La Corte dei Conti: sindaci esattori come lo sceriffo di Nottingham

di ANDREA TURATIROBINHOOD

Prendere ai poveri per darei ai ricchi? Tasse più basse? Mah… Mentre il governo dichiara ‘a tamburo battente’ che le tasse vanno ridotte, il peso dei tributi locali cresce incessantemente negli ultimi 3 anni. Dal 2011 al 2014 si è registrato un incremento del 13,8%, per un totale di versamenti fiscali effettuati dai contribuenti che sono passati da 91,8 a 104,5 miliardi. I dati, contenuti nella relazione della Corte dei conti sugli andamenti della finanza territoriale ed elaborati dall’Adnkronos, mostrano un avanzamento costante nell’ultimo triennio. Si è passati da un incremento annuo del 10,7% nel 2012, a un più modesto +1,5% del 2013, e +1,3% nel 2014. A pesare sulle tasche dei contribuenti sono soprattutto i tributi di comuni e province, che nel 2014 sono cresciuti del 46,5% rispetto al 2011 (erano pari a 26,9 mld e sono lievitati fino a 39,4 mld). L’annuncio del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sul taglio delle tasse sulla prima casa dal prossimo anno, di conseguenza, preoccupa ancora di più alla luce delle crescenti necessità degli enti locali.

Tornando ai dati della magistratura contabile, esaminando il trend anno per anno, si scopre che il vero boom si è registrato tra il 2011 e 2012 (+22,8%). L’anno successivo la crescita è stata del 7,5%, mentre nel 2014 si è tornati a un aumento sopra le due cifre con un +11%. Diversa è la performance delle regioni, che nel 2014 segnano un modesto incremento rispetto al 2011 (+0,3%), passando da 64,9 mld a 65,1 mld. Tuttavia l’esame nel dettaglio, anno per anno, evidenzia che nel 2012 si è registrata una crescita del 5,7%, mentre nei due anni successivi le entrate sono andate gradualmente scendendo (rispettivamente -1,4% nel 2013 e -3,7% nel 2014).

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