La Corsica e il silenzio della Lega. Siamo fratelli d’Italia o fratelli su libero suol?

corsicadi VASCO DE GAMA – Tutti gli indipendentisti solidali con gli altri popoli in lotta per la loro libertà, nella notte tra domenica 13 e lunedì 14 dicembre, hanno fatto grande festa. Dopo quarant’anni di lotte, militari, culturali e politiche, i nazionalisti e gli indipendentisti corsi hanno vinto la loro prima grande battaglia: hanno conquistato la presidenza dell’Isola al secondo turno delle elezioni regionali dello Stato francese.

Con il 35,50 per cento, maggioranza relativa schiacciante ottenuta dalla lista “Pé a Corsica”, il sindaco di Bastia Gilles Simeoni, leader dei nazionalisti di “Femu a Corsica”, si è aggiudicato la vittoria, in coalizione con gli indipendentisti di “Corsica Libera” guidati dallo storico leader Guy Talamoni. Che ha subito dichiarato: “Gli elettori hanno detto chiaramente che la Corsica non è una circoscrizione amministrativa francese, ma una nazione”. Talamoni è stato ora eletto presidente dell’Assemblea regionale.
Nettamente staccati i candidati dei partiti francesi. Il presidente uscente di centrosinistra, Paul Giacobbi, si è arrestato al 28 per cento. Un punto in più del candidato del centrodestra, José Rossi. Nessuna possibilità per il candidato ultranazionalista francese del Fn di Marine Le Pen, con appena il 10 per cento dei suffragi.
Dal mondo indipendentista dello Stato italiano spiccano in particolare le reazioni degli esponenti sardisti, vicini anche per vicende storiche e geografiche ai fratelli corsi: “Le attiviste e gli attivisti di iRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna – hanno scritto in una nota – esprimono le proprie congratulazioni ai compagni di Corsica Libera per il trionfo elettorale senza precedenti dell’indipendentismo corso. L’unione e la capacità di dialogo ha reso possibile che Pè a Corsica sia diventata la prima forza politica della Nazione Corsa”.

 

Si tratta, prosegue la nota, di una “vittoria che permette di realizzare tutte le proposte politiche che in questi anni l’indipendentismo ha portato avanti e che l’Assemblea di Corsica ha votato all’unanimità. La vittoria della Catalunya e poi della Corsica dimostrano che in Europa nascono nuove alternative di governo dei territori, alternative alle destre xenofobe e alle sinistre senza più idee”.
Completa assenza pneumatica di commenti, invece, da parte di quella che, ormai evidentemente solo sulla carta, sarebbe la più importante forza indipendentista d’Europa: la Lega Nord. Matteo Salvini si è limitato a deplorare la sconfitta dell’alleata europea Marine Le Pen. Non una parola sul trionfo indipendentista, che in altri tempi avrebbe galvanizzato il Carroccio e i suoi militanti. Evidentemente per non scontentare troppo i nuovi “fratelli”: quelli d’Italia dell’omonimo movimento, ora alleati.
Il “nuovo corso” neonazionalista della Lega è stato interrotto soltanto dal giornalista Giovanni Polli su Radio Padania, che, forse non a caso richiamando esplicitamente la lezione e l’esempio di Gilberto Oneto, ha dedicato mezz’ora di trasmissione alla storica vittoria degli indipendentisti dell’“Isola di Bellezza”. Dalla dirigenza del movimento, nemmeno una parola.

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3 Commenti

  1. Carlo De Paoli says:

    Ho gioito per la buonissima performance del Movimento còrso.
    Ho ascoltato il “discorso” del rappresentante di quel partito e mi sino piaciuti i riferimenti fatti a Pasquale Paoli, antico “resistente” al tempo della monarchia francese, e a Dante Alighieri.
    Ciò indica una comunità, oltre che politica, che c’è stata, anche quella culturale che a me piace di più.
    Quanto al Salvini, anche nel nome, accomunato all’altro, non mi sorprende più di tanto.
    Individui che a vent’anni intendono risolvere i “problemi” della vita con un “colpo di culo” alla “Ruota della Fortuna”, a me non danno affidamento, né di serietà, né di “capacità e coerenza”.
    Meglio perderli che trovarli!

  2. Roberto says:

    Che tristezza che movimento di polli tricoloruti che è diventato……

  3. ugo tognazzi says:

    corsica libera forza FLNC velemu ma independenza diné.

    viva corrida.

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