La crisi del debito contagia la Germania: prevista recessione nel 2013

di REDAZIONE

 La crisi del debito sta contagiando anche il motore economico d’Europa, che l’anno prossimo e’ destinato a ingolfarsi. A dirlo un sondaggio globale condotto da Bloomberg. Il 53% del campione di 862 investitori e analisti interpellati hanno dichiarato questa settimana che la Germania scivolera’ in una fase di recessione nel 2013. Il 64%, ovvero quasi due su tre, prevedono un peggioramento della situazione in Europa, nonostante i segnali positivi lanciati negli ultimi giorni dai mercati finanziari e da quelli dei titoli di stato.

Tassi di interesse: le favorevoli aspettative dagli Usa sul tema fiscal cliff ed i buoni dati macro hanno contribuito al rialzo dei listini europei. Sui titoli governativi hanno invece influenzato i buoni risultati delle aste italiane che hanno visto i tassi scendere ai livelli di fine 2010. Il tasso decennale e trentennale italiano si sono infatti portati ai minimi da circa due anni, mentre il differenziale con il titolo tedesco è sceso fin sotto i 310 pb, per poi risalire nel finale di seduta a 320 pb. Secondo una bozza della Troika citata dal quotidiano Kathimerini, il buyback greco potrebbe essere esteso ai detentori di 4 Mld€ di titoli emessi sotto la giurisdizione internazionale che non hanno partecipato alla ristrutturazione di inizio anno. Oggi la camera bassa del Parlamento tedesco è chiamata a votare le decisioni dell’Eurogruppo sulla Grecia. Il membro del partito di opposizione Spd, Steinbrueck, ha dichiarato che voterà a favore per evitare un collasso della Grecia.

Prima del voto il ministro delle finanze Schaeuble terrà un discorso al parlamento tedesco. Il presidente della Bce Draghi durante un’intervista ha ribadito che l’Istituto è pronto a fare il necessario per preservare l’euro ed a intervenire rispettando comunque le condizioni richieste, aggiungendo che la calma dei mercati è ora nelle mani dei governi. Per Draghi la ripresa in area Euro ci sarà nella seconda parte del 2013. Sulla Grecia ha accolto positivamente le decisioni dell’Eurogruppo. Sul fronte macro segnaliamo il calo delle vendite al dettaglio di ottobre che hanno visto un peggioramento di tutte le sottocomponenti.

Negli Usa listini azionari in rialzo su attese di accelerazione dei tempi per l’accordo sul fiscal cliff. Sono però riemersi ieri contrasti su questo punto tra le due opposte fazioni politiche. Il contrasto è emerso dopo che il segretario al tesoro Geithner nel corso di un incontro con i leader del Congresso, ha presentato la proposta su base decennale dell’attuale amministrazione: incremento delle tasse per 1600 Mld$, tagli alla spesa per 400 Mld$, almeno 50 Mld$ di nuovi stimoli ed eliminazione permanente del tetto sul debito. La proposta è stata però rifiutata dal fronte repubblicano, principalmente per l’eccessivo sbilanciamento sul lato dell’incremento delle tasse rispetto ai tagli alla spesa. Sul fronte macro, il Pil del terzo trimestre è stato rivisto al rialzo ma con una ricomposizione delle contribuzioni che ha visto un sensibile ridimensionamento dei consumi a favore invece di un incremento delle voci scorte ed esportazioni nette. Sul fronte emergente, la variazione del Pil indiano del terzo trimestre si è attestata al 5,3% a/a, pari al minimo da circa tre anni, in seguito al rallentamento delle esportazioni e della domanda interna.

Valute: euro in apprezzamento vs dollaro con il cross tornato sopra quota 1,30 grazie al clima positivo che si respira sui mercati. Nel breve la resistenza si colloca a 1,3040/70. Il supporto a 1,2950. deprezzamento dello yen vs euro con il cross sui massimi da fine aprile dopo che i dati sull’inflazione giapponese hanno confermato il basso livello di prezzi aumentando la speculazione su ipotesi di ulteriori misure accomodanti della BoJ. Il governo ha annunciato un secondo piano di stimolo in poco più di un mese, per un importo pari a 880Mld yen (10,7 Mld$), finalizzato a supportare l’occupazione, la ricostruzione post terremoto del 2011 e più in generale il comparto delle piccole imprese. Per oggi la resistenza si colloca a 108 ed il supporto a 106,50.

Materie prime: rialzi generalizzati tra le materie prime. Metalli industriali in evidenza guidati dall’alluminio (+3,2%). Performance positiva anche per il Brent (1,8%) sulla scia dei listini azionari e della revisione al rialzo della crescita Usa nel terzo trimestre. Rimbalzano anche i preziosi, in particolare l’argento con un rialzo del 2%. Misti gli agricoli con lievi cali per i cereali.

FONTE ORIGINALE: http://www.wallstreetitalia.com

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3 Comments

  1. Culitto Salvatore says:

    [ Il 53% del campione di 862 investitori e analisti interpellati hanno dichiarato questa settimana che la Germania scivolera’ in una fase di recessione nel 2013.]
    perchè al momento in cosa sono? la germania non se la passa poi tanto bene, certo qualcuno potrebbe fare paragoni con l’italia dove effettivamente si sta peggio, però quel qualcuno poi dovrebbe anche andarsi a vedere le previsioni per il rpossimo futuro che vedono i paesi dell’unione europea obbligati a ridurre le spese e i costi su previdenza sanità istruzione ricerca…ecco la l’italia è quella messa meglio di tutti, si prevede che non sarà più necessario fare tagli a tali settori perchè tra un decennio tali settori saranno solo un ricordo

  2. Alessandro De Martino says:

    vabbè ma la crisi che eventualmente investirà la germania sarà affrontata diversamente rispetto all’italia. la germania HA la spina dorsale, l’italia no.

    • Culitto Salvatore says:

      la questione sulle prospettive future è stata già sollevata parecchio tempo fa, l’italia è considerata in base alle operazioni effettuate quella che potenzialmente potrebbe avere i maggiori benefici nel medio periodo, le alte nazioni europee (ipoteticamente) dovrebbe faticare a crescere, il problema sta nella situazione attuale, le nazioni europee possono pensare con varie manovre ad uscire dalla crisi, l’italia no, è proprio questo a scoraggiare gli eventuali investitori, l’incapacità dell’italia di risollevarsi dalla situazione attuale, perchè se potenzialmente dovrebbe avere le capacità di crescere più delle altre nazioni della comuiunità europea, per crescere prima deve stabilizzarsi e su quest’ultimo punto nessuno osa scommetterci sopra

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