non sotto l’Austria e anzi a quest’ultima fu dichiarato guerra.

    Mi piacerebbe tanto sapere gli autori di queste strane propagande a pro insemenimento.

    Non e’ un’ offendere ma un constatare.

    Noi del nord siamo piu’ vicini agli alpini o ai beduini..?

    Cosi’ tanto per dire che cavolo di bugie avranno raccontato a quei soldati che dovevano sparare agli Austro-Ungarici..?
    Prendete un compasso e puntatelo su Verona e poi allargatelo fino a Palermo. Dopo di che lo fate girare e scoprirete la verita’.
    Basta sonno…

    Il brutto della faccenda e’ che continuano a raccontarcele per tenerci INSEMENII, meglio, addormentati, con altri eventi tipo l’INVASIONE IN ATTO. Guai a sparare contro questi invasori. Nemmeno una parola.
    Gli Austro-Ungarici non volevano invaderci e giu’ scoppiettate e cannonate e morti a iosa.

    I partiti che non partono mai ne hanno combinate di cotte e di crude… anzi, non i partiti ma gli uomini dei partiti e cioe’ dei rimasti.

    Ci vogliono davvero INSEMENII..?
    Beh, sentendo cosa dice l’intellighenzia… c’e’ poco da sperare.

    Veramente l’e’ proprio tutto da rifare.
    Buona domenica.

  2. Riccardo Pozzi says:

    Io mio commuovo alle parole di Arrighini che trasudano dignità politica ad ogni riga. Il dubbio è che gli 11 milioni di italiani al voto nelle regioni del nord, più che gli attributi, tirino fuori lo smartphone per vedere le notifiche dei social. Per molte anime belle con diritto di voto, la più grave questione settentrionale è il traffico.

  3. AVG Average Venetian Guy says:

    “Se è caduto anche il muro di Berlino, se in Europa sono nati nuovi Stati indipendenti, se democrazie avanzate hanno concesso statuti di autonomia ai loro popoli, può non cadere il vecchio mito di questo Stato pasticcione, patrigno e inadempiente? Può insomma essere concreta-mente credibile che questo Paese, prima o poi, diventi federalista?”

    finchè continuate a votare lega, NO!!

    • Padano says:

      Cosa consigli di votare?

      • Castagno 12 says:

        Di grazia, è possibile conoscere il motivo per il quale, OSTINATAMENTE, NEGANDO L’EVIDENZA, siete fermamente convinti che in italia, GOVERNANO, DECIDONO, COMANDANO GLI ITALIANI ?
        Non avete ancora capito che SIAMO “AGLI ORDINI” DEL GOVERNO MONDIALE ?
        Vedi la Commissione europea, gli azionisti PRIVATI della BCE e di Bankitalia, l’invasione imposta, e via così.
        L’INVASIOINE: in circa 30 (trenta) anni, nessun “governo” italiano l’ha fermata, ANZI.
        Ce la fate a domandarvi ” COME MAI ? “, dato che, secondo le vostre patologiche fantasie, IN ITALIA DECIDONO GLI ITALIANI ?
        Trovate divertente continuare a remarci contro ?

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