La Crimea è una polveriera. Filo-russi in parlamento vogliono autonomia

di REDAZIONE

Nel giorno Arseny Yatseniuk ha presentato al Parlamento di Kiev il suo programma come nuovo premier di transizione in Ucraina, s’infiamma la Crimea. A Sinferopoli, capitale della repubblica autonoma russofona, militanti filo-Mosca armati e in mimetica hanno preso il controllo del Parlamentino locale. Il Consiglio supremo ha poi destituito il governo della Crimea e ha indetto per il 25 maggio, data delle presidenziali, un referendum sullo status della penisola per accrescere l’autonomia da Kiev. In risposta alle tensioni in Crimea, il ministro dell’Interno ad interim, Arsen Avakov, ha messo in allerta le forze di polizia, comprese quelle speciali. Da Kiev e’ arrivato anche un monito a Mosca: il presidente ad interim Oleksander Turchinov, ha avvertito i russi che “qualsiasi movimento militare al di fuori della base” navale di Sebastopoli, “ancor piu’ se avverra’ con le armi, sara’ visto come un’aggressione militare”.

L’incaricato d’affari russo e’ stato convocato per invitare Mosca a rispettare l’integrita’ territoriale della repubblica ex sovietica. Nelle stesse ore la Rada suprema, il Parlamento, ha confermato con 371 si’ su 450 la nomina di Yatseniuk, fedelissimo di Yulia Tymoshenko, come premier per la transizione. L’ex ministro dell’Economia, che era gia’ stato designato mercoledi’ sera dai manifestanti riuniti in Piazza Maidan, a Kiev, si e’ impegnato a non candidarsi alle presidenziali del 25 maggio. Poi ha avvertito che il nuovo esecutivo dovra’ prendere “decisioni estremamente impopolari” per guidare il Paese attraverso la crisi economica e si e’ impegnato a rispettare i diritti della minoranza russofona.

A quest’ultimo riguardo, il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, ha espresso preoccupazione per le “gravi violazioni dei diritti umani” dei russofoni in Ucraina a cui, ha avvrtito, Mosca “rispondera’ in maniera decisa e intransigente”.

Intanto e’ tornato a farsi sentire il presidente ucraino deposto, Viktor Yanukovich, che si trova in Russia, a Rostov sul Don. Yanukovich ha dichiarato che e’ ancora lui il “presidente legittimo”, ha avvertito che le regioni del sud-est non si piegheranno alle nuove autorita’ imposte dalla piazza e ha chiesto alla Russia garanzie per la propria incolumita’ rispetto agli “attacchi degli estremisti”. Mosca ha fatto sapere di avergli assicurato “la sicurezza personale su tutto il territorio russo”.

Secessioni in vista?

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4 Comments

  1. Nicola Varalli says:

    E’ iniziato il dissolvimento della carta geografica europea cosi come sino ad oggi la conoscevamo. L’Ucraina si spacchera’ L’Europa “sbraitera’ ma che mai fara’ ? Si accolla la voragine economica di un paese cosi grande ? Oh si. Ci sono gli USA che anche in questo caso delegheranno alla Francia il compito di “mostrare i muscoli” come in Libia (ma nn c’era Hollande) o come hanno provato a fare in Siria x poi soprassedere di fronte a qualche nave russa ? Il popolo ucraino paghera’ comunque un prezzo alto e x cosa ? X poter dire di esser cittadini CE ? Poveri illusi dell’Ucraina all’europa interessa solo il controllo delle Pipeline del gas. L’Europa e’ troppo debole x inimicarsi l’orso russo e lo sa bene ma a parole fa la voce grossa. E comunque proviamo almeno a chiedere agli europei se vogliono pagare altre tasse x evitare il default ucraino. Nn mi sorprenderebbe x conseguenza vedere davvero un’ondata antieurope alle elezioni di maggio e da li a vedere scozia (settembre) e cataluna a (novembre) andarsene x la loro strada il passo e’ breve. L’Ucraina nn e’ poi cosi lontana come molti pensano.

    • Dan says:

      Ci sono nazioni al mondo i cui confini non sono decisi dalle popolazioni che ci vivono al proprio interno ma da loschi figuri con compassi e squadrette.
      L’ucraina come l’abbiamo conosciuta fino adesso ne è un esempio lampante: un sacco dove sono stati buttati dentro due gatti con la raccomandazione di non ammazzarsi almeno fino a quando ha fatto comodo a qualcuno.
      Adesso le possibilità sono due: o si apre il sacco ed ogni gatto va per la propria strada o uno dei due finirà massacrato con chi gli starà intorno

  2. Albert Nextein says:

    Ogni secessione è la benvenuta, se richiesta ed ottenuta da popoli.

  3. indipendentista says:

    I russi di Crimea sono coloni inviati a russificare la regione dopo la deportazione degli autoctoni tartari, invisi a Stalin. I Comunisti Padani essendo stati incapaci di fare qualcosa di utile per l’indipendenza della Padania si stanno già facendo le pugnette per la secessione della Crimea.

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