La crisi tra poltrone e strapuntini di chi vuol far le scarpe al Cavaliere

alitalia berluscadi MARCELLO RICCI –  Votare subito o il più tardi possibile? Quali prospettive, attese, timori ? Dal 4 marzo ad oggi che è cambiato ?

Nell’ambito della coalizione di centro-destra (Cdx) giorno dopo giorno cresce il peso della Lega in minor misura dei partito della Meloni. La massima parte dello spostamento dei consensi è a spese di Forza Italia come partito di Berlusconi. Gli elettori, sempre più consapevoli, sono coscienti, che  Silvio deve proteggere le frequenze, sue creature e capitale. Intorno alle TV gira la ruota politica e non è da escludere che il successo del M5S sia in parte dovuto a questa guerra non celata all’impero etereo di Silvio. L’animo leghista si trova nel corpo del Cdx e nell’attuale momento per evidenti ragioni e convenienze non può separarsi da FI.  Salvini percepisce che l’elettorato di Fi si sta spostando verso di lui, ma per evidenti ragioni di etica non può cannibalizzare il Caimano. Al momento, elettoralmente Silvio è più un peso che una risorsa e in parte la crescita del M5S è un voto contro i venti anni della politica di Silvio. Tra condanne, prescrizioni, riabilitazioni, la sua figura politica si è opacata e ha giovato ha un movimento che dell’antiberlusconismo, in assenza di solidi ideali, ha fatto bandiera. E’ il bicchiere mezzo vuoto del Cdx.
Nel Pd esiste una situazione analoga.  Renzi, figlio del Berlusca, ha caratterizzato il Pd, come suo partito, ma l’elettorato si riconosce sempre meno nel partito che fu di Togliatti e Pajetta e Bersani. E’ proprio questo elettorato che più per protesta, che per convinzione, è confluito in parte nel M5S.
Sulla scena abbiamo, il Pdr ( partito di Renzi) che copre le liti con comunicati unitari, il Cdx che deve difendere Berlusconi e dagli offesi dal malcostume ha preso corpo e forma una palude di delusi elettoralmente pesante e potente, tanto da essere dopo la Cdx il secondo partito.
Chi grida al voto, al voto ?
Il M5S che sogna di crescere ancora, Salvini che vede la possibilità di mettere in un angolo il vegeto e intramontabile Silvio, mentre sempre e Berlusconi e  Renzi vorrebbero non votare per non dilapidare il capitale elettorale conquistato in termini di numeri e di fedeli.
Il regista Mattarella, anche pensando a Bruxelles , alla Nato e al medio-oriente, vorrebbe far morire questa XVIII legislatura al suo termine, tra cinque anni, ma l’impresa è molto ardua, quasi impossibile, anche se in politica  vige il motto mai dire mai. A tal proposito si deve tener conto dei tanti che approdati in Parlamento, si vedono cancellare l’ingresso come in un brutto sogno. Situazioni umanamente anche comprensibili, eticamente non giustificabili, comunque reali e anche indennizzabili.
Ci sono sempre altre poltrone e strapuntini.
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One Comment

  1. caterina says:

    a me sembra che il Berlusca sia solo l’ultima vittima di un’italia nata male e rotolata fino in fondo sul piano politico e della considerazione internazionale… una nullita’…. meglio l’indipendenza del Veneto… e lo sarebbe anche per tutte le altre regioni che fossero capaci di recuperare se stesse e la propria storia… Gl’inganni sono finiti…checche’ ne pensi Napolitano e il suo titubante imitatore Mattarella….

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