La cronaca dal Colle. Mattarella: martedì governo o voto

mattarella3Per conoscere l’esito della crisi e capire se ci sara’ subito un nuovo governo si dovra’ attendere la prossima settimana. Dopo aver ascoltato tutti i gruppi parlamentari, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deciso di concedere altro tempo ai partiti per trovare un’intesa e scongiurare cosi’ il ritorno a nuove elezioni. Il nuovo appuntamento e’ fissato per martedi’ prossimo, quando il capo dello Stato dara’ vita a un nuovo giro di consultazioni, al termine delle quali prendera’ la sua decisione. “Nel corso delle consultazioni che si sono appena concluse -ha affermato Mattarella – mi e’ stato comunicato da parte di alcuni partiti politici che sono state avviate iniziative per un’intesa, in Parlamento, per un nuovo governo e mi e’ stata avanzata la richiesta di avere il tempo di sviluppare questo confronto”.

Una richiesta analoga a quella di altre forze politiche che hanno chiesto la possibilita’ di fare “ulteriori verifiche”. Il capo dello Stato ha tenuto a precisare che sono “possibili soltanto esecutivi che ottengano la fiducia, con valutazioni e accordi dei gruppi parlamentari, su un programma per governare”. E, “in mancanza di queste condizioni, la strada e’ quella di nuove elezioni”.
Tuttavia, questa non e’ sicuramente una decisione da “assumere alla leggera”, ma e’ una possibilita’ di cui tener conto solo ed esclusivamente “qualora il Parlamento non sia in grado di esprimere una maggioranza”. Anche perche’ “la Costituzione prevede che si voti ogni cinque anni, mentre in questo caso il ricorso alle urne avverrebbe a poco piu’ di un anno dall’avvio della legislatura”.

Il secondo giorno di consultazioni si e’ aperto con l’arrivo al Colle, alle 10, della delegazione di Fratelli d’Italia, seguita subito dopo da quelle del Pd e di Forza Italia. Nel pomeriggio, invece, e’ stata la volta di Lega e M5s. La leader di Fd’I, Giorgia Meloni ha spiegato senza mezzi termini che per il suo partito le elezioni “sono oggi l’unico esito possibile, rispettoso dell’Italia, dei suoi interessi, del suo popolo, della Costituzione”. Meloni ha fatto notare che “se Mattarella dovesse scegliere l’ipotesi del mandato, allora forse bisognerebbe ripartire dalle elezioni del 2018 e affidarlo ad un esponente del centrodestra, perche’ sarebbe piu’ affine alla volonta’ popolare”. Dello stesso parere il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, secondo cui occorre “costituire in Parlamento una maggioranza di centrodestra che corrisponda al sentire degli italiani”. Qualora non sia possibile realizzarla, allora “la strada maestra” sarebbe una sola: “elezioni anticipate”.

Pd e M5s, invece, hanno esposto le loro posizioni al capo dello Stato indicando alcune priorita’ irrinunciabili. Il primo a dettare le condizioni e’ stato il segretario democratico Nicola Zingaretti che, forte dell’esito della direzione di ieri, ha elencato a
Mattarella cinque “principi non negoziabili a cui il nuovo esecutivo dovrebbe rifarsi” ma ha anche detto no a “un governo a qualsiasi costo”. Tra questi principi, Zingaretti ha ricordato la “chiara ed indiscussa scelta europeista e l’impegno a costruire un’Europa profondamente rinnovata, il pieno riconoscimento e la difesa della democrazia rappresentativa, a partire dalla centralita’ del Parlamento, una svolta radicale nelle scelte economiche e di sviluppo, puntando alla sostenibilita’ ambientale e ridando totale
centralita’ alle politiche redistributive, agli investimenti, ai temi del lavoro ed attenzione all’equita’ sociale, e per evitare ulteriori inasprimenti fiscali a cominciare da quello dell’Iva, una svolta infine con l’Europa nell’organizzazione e gestione dei flussi migratori rispetto ai decreti che si sono approvati in questa legislatura”.

Il capo politico del Movimento cinque stelle, Luigi Di Maio, ha invece letto “dieci impegni presi con gli italiani” e che vanno portati a termine. Al primo punto dell’elenco c’e’ il taglio del numero dei parlamentari: “Manca un solo voto per completare la riforma – ha rimarcato il vicepremier -, per noi deve essere tra le priorita’ del calendario in Aula”. Oltre a questa riforma, nei desiderata dei pentastellati ci sono il “carcere per i grandi evasori e lotta alle mafie e ai traffici illeciti”, un piano straordinario di investimenti per il Sud, anche attraverso l’istituzione di una banca pubblica per gli investimenti, e una riforma del sistema bancario, passando per l’ambiente e una riforma della Rai. Senza tralasciare la tutela dei beni comuni, dalla scuola all’acqua fino alla sanita’.

Il vicepremier Di Maio ha poi ribadito che che il voto non “intimorisce affatto il Movimento”. Il capo politico pentastellato ha poi precisato che sono state “avviate tutte le interlocuzioni necessarie per individuare una maggioranza solida al servizio dei cittadini e che voglia convergere sui nostri dieci punti”. Con tanto di stoccata finale: “Noi non lasciamo la nave affondare, noi non lasciamo che a pagare questa crisi siano gli italiani. Perche’ l’Italia siamo tutti, indistintamente dai colori politici e dagli interessi di parte”. Prima di Di Maio il presidente della Repubblica ha ricevuto il segretario della Lega, Matteo Salvini , il quale ha detto chiaramente “che un accordo contro (tra M5s e Pd) per tirare a campare e’ vecchia politica”. Ill vicepremier leghista se pero’ da un lato ha ribadito che “la via maestra non possono essere giochi di palazzo” ma le elezioni, dall’altro ha anche lasciato aperto uno spiraglio. “Se si vuole far ripartire il governo ed il Paese, se qualcuno mi dice
‘ragioniamo perche’ dei no diventano dei si’, miglioriamo la squadra ed il programma, diamoci un tempo ed un obiettivo’, noi ci siamo. Ho sempre detto che sono un uomo concreto, non porto rancore, non guardo mai indietro, ma avanti”, ha concluso.

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One Comment

  1. giancarlo RODEGHER says:

    Bisogna aggiornare la costituzione. Bisogna andare al voto e basta.
    Bisogna capire prima e non dopo.
    Mattarella se si fosse chiamato il sottoscritto avrebbe subito mandato al voto i partiti.
    Quale spettacolo indecente stiamo assistendo? Ad ogni possibile risposta sorge immediatamente una negazione o una controproposta. Domani è l’ultimo giorno e non ci si capisce ancora niente.
    Forse la notte porta consiglio, ma su quali basi programmatiche ?
    NEBBIA ASSOLUTA.
    WSM

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