La crisi economica si fa pesante e a Roma se la fanno sotto

di GIORGIO CALABRESI

La crisi economica si fa sempre più pesante e a Roma (intesa come governo) cominciano a farsela sotto, perché si stanno innescando pesanti tensioni sociali che possono sfociare in atti di violenza. Da parte di singoli, come e’ accaduto pochi giorni fa con la sparatoria davanti a Palazzo Chigi. O da manifestanti organizzati, come e’ successo ieri  a Napoli. L’attenzione di servizi e forze di polizia e’ dunque alta. Il punto e’ stato fatto al Viminale nel corso della riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano e al quale ha partecipato anche il premier Enrico Letta. Alla fine Alfano ha comunque cercato di dare un messaggio rassicurante. ”La crisi economica e la poverta’ – ha rilevato – possono rappresentare il motore del disagio e possibile suscitatore di violenza, ma la situazione dell’ordine pubblico e’ serena, la cooperazione tra le forze di polizia efficace, i punti di crisi assolutamente presenti e mi sento quindi di rassicurare tutti”.

Nel corso del Comitato, cui erano presenti i vertici dell’intelligence e delle forze di polizia, e’ stata fatta ”un’ampia e approfondita analisi sullo stato della sicurezza nel Paese”. A preoccupare maggiormente gli operatori della sicurezza sono le situazioni di criticita’ sociale connesse all’attuale crisi economica. E’ necessario dunque, e’ stato deciso, tenere alto il livello di attenzione anche per i riflessi sotto il profilo dell’ordine pubblico. Gli scenari piu’ temuti sono quelli degli atti di singoli esasperati, come il disoccupato Luigi Preiti che ha sparato su due carabinieri nei pressi della sede del Governo. Sono gesti difficilmente controllabili perche’ imprevedibili e contro i quali e’ complicato adottare misure di difesa efficaci. E’ stata comunque disposta un’intensificazione dell’attivita’ di controllo del territorio e della vigilanza degli obiettivi sensibili, come le sedi politiche ed istituzionali oltre che l’attribuzione delle scorte a tutti i ministri ed alle cariche istituzionali che ancora ne erano sprovviste. Attualmente sono poco piu’ di 500 le personalita’ sottoposte a misura di tutela e aggiustamenti e rimodulazioni dei dispositivi sono in arrivo sulla base delle indicazioni dei prefetti.

La politica, in un periodo di forti contrapposizioni, e’ particolarmente nel mirino. I rischi di contestazioni, azioni dimostrative o atti offensivi sono alti. Non si escludono poi tentativi di strumentalizzare e fomentare il malcontento sociale da parte di antagonisti ed anarchici, ma per ora – secondo le analisi di servizi e forze dell’ordine – non ci sarebbero segnali di un ritorno di focolai eversivi. La strategia perseguita e’ quella di rafforzare le misure di tutela e l’attivita’ informativa senza pero’ arrivare ad una militarizzazione del territorio.

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7 Comments

  1. L’INGIUSTIZIA E L’IGNORANZA SONO I GENITORI DI TUTTE LE BATTAGLIE.
    Eppure i tantissimi anni di scuola e di storia dell’Umanità, non hanno insegnato nulla e si continua a ricevere ingiustizie dall’alto della Piramide del Potere con una tendenza alla lotta disfattista, generando invidie, rancori, soprattutto nel promuovere interessi Economici e di gloria personali, in un intruglio abilmente soffocato dalla disinformazione, la quale diffonde l’ignoranza in difesa dei balordi per il trionfo del male.
    Sembrerebbe che l’intento sia dopo di me più nessuno, lasciando un ricordo fra i maggiori tiranni della storia Italiana.

    I partiti Politici, i veri responsabili della discordia, sono null’altro che macchine di Potere capitanate da araffoni che hanno studiato come imporre ideologie clientelari per giostrare il pensiero della Comunità per propri interessi.

    E’ sconvolgente constatare un Paese che fu precursore nell’arte e letteratura, sia sprofondato così in basso, dove le Filosofie Politiche divenute Scienza dell’Inganno, sino a raggiungere una posizione ben meritata di Delinquenza Politica, ad opera di Gruppi sostenitori del pensiero Marxista come esempio di sviluppo Sociale bilanciato.

    Portare via le case, sconvolgere i sistemi di sussistenza e diffondere ingiustizie, sono divenute proprietà di merito eseguite da persone di livello, con imperfezioni mentali.
    Il nostro Paese è in guerra da qualche decennio, una guerra Economica con effetti disastrosi che seminano continue sofferenze e morte, di cui i diretti responsabili giustificano come cause esterne con effetti incarnati nelle debolezze di individui predisposti a morire.
    E’ triste constatare quando in mezzo alle cannonate, anche quelle silenziose, che danneggiano maggiormente gli innocenti e gli indifesi, si riscontrano Organizzazioni di Pace, Sindacati o promotori di Filosofie Spirituali le quali non intervengono a monte dei fatti che scatenano le ingiustizie con conseguenti rivendicazioni e guerre, ma fingono di sventolare le bandiere della pace molto dopo, quando il contenitore delle sopportazioni scoppia in rappresaglie di morte.
    Gli anni di piombo, ogni tanto servirebbero anche quelli per riportare il senso di bilanciamento nella Società fra il Potere e gli afflitti.
    Nel 1979, mi sono trovato per caso a passare da Messina (Sicilia), dove ebbi l’occasione di incontrare Sciascia, si proprio lui, il famoso scrittore contemporaneo, filosofo, Politico, Storico e Giornalista Palermitano Leonardo Sciascia.
    Per chi non ha avuto il piacere di conoscere Sciascia, si può dire che era un uomo dal temperamento ottimista e dal pensiero rivolto all’emancipazione della Società, convinto che la verità c’è ed è individuabile nella ricerca del giusto e della realtà, basta cercarla per liberarsi dalla violenza , dall’inganno e dai danni della Politica.
    Mentre ci scambiavamo i convenevoli, poco distante da noi passava un gruppetto di giovani, forse Marinai scesi da qualche nave di passaggio o forse no, i quali tutti in coro cantavano, “Avanti popolo alla riscossa, bandiera rossa trionferà”.
    Rimasi un po’ scioccato da questo evento e dopo un momento di silenzio, colsi l’occasione per chiedere a Sciascia che cosa ne pensava di questi giovani, che a distanza di tanti anni dalla fine del Comunismo, erano ancora atrofizzati su ideologie ormai da lungo tempo tramontate.
    Sciascia mi rispose con una frase a sorpresa: “Il martello batte sulla carne dei minchioni” un detto che in Italia è conosciuto quanto l’Inno di Mameli, e le cause del nostro ritardo nel raggiungere i livelli Europei, sono da dividere fra i nostri sistemi Politici e il Potere della Chiesa, i quali rendono questo detto sempre più attuale nonostante il passare dei tempi.
    Mentre gli altri Paesi investono nella ricerca Sociale e Industriale, per progredire con nuove tecnologie che rappresentano il progresso per una migliore qualità della vita, il nostro Paese produce da sempre perfetti minchioni innalzati a livelli esemplari per sostenere l’ingiustizia, la Globalizzazione, l’Euro, Tasse e super Tasse per ostacolare la produttività, far fuggire i Capitali, ingaggiando Professori da dieci e lode per ignoranza, oltre ai Saggi, i manigoldi e i tanti mafiosi Istituzionalizzati che gestiscono il destino della Nazione.
    Da questo evento che dimostra l’arretratezza del Paese, rimasi profondamente sbalordito, per il fatto che la maggioranza degli Italiani sono consapevoli che il nostro maggiore problema Nazionale è la Politica di Sistema, eppure continuano a votare per cambiare la posizione delle medesime pedine già collaudate nell’affossamento del Paese.
    Nel Paese vige una ignoranza costruita dal sistema mediatico informativo per non cambiare nulla e proseguire a mantenere una Politica preistorica imperniata sul “martello e minchioni”, a vantaggio della Casta che continua a seminare odio nella Società e verso la Politica.
    Anthony Ceresa.

  2. Roberto Porcù says:

    Urca, quante balle!

    Per sanare i conti pubblici servono soldi, o i soldi si prendono stampandone con l’inflazione che segue, o tassando ulteriormente.
    La seconda possibilità è interdetta, rimane solo la prima.

    La spesa è gonfiata a dismisura sicuramente per le spese folli di politici del fine settimana, ma anche per le retribuzioni di personale cresciuto in modo abnorme nel numero e nei costi.
    Altra possibilità sarebbe quella di tagliarlo, ma non si farà.
    E nemmeno ridurne le pretese.
    Per i giudici la Consulta ha dato il via libera ad aumenti del 5 % e dopo di loro a tutte le categorie della p.a. la cui retribuzione è agganciata a quella dei giudici.
    Ieri le maestre della scuola di una mia nipote erano in sciopero, … e nella p.a. sanno sempre di ottenere ciò che vogliono.
    Rimangono più tasse, scappare e lasciare la gabbia di matti ai masochisti, … fino al default.
    Oppure prendere la Bastiglia.
    O

  3. Fabio says:

    Secondo i dati pubblicati dal Ministero dell’economia e delle finanze tramite il bollettino sulle entrate tributarie relative al primo trimestre 2013, nel primo trimestre 2013 le entrate derivanti dall’Imposta sul valore aggiunto registrano una diminuzione del 8,6% rispetto al primo trimestre 2012.
    Stessa sorte anche per le entrate derivanti da attività di accertamento e controllo, che diminuisco del 2%.

    aggiungiamoci l’inflazione, aggiungiamoci che lo Stato Onnipotente Parassita sta continuando tanto ad indebitarci quanto a regolamentare e burocratizzare sempre più le notre vite, e si ottiene un bel disastro su tutta la linea.

    unica cosa buona è che il calo dell’iva rappresenta calo di ossigeno per lo Stato Onnipotente Parassita, che magari -lasciatemi sognare- in questo modo potrebbe anche morire…. se non fosse che farebbe morire prima noi razziando ogni nostro avere!

  4. giorgio candelini says:

    Gli italiani si svegliano solo quando hanno l’acqua alla gola… E’ una regola inevitabile per queste popolazioni. Forse finalmente la crisi economica li farà svegliare.

  5. BRUNO DOLFINI says:

    LA SICUREZZA DICHIARATA DALL’ON. ALFANO E’
    UN MESSAGGIO TRAGICO, POICHE’ HA TUTTA
    L’ARIA DELLA TEMPESTA PRECEDUTA DA QUELLA
    “CALMA IRREALE” CHE LA PRECEDE.
    MANCA IL PANE SULLA TAVOLA DEGLI ITALIANI,
    IL PANE VERO CHE SAZIA LA FAME FISICA.
    SE IL GOVERNO,QUALSIASI GOVERNO,NON
    PROVVEDE IL CIBO PER IL POPOLO,IL POPOLO
    SI RIVOLTA:E’ UNA NECESSITA’ DI SOPRAVVIVENZA,
    DIREI UNA “NECESSITA’ ANTROPOLOGICA” .
    ED E’ ALLORA CHE ALL’ORIZZONTE COMPAIONO
    GLI SPETTRI DELLE ARMI E SCORRERA’ IL
    SANGUE ! Pregate,pregate,pregate che questo
    non avvenga !!!
    Saluti e lacrime !

  6. Dan says:

    “Sono gesti difficilmente controllabili perche’ imprevedibili e contro i quali e’ complicato adottare misure di difesa efficaci.”

    Non è mica vero. Una misura di difesa esiste ed è estremamente efficace: risolvere la crisi adesso tagliando stipendi e privilegi a parassiti e clientele, mandando a quel paese l’euro, riprendendosi la sovranità monetaria e dichiarando l’inesigibilità dei debiti, quanto meno degli interessi.

    Si abbattono tasse ed imposte di misura, si abbatte la spesa pubblica in modo che non superi mai più il pil, si permette alla gente di tornare a lavorare e dopo diventano, diventiamo, tutti quanti a dir poco zuccherini così come per magia passeranno dalla testa tanti brutti pensieri.

    Si fa così, bene. Non si vuol fare allora si “bunkerizzino” pure nei loro palazzi, si circondino pure di scorte: non gli servirà perchè troppa gente è incazzata e non fa che aumentare di numero. Di tanti che ci proveranno e verranno fermati, basta che pochi vadano a segno poi lorsignori vedranno se dall’altra parte i soldi che hanno ladrato e continuano a rubare gli serviranno a qualcosa.

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