La deputata Rubinato (PD): errore non votare per il referendum veneto

di ALTRE FONTI

“Pur comprendendo le ragioni giuridiche alla base della scelta del gruppo consiliare del Pd di aderire al rinvio della proposta di referendum in commissione, credo che politicamente sia un errore. Perché il Partito democratico non può essere contrario a che la gente possa esprimersi. Basta dare alibi ai fallimenti dei presidenti del Veneto negli ultimi 15 anni, prima Galan e adesso Zaia, che non hanno mai attivato concretamente l’autonomia differenziata consentita dal 2001 dall’art. 116 della Costituzione e ora sfacciatamente cavalcano la frustrazione dei Veneti”. Lo afferma Simonetta Rubinato, parlamentare e sindaco di Roncade (Tv) commentando il rinvio in commissione, votato ieri in Consiglio regionale, del progetto di legge sull’indipendenza del Veneto.

“Non serve un referendum – osserva l’on. Rubinato – per sapere che il Popolo Veneto vuole maggiore autonomia ed autogoverno ed è stanco delle chiacchiere a vuoto su federalismo, secessione, autodeterminazione, indipendenza. La Regione apra un tavolo di trattativa con il ministro Del Rio per chiedere deleghe e risorse, come stanno facendo i nostri vicini trentini e friulani”.

Secondo la parlamentare veneta “il Pd deve dire di sì alla consultazione e passare la palla al presidente Zaia. E se il referendum non si potesse fare perché incostituzionale, – aggiunge –  si organizzi una consultazione popolare prendendo esempio dalle nostre primarie, nel rispetto della legalità e della Costituzione. Noi del Pd non possiamo passare per quelli che difendono il centralismo: l’Italia di oggi guidata dalla “burocrazia imperiale” del potere centrale non è quella che volevano i padri costituenti”.

FONTE ORIGINALE: http://www.portogruaro.veneto.it

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22 Comments

  1. fabio ghidotti says:

    è vera l’ultima affermazione della Rubinato, però all’epoca dei “padri costituenti” la “burocrazia imperiale” esisteva già, e non potevano illudersi di farla sparire solo levandole la camicia nera…
    Quanto ai vostri “vicini trentini e friulani” le loro bataglie le possono fare perchè partono da uno statuto speciale.
    Quindi la parte sana del PD può essere credibile, quando si riempie la bocca di autonomia, solo se alza la bandiera dello statuto speciale anche per il Veneto.

  2. Cari amici, ho letto con piacere le vostre riflessioni. Soprattutto quelle che entrano nel merito della questione, rispettando le opinioni altrui. Dove avete letto che sono a favore dell’indipendenza del Veneto? Io credo, da democratica, che la partecipazione vada favorita in tutti i modi e che sia giusto lasciare ai Veneti la possibilità di dire la propria opinione. E’ questo l’oggetto del contendere: favorire tutte le occasioni di partecipazione democratica. Poi ciascuno, io per prima, farà la propria battaglia. Se avete tempo e voglia, andate sul mio sito web e leggetevi le mie prese di posizione, non di oggi, in merito all’esigenza di una maggiore autonomia per il nostro Veneto nel rispetto di quanto prevede la Costituzione, sull’esempio delle Regioni a noi vicine. E’ questo uno scandalo? Non credo. Io ascolto il popolo, e credo che su questo tema la gente veneta abbia le idee chiare. Confrontiamoci. E cogliamo questa occasione per fare una giusta battaglia. Io ci sono! E non certo per tornaconto elettorale o, ancor peggio, come fa pensare qualcuno per tornaconto personale.

    • Michele says:

      Gentile sindaco Rubinato, le avevo scritto ieri attraverso il suo blog una mail che le chiedeva se era disposta a portare all’odg del consiglio comunale di Roncade la votazione sulla legge per l’indizione del referendum sull’indipendenza del Veneto.

      Contento del fatto che le sue dichiarazioni fossero volte alla possibilità di dare ai Veneti la facoltà di espressione, non vedo a questo punto problemi ad assecondare la richiesta sopra menzionata.

      Con rispetto, le porgo cordiali saluti.

    • caterina says:

      Gentile Signora, sono contenta che sostenga la tesi favorevole a che i veneti siano interpellati circa la loro volontà o meno di essere indipendenti.
      Io ovviamente sono per l’Indipendenza perchè amo la mia patria che è il Veneto e ne ho una stima incondizionata e soffro per tutte le angheria che ha subito, e mi giro dall’altra parte quando davanti al palazzo ducale a Venezia vedo l’Italia incoronata che schiaccia il Leone di San Marco.
      Riguardo all’autonomia che Lei fondamentalmente centralista sostiene, credo che trent’anni fa sarebbe stato il massimo per cui valeva la pena di combattere… oggi non è più così perchè abbiamo acquisito maggior consapevolezza dei nostri diritti, confermati anche internazionalmente, e l’estenuante riferimento a un centro di potere lontano dalla conoscenza e dall’interesse è controproducente rispetto alla snellezza della partecipazione che oggi si può mettere in atto per affrontare i problemi della vita della nostra società, in un quadro di riferimento che parla la nostra lingua ed ha in comune la nostra tradizione… che consiste nel fare! con sentimento e passione, con libertà e soddisfazione.
      Comunque grazie di sostenere il Referendum.

    • Allmore says:

      Gentile Signora Rubinato,

      Con tutto rispetto, alle barzellette della maggior autonomia, non crede più nessuno.

      Se aveste veramente voluto un Veneto più autonomo, lo avreste già creato da tempo, con i vostri governi Prodi, anzichè proporci legioni di zingari con una trentina di euro di sussidio al giorno, oppure, ancor più immigrati clandestini, a cui il suo ministro Kyenge propone incondizionatamente un lavoro pubblico.

      Credo anzi, che se veramente voi del PD voleste bene al Veneto, avreste creato un ministro per le autonomie, in luogo di un ministro per l’immigrazione, la cui unica dote percettibile è quella di essere negra e amica della Boldrini.

      Mi fa piacere che anche voi post comunisti e decadent democristiani, leggiate in queste pagine la voce dei cittadini che non vogliono rimanere in silenzio, in un regime d’impegni coattivamente prestabiliti.

      Presto il nostro ruggito diverrà assordante.
      Non griderà autonomia, ma INDIPENDENZA !

  3. renato says:

    Gentile signora Rubinato: lasci perdere il PD e lo chiami PCI.
    Il quale è sempre stato accentratore, in nuce. E poi, la costituzione…..i padri fondatori…. Non faccia l’americana. E’ risaputo che il testo della nostra costituzione fu fortemente edulcorato dalla presenza in commissione dei kompagni di allora.

  4. Ricky says:

    Mentire, sapendo di farlo, o peggio ancora NON SAPERE. L’articolo 116 cita (tratto dal sito sel Senato) :”Il Friuli Venezia Giulia [cfr. X], la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale.

    La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano.

    Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.” Quindi, di cosa sta parlando la Deputata del PD? Di un’articolo che i SUOI hanno VOTATO!!!! Non esiste e non esistono possibilità di “Maggiori AUTONOMIE”, il Veneto, per volere anche del PD non è Regione a Statuto autonomo, e non è menzionato nell’articolo da Lei citato, perciò di cosa stà parlando ?

    • claudio says:

      Grazie per questo post.

    • toscano redini says:

      Sta parlando di una Costituzione stesa sotto la ferrea sorveglianza dei quattro novelli padri della repubblica e cioé, Alcide De Gasperi, Palmiro Togliatti, Pietro Nenni e Salvatore Lucania detto Lucky Luciano di Lercara Friddi (PA). Una Costituzione peraltro, MAI, MAI!, approvata da quel Popolo di cui la Signora si vanta essere rappresentante in barba a ogni regola democratica. PD, partito democratico, della serie:

      IL PEGGIORE IPOCRITA o del Rappresentante illuminato
      “Siedo sulla schiena di un uomo, soffocandolo, costringendolo a portarmi. E intanto cerco di convincere me e gli altri che sono pieno di compassione per lui e manifesto il desidero di migliorare la sua sorte con ogni mezzo possibile. Tranne che scendere dalla sua schiena.” – Leo Tolstoy

  5. Gianfrancesco says:

    un colpo al cerchio ed uno alla botte, prima votano no, poi salta su qualcuno a metterci una pezza. se i leghisti non sono del tutto credibili anche se votano si, mi domando come si possa dar retta a questi arnesi del PD che votano no poi dicono “ops abbiamo sbagliato”.

    Se poi si legge bene cosa ha detto questa fintissima indipendentista dell’ultimo minuto si capisce bene che il suo obiettivo non è affatto l’indipendenza, ma un po’ di autonomia in più stile Friuli.

    A chiare lettere dice che i veneti vogliono più autonomia e sono stanchi di chiacchiere sulla secessione e sull’indipendenza… un pensiero perfettamente in linea con Tosi, anche lui a favore del referendum per mandare un grido di dolore a Roma che non presta attenzione…

    Mamma mia che dolore!!!!!!!!!!!!!!

    Non fatevi fregare sempre, non abboccate a tutte le finte aperture e a tutte le false adesioni al referendum.

  6. Silvia says:

    Semplice: vi prende per il c..o. Ma questi politici del PD sono drogati da metilfenidato? O più’ semplicemente sniffano wodka? No, data l’età aspira semplicemente ( e giustamente) ad un vitalizio.
    Giusto, temporeggiare humanum est…
    Signora, lei non sa neanche cosa sta succedendo nel FVG, non lo sappiamo neanche noi… Lei è per caso una Vanna Marchi che sparge del sale sproloquiando col Maestro Do Nascimiento????

  7. nino maldonato says:

    Robe da matti! E si chiamano “Partito Democratico” ! La democrazia per loro e’ come dire schiavitu’. Che vadano a leggersi 1984 di Orwell!…

  8. Alberto Pento says:

    STATUTO REGIONALE VENETO

    CAPO IV – Referendum

    Art. 25 – Referendum.

    1. La legge regionale disciplina i limiti di ammissibilità, il procedimento, le modalità attuative e gli effetti del referendum. Il giudizio sulla ricevibilità e sulla ammissibilità delle richieste di referendum è di competenza della commissione di garanzia statutaria.
    2. La legge regionale prevede la garanzia dell’informazione sui referendum indetti assicurando un’adeguata attività di comunicazione ai favorevoli e ai contrari al quesito referendario.

    Art. 26 – REFERENDUM ABROGATIVO
    1. Il Presidente della Regione indice referendum per l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un regolamento o di un atto amministrativo di interesse generale quando lo richiedono:
    a) quarantamila elettori;
    b) non meno di venti consigli comunali che rappresentino almeno un decimo della popolazione regionale;
    c) non meno di tre consigli provinciali.
    2. Partecipano al referendum i cittadini iscritti nelle liste elettorali dei comuni della Regione.
    3. La proposta soggetta a referendum è approvata se alla votazione ha partecipato la maggioranza degli aventi diritto ed è stata raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
    4. Non è ammesso il referendum per l’abrogazione:
    a) delle leggi tributarie e di bilancio e dei relativi provvedimenti di attuazione;
    b) delle leggi e degli atti regionali i cui contenuti costituiscano adempimento di obblighi costituzionali, internazionali, europei;
    c) delle leggi e degli atti amministrativi regionali che disciplinano gli organi a rilevanza statutaria;
    d) delle leggi e dei regolamenti concernenti accordi o intese di carattere internazionale o con altre regioni;
    e) del Regolamento.
    5. Sono comunque inammissibili le richieste di referendum aventi quesiti non omogenei.
    6. Nel caso in cui un referendum abbia dato esito negativo, la stessa richiesta non può essere presentata prima che siano trascorsi cinque anni dalla data di proclamazione del risultato.

    Art. 27 – REFERENDUM CONSULTIVO

    1. Il Consiglio regionale può deliberare l’indizione di referendum consultivi delle popolazioni interessate su provvedimenti o proposte di provvedimenti di competenza del Consiglio, quando lo richiedono il Consiglio regionale o cittadini o enti locali, secondo quanto previsto dalla legge regionale.
    2. Se alla votazione ha partecipato la maggioranza degli aventi diritto, il Consiglio è tenuto ad esaminare l’argomento entro novanta giorni dalla proclamazione dei risultati e a motivare le decisioni eventualmente adottate in difformità.
    3. Non è ammesso referendum consultivo nei casi previsti dall’articolo 26, commi 4 e 5.
    4. Sono sottoposti a referendum consultivo delle popolazioni interessate, secondo quanto previsto dalla legge, i progetti di legge concernenti l’istituzione di nuovi comuni e i mutamenti delle circoscrizioni o delle denominazioni comunali.

  9. daniele quaglia says:

    Rispetto per l’on Rubinato: non è nuova a queste aperture.
    Assieme all’on Girotto (M5S) sono stati gli unici ad interessasri delle condizioni carcerarie di Luciano Franceschi dichiaratosi prigioniero politico appartenente all’Autogoverno del Popolo Veneto dopo i fatti che hanno visto il ferimento del direttore di banca di Campodarsego (PD) http://www.life.it/spara-al-direttore-della-banca/

  10. ermanno says:

    giusto, ma dirlo magari PRIMA del consiglio in regione piuttosto che dopo ?

  11. Aquele Abraço says:

    Parole chiare, dirette al Pd veneto, solo che il centralismo esiste pure nei partiti e quanto conti il Pd veneto in questo ambito, anche se ogni piddino veneto la pensasse come lei, è tutto da verificare.

  12. angelo tedoldi says:

    Parlano bene ma razzolano da schifo

  13. FabrizioC says:

    Fatele rileggere il testo del referendum…

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