LA CRISI MORDE OVUNQUE! ANCHE IN LOMBARDIA

di REDAZIONE

Altro che manovre “Salva Italia” e riprese prossime venture. La crisi morde e costa 8mila euro a lavoratore.

Riporta il sito online-news.it: “In 500mila in cassa integrazione a zero ore. Lo scorso anno il taglio complessivo degli stipendi è arrivato a 3 miliardi e 650 milioni. Secondo la Cgil oltre 4 milioni di lavoratori (un terzo degli assicurati all’Inps) hanno percepito ammortizzatori sociali. Complessivamente lo scorso anno sono state registrate poco più di 950 milioni di ore di cig (1,2 miliardi il record registrato nel 2010) per un totale di 3,4 miliardi di ore negli ultimi tre anni di crisi che hanno determinato una riduzione del reddito primario di 48 miliardi di euro, solo in parte coperto dai trasferimenti dell’Inps che hanno di fatti compensato solo il 40%. Sul fronte lavoro, invece, le persone coinvolte a vario titolo dalla percezione di ammortizzatori sociali sono state oltre 4 milioni”.

Il sindacalista Vincenzo Scudiere sostiene: “Siamo arrivati ad un punto limite della tenuta del sistema rispetto all’andamento della crisi, come dimostrano le vicende drammatiche alla ribalta in questi primi giorni dell’anno, per tutte Alcoa e Fincantieri”. Ma c’è molto di più, basti pensare al caso OMSA, l’azienda che produce collant che ha deciso di de localizzare, lasciando l’Italia.

Dal rapporto Cgil emerge che al primo posto per ore di cig autorizzate c’è la Lombardia con 210.588.344 ore che corrispondono a 101.244 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 146.920.290 ore per 70.635 lavoratori e il Veneto con 86.856.594 ore di cig autorizzate per 41.758 Lavoratori. Nelle regioni del centro c’è in testa il Lazio con 67.284.998 ore che coinvolgono 32.349 lavoratori, mentre per il mezzogiorno è la Campania la regione dove si segna il maggiore ricorso alla cig con 61.167.424 ore per 29.407 lavoratori.

Trovare lavoro, soprattutto per chi l’ha perso, è sempre più dura.

ZONA EURO, IL PRODOTTO INTERNO LORDO A -1,5%

BRUXELLES – L’economia della zona euro ha un 40% di possibilità di entrare in recessione quest’anno, con una contrazione fino all’1,5% del Pi: lo ha comunicato oggi l’agenzia di rating Standard & Poor’s mettendo in guardia i governi sostenendo che le loro politiche sono troppo concentrate sulla riduzione del debito.

“Il rischio di recessione è in crescita e ora stiamo prevedendo una recessione con un 40% di probabilità per quest’anno”, ha detto l’analista del credito di S&P Moritz Kremer in una conferenza stampa.

“Questo potrebbe condurre a una contrazione economica della zona euro attorno all’1,5%”.

S&P ha tagliato ieri sera il rating di nove dei 17 stati membri dell’euro zona e ha dichiarato nella call con gli investitori e giornalisti la propria delusione per il fatto che la Bce non abbia aumentato l’acquisto di titoli di stato dei paesi membri del blocco nel mercato secondario per calmare gli investitori. (Reuters)

 

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