La Crimea proclama la secessione. Referendum il 16 marzo

di REDAZIONE

La leadership filo-russa in Crimea ha accelerato per staccarsi dall’Ucraina e confluire nella Federazione russa, con una mozione parlamentare e la convocazione di un referendum sulla secessione per il 16 marzo.

Kiev ha subito avvertito che si tratta di un passo incostituzionale, ma la nuova escalation ha subito prodotto una dura reazione americana, con l’annuncio di sanzioni contro esponenti russi e ucraini. Il Parlamento della Repubblica autonoma ha approvato “all’unanimita’” una mozione con cui chiede l’incorporazione alla Federazione Russa della penisola e ha convocato un referendum per il 16 marzo, con due settimane di anticipo rispetto alla data annunciata in precedenza. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha fatto sapere il Cremlino, e’ stato subito informato della richiesta del Parlamento della Crimea, e ne ha discusso in una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza russo; ma e’ improbabile che la mossa sia arrivata senza il suo ‘placet’. Dagli Usa e’ gia’ arrivata una prima risposta. Washington ha bloccato le emissioni di visti di ingresso e ha disposto il congelamento dei beni per una serie di personalita’ russe e ucraine “piu’ direttamente coinvolte nella destabilizzazione dell’Ucraina e della Crimea”. Adesso si attende la reazione dal vertice Ue riunito a Bruxelles. Intanto Mosca lavora per conto proprio. Il premier, Dmitry Medvedev ha fatto sapere che si sta lavorando alla semplificazione del sistema per concedere la nazionalita’ ai cittadini stranieri russofoni che abbiano vissuto in Russia o in altre repubbliche ex sovietiche. E non basta: nel giro di qualche giorno, gia’ la prossima settimana, potrebbe adottare un provvedimento per semplificare le procedure che consentono a “parti di Stati stranieri” di unirsi alla Federazione Russa.

La Crimea, penisola sul Mar Nero nel sud-est dell’Ucraina, ha due milioni e mezzo di abitanti di cui il 60% russofoni, contro un 26% di ucraini e un 12% tartari che guardano a Kiev. Si tratta di una regione strategica per Mosca: nel porto di Sebastopoli e’ di stanza la Flotta russa nel Mar Nero. E mentre il presidente siriano, Bashar al-Assad invia un messaggio di “solidarieta’” all’alleato Putin, le autorita’ della Crimea si dicono pronte ad adottare il rublo e a nazionalizzare le proprieta’ dello Stato ucraino sul territorio e i 40 osservatori dell’Osce sono stati bloccati al loro ingresso in Crimea da un gruppo di uomini armati. Intanto un cacciatorpediniere Usa sabato sara’ nel porto rumeno di Costanza, sul mare Nero, nell’ambito di un’esercitazione.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

15 Comments

  1. indipendentista says:

    Il 44% degli ucraini è russofono? Sì, peccato che più della metà siano ucraini russificati, cioè che hanno disimparato l’ucraino, gli altri coloni. Persino Fogna Nuova che in passato si dichiarava putiniana ha scaricato il tutor della mafia russa per schierarsi a fianco (sia pur tardivavente) degli insorti ucraini. La “Lega” versione Dudù per compiacere il padron (del simbolo) Silvio non può che continuare a fare da propagandisti per Putin (e informatori per i suoi servizi). Come hanno fatto gli ucraini anche noi padani faremo a mesi i conti con i mutandari nostrani.
    Un quarto dei giovani russi si cala di roba cattiva, un altro quarto (i più “fortunati”) di alcool, l’altra metà cerca disperatamente un visto e un lavoro all’estero. Questa è la Padania che i belleriani ci stanno regalando (figli della casta in cravatta verde esclusi, ovviamente). Pontida è ormai tecnicamente irrealizzabile, ma grazie al sostegno tecnico di Putin i militonti residui potranno andare in pullman tutti a Togliattigrad a farsi di vodka della Franciacorta al metanolo e proporre la macroregione come soluzione al problema caucasico.

  2. Joachim says:

    Considerare come si sono costituite le maggioranze etniche attuali nei vari territori porterebbe ad analisi troppo complesse. Stiamo ai fatti: in Crimea c’è una maggioranza russofona che vuole secedere dall’Ucraina. Bene: il principio di autodeterminazione dei popoli va sempre rispettato. Se andava bene per l’ex Jugoslavia deve andar bene anche per la Crimea. E’ utile che si crei un precedente in Europa e che sia di esempio per Catalogna e Scozia, in attesa di Veneto e Lombardia (almeno per incominciare). Mi fa piacere ricordare che in Crimea circa 160 anni orsono si posero i presupposti diplomatici per la successiva creazione del nefasto stato italiano e ora dalla Crimea si potrebbero creare i presupposti per la sua auspicabile estinzione.

  3. som mb says:

    Il fatto che fra persone che si proclamano indipendentiste ci siano dei filoputiniani la dice lunga su come il mondo autonomista non abbia speranze non solo nella “Lega” (dove forse non ne ha mai avute), ma nemmeno fra gli ex. L’ucraino è molto meno simile al russo di quanto il catalano non lo sia al castigliano, chi tifa per l’assorbimento di Kiev a Mosca dovrebbe per coerenza opporsi al referendum catalano.

    Putin ha dato ordine alle truppe di occupazione in Crimea di dare passaporto russo ai Berkut, gli squadroni della morte responsabili dei 100 ragazzi uccisi a Maidan. Non si parlava del resto di un passaporto russo per l’amico Berlusconi? Perchè non a Kota e al Belsit? Poi si meravigliano che in Gran Bretagna non diano più i visti ai cittadini russi… Russia, altro che Kosovo narcos-stato!

    Nonostante gli arresti continui si susseguono in piazza Pushkin a Mosca le manifestazioni dei monarchici e dei tradizionalisti ortodossi russi contro Putin con cartelli che dicono “Scusaci Ucraina”. Dall’altra parte del confine manifestano i russofoni che chiedono a Putin di farsi i ca**i suoi e lasciare in pace l’Ucraina.

    I belleriani da bravi napoletani giocatori delle 3 carte gireranno la frittata spacciando il plebiscito nazistalinista per l’ “indipendenza” della Crimea come un sostegno ad una lotta “secessionista” appunto. Certo, come quella dell’UVF che si oppone all’unificazione con l’Eire. Pagliacci come sempre in Transpravdaniana.

    • Aquele Abraço says:

      E la lingua veneta cosa c’entra con quella napoletana o quella siciliana? E se nel Veneto tra cinquant’anni ci saranno quasi solo musulmani, perché non dovrebbero chiedere l’indipendenza dall’Italia se lo volessero? E se i confini dei cosiddetti Stati Nazionali non fossero eterni e immutabili? E perché i soggetti etnici non dovrebbero godere degli stessi diritti degli individui?

  4. ingenuo39 says:

    Vedi in Ucraina come fanno in fretta a fare i referendum senza tanti problemi e spiegazioni inutili? e noi stiamo a chiacchierare da anni. W gli Itagliani

  5. Sbiro de Campagna says:

    La Crimea e la sua autodeterminazione è solo tattica militare….altro che democrazia, consenso e percorsi legali vari. La democrazia si maschera di principio di autodeterminazione, dietro a scelte geopolitiche imposte da altri, e dalla dicotomia Russia vs. USA.

  6. xyzxyz44 says:

    Mi piacerebbe se fosse una secessione per ottenere una vera indipendenza, ma temo che per lo più si tratti di un referendum di annessione alla Federazione Russa.

  7. Aquele Abraço says:

    Sei proprio bravo a fare di ogni erba un fascio, da vero fascista, magari con passato comunista come il tuo presidente. Eh sì, panta rei, come aveva già capito Eraclito.

  8. Albert Nextein says:

    Bravi.
    Se si tratta di un movimento spontaneo del pop0olo russo di crimea, allora sono davvero in gamba.
    D’altronde questa gente è , apparentemente, spalleggiata da Putin , parente dei Putin che producono macchine per laterizi dalle parti di Vicenza.
    Purtroppo i veneti, i lombardi e gli altri che in sardegna, o anche in sicilia, o in Sudtirolo vogliono lasciare l’italia, non hanno appoggi neppur lontanamente assimilabili.
    La crimea si stacca dall’ukraina, dopo la porcheria staliniana originaria, perché il Putin di là ha interessi fortissimi nel territorio della crimea stessa, e poi anche perché i russi che l’abitano non vogliono sentir parlare di europa e preferiscono la madre russia.

    • Dan says:

      Gli appoggi non cadono dal cielo, si presentano quando constatano che la gente ha reale volontà di ottenere un dato risultato.
      Qui le volontà che vanno per la maggiore sono la continua creazione di inutili partiti, movimenti, coordinamenti e l’istituzione di referendum perdi tempo

    • indipendentista says:

      Quando i marocchini di Torino faranno l’ “indipendenza” con la stessa logica dei russi di Crimea non fate i padani che si lamentano.

  9. Paolo says:

    Chissà cosa diranno quando il Veneto porterà avanti la sua idea di indipendenza.

    • Sbiro de Campagna says:

      Le regioni, pur essendo dotate di una sorta di autonomia ( non è neppure il caso del veneto regione italiana con residenti italiani…come in tutte le regioni italiane), non sono soggetti del diritto internazionale, perché è sempre lo Stato centrale (che ha poteri sovrani) che decide se assumere o meno obblighi internazionali.

  10. som mb says:

    La Crimea divenuta a maggioranza russa dopo la seconda guerra mondiale, in seguito ai travasi di popolazione gestiti da Stalin ha proclamato l’annessione alla Russia con il semplice dettaglio che è sotto occupazione russa. Insomma un po’ come l’Austria che votò per l’annessione alla Germania dopo l’invasione hitleriana. Un po’ come l’Ulster, dove se si votasse la maggioranza sarebbe per rimanere con il UK. Corre voce che dopo la svolta filo-putiniana imposta dai Comunisti ( / Pensionati) Padani i pochi militonti rimasti nell’allega siano costretti una volta alla settimana a partecipare ad agghiaccianti proiezioni della Corazzata Potemkin, pena l’espulsione. Capperi, per rinnovare la tessera da som 2014 o si ha qualche interesse grosso (ma grosso) o si ha il cervello piccolo (ma piccolo).

Leave a Comment