La crisi distrugge gli artigiani: saldo negativo nelle imprese

di REDAZIONE

Il saldo tra aperture e chiusure di imprese nel terzo trimestre 2013 è stato pari a +12.934 unità, il più basso in assoluto della serie degli ultimi dieci anni. Il dato è stato presentato alla 138ma Assemblea di Unioncamere a Genova. A determinarlo hanno concorso 76.942 iscrizioni di nuove imprese (1.923 in più rispetto allo stesso trimestre del 2012) e 64.008 cessazioni di imprese esistenti (In aumento di 3.498 unità rispetto all’anno scorso). Sono dati, sottolinea Unioncamere, «che rispecchiano le difficoltà dell’economia reale del Paese». Per le iscrizioni si tratta del secondo peggior dato del decennio, appena migliore rispetto a quello dello scorso anno; stesso discorso per le cessazioni che hanno fatto segnare il secondo valore più alto della serie decennale, dopo quello record del 2007. Ancora una volta è il mondo artigiano a mostrare le sofferenze più acute: tra luglio e settembre il saldo tra aperture e chiusure di aziende artigiane è stato di 1.845 imprese in meno, il peggiore in assoluto degli ultimi dieci anni, segnalando un approfondimendo della crisi del comparto.

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2 Comments

  1. pierino says:

    Elextrolux vuol andarsene dall itaGlia , Zaia vuol che resti… chi vincerà ?
    domanda retorica

  2. Roberto Porcù says:

    Secondo me la situazione è peggiore di quello che le statistiche riferiscono. Chiude una falegnameria con 15 dipendenti, tutti si arrangiano a sbarcare il lunario con lavoretti, più in là uno con secchio e pennello si mette a fare l’imbianchino, un altro riceve l’incarico di amministrare il condominio dove abita e per le statitistiche le imprese artigiane sono raddoppiate.

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