La desertificazione delle coscienze che passa per la scuola

scuoladi ALDO MOLTIFIORI  – In verità non si tratta solo del Natale. In quell’Istituto di Rozzano, ahimè come in gran parte degli Istituti scolastici di Lombardia, vi sono altre ragioni di desertificazione delle coscienze, per di più nella loro fase più delicata; quella della formazione iniziale.

Vediamo quali sono le tre ragioni:

  1. Il Preside da buon vigliacco prima scaglia la pietra – la cancellazione del Natale – e poi ritrae la mano – Il Natale vien trasformato nella festa d’Inverno spostata al 17 di gennaio. Una miserabile fandonia che nasconda la codardia di chi non ha il coraggio di assumersi le responsabilità di una tale scellerata decisione. Codardia e menzogna non possono portare alcun contributo alla formazione delle coscienze specie in piccoli che stanno aprendo la loro mente al mondo specie a chi è stato affidato il compito di guidarne il processo formativo. Nell’Arengo dei Comuni lombardi un simile comportamento sarebbe stato giudicato “Idiote” con la conseguenza di privare il reo ogni responsabilità pubblica.
  2. L’Istituto multifunzionale del comprensorio di Rozzano viene intitolato ad una Via. Difatti quell’Istituto viene più semplicemente chiamato: Via dei garofani. Incredibile ma vero un Istituto scolastico che dovrebbe essere intitolato ad un personaggio che ha contribuito alla bene della Comunità lombarda, per esempio Beccaria, piuttosto che Volta, o ancora Sant’Ambrogio, viene ridotto ad un giardino per fiori. Intollerabile affronto alla identità della Lombardia. Ma dove è il Sindaco di Rozzano, dove sono i dirigenti della Regione Lombardia, dove sono i movimenti autonomisti e indipendentisti della Lombardia? Una grande e storica comunità ridotta a livello di un vegetale che fiorisce una volta sola all’anno! Qui devo chiamare in causa direttamente il Sindaco di Rozzano; Lei deve agire al più presto per riparare ad un tale insulto anche se capisco che non sia facile per la sua formazione così lontana dalla natura e dalla storia di Rozzano e della Lombardia. Lei dovrebbe imporre che quell’Istituto porti il nome di Rotari. Il grande legislatore longobardo che ha dato il fondamento giuridico alla Lombardia e che ha salvato Piemonte, Lombardia e Veneto dalla distruttiva influenza bizantina. Quelle sono le radici della nostra comunità, la quale senza solide radici avvizzisce e poi muore. I lombardi sono orgogliosi del loro passato e, caro sig. Sindaco è quel passato che ha permesso la nascita de “Umanità Università”. Se lo ricordi, perché il suo discorso di inaugurazione, di cui ho letto il testo integrale è un profondo insulto alla Lombardia e a Rozzano.
  3. A quella vecchia signora siciliana, che Lei ha ritenuto di ricordare nel suo discorso inaugurale, bisognerebbe dire che è la Comunità Lombarda e non quella siciliana o peggio quella sulla sponda sud del Mediterraneo che ha prodotto quella Umanità (cristiana) di cui tutti e proprio tutti possono beneficiare. L’uomo cresce nella diversità delle menti e delle fedi, non nel deserto del nulla come Lei (inconsapevolmente) e il preside Parma (consapevolmente) vorrebbero. In tutti gli istituti di Rozzano, aggiungo di tutta la Lombardia, si devono insegnare lo Statuto del Comune, Statuto della Regione Lombardia, la Costituzione Italiana e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani di New York. Tutti insieme costituiscono la ineludibile precondizione affinché quelle piccole coscienze diventino dei buoni cittadini Lombardi ed Europei. Leggendo lo Statuto del Comune di Rozzano non posso non rimarcare che è del tutto assente il valore della identità e della storia e della identità della comunità locale. Uno Statuto che riduce l’uomo la sua storia e la sua identità a mero soggetto sociale. Uno Statuto da rivedere! Sul come promuovere la Lombardia e Rozzano nella formanda coscienza degli alunni di Rozzano e su come ricostruire i caratteri distintivi di Rozzano siamo sempre disponibili a fornire i giusti strumenti intellettuali e conoscitivi.
  4. Il POF di quell’Istituto è quanto più insultante e ignobile si possa immaginare nei confronti della storia, della cultura e della identità della Lombardia. POF sta per Piano di orientamento formativo e costituisce la linea guida dell’Istituto per l’orientamento formativo degli alunni. Questo Istituto ha l’enorme responsabilità di formare coscienze di bambini che vanno dai tre ai 14 anni. L’età più critica in assoluto per il futuro di quei piccoli Lombardi. Così come è possibile fecondarne le personalità e parimenti possibile desertificarle. Quel POF è deserto della ragione e dell’anima. Vi invito ad entrare nel sito web dell’Istituto di Rozzano, leggete quello scempio che è il POF. In quel deserto di storia e di società lombarde, di nozioni e di idee le coscienze dei nostri figli, nella loro età più vulnerabile, si inaridiscono senza nemmeno avere la coscienza di sé.

(4-fine)

 

 

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Carissimo, mi consenta la confidenza, sottoscrivo enne volte elevato a enne volte il concetto qua espresso..!
    Auguri…
    PS:
    a volte o spesso si passa da dementi quando si difendono e si cerca di affermare certi concetti stracolmi di valori.
    Quanta pazienza in questo deserto senza ormai lacrime (ecco perche’ deserto: non piovono piu’ lacrime).

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