La corsa in salita per dare un governo alla “repubblica napolitana”

di GIANMARCO LUCCHI

Troppo facile. Si pensava che la rielezione di Napolitano avesse spianato la strada per il governo delle larghe intese, ma non si erano fatti i conti con la balcanizzazione del Pd che ormai non è più un partito, ma un casino. Le parole di Rosi Bindi sul no ad un governo presieduto da Enrico Letta e alla strada delle larghe intese ‘riaprono’ lo scontro nel Pd e rappresentano un segnale della difficolta’ che le forze parlamentari troveranno per formare un governo. Pd, Pdl e Scelta civica naturalmente aspettano l’intervento di oggi in Aula di Giorgio Napolitano. Il presidente della Repubblica dopo aver giurato tornera’ a chiedere, nel suo discorso di insediamento nell’Aula di Montecitorio, un’assunzione di responsabilita’ ai partiti, affinche’ non ci siano ostacoli per una condivisione degli sforzi che occorrera’ fare per rimettere l’Italia in carreggiata. L’appello e’ sempre lo stesso ed e’ finalizzato alla coesione nazionale. Un appello che verra’ rivolto anche al Movimento 5 stelle che ieri ha manifestato anche davanti al Quirinale, con Beppe Grillo che continua a gridare al ‘golpettino’ istituzionale e all’inciucio Pdl-Pd.

Silvio Berlusconi da parte sua insiste affinche’ ci sia un governo forte, che sia rappresentato dai partiti ‘responsabili’ e che duri almeno due anni. Ma i ‘falchi’ di via dell’Umilta’ non ‘chiudono’ comunque all’ipotesi del voto anticipato. Del resto un governo tutto politico potrebbe mettere in difficolta’ il Pd, per questo motivo non si esclude che ci possano anche essere tecnici d’area. Il Cavaliere, pero’, anche ieri avrebbe spiegato ai suoi di non voler porre condizioni e di volersi affidare al Capo dello Stato. Gli unici ‘paletti’ riguardano il programma, il Pdl vorrebbe che si creasse una vera Costituente per varare le riforme necessarie per cambiare la Charta.

Per palazzo Chigi resta favorito Giuliano Amato, ma non tutti i democratici sarebbero pronti a sostenerlo. Cosi’ come Enrico Letta le cui quotazioni sono in calo: a schierarsi contro l’ipotesi di un esecutivo guidato daal numero 2 di Largo del Nazareno non e’ solo Rosi Bondi ma anche i ‘giovani turchi’ e i ‘renziani’. “Per noi – riferisce un fedelissimo del sindaco di Firenze – non sarebbe facile accettare Letta”. In ogni caso Pd, Pdl e Scelta civica sono consapevoli del fatto che dovranno facilitare il lavoro del Capo dello Stato. Le consultazioni partiranno domani (a rappresentare il Pd dovrebbero essere i capigruppo), Napolitano che vorrebbe chiudere in fretta in modo da dare una risposta ai mercati.

In ‘pole’ dunque resta Amato, ma non si esclude, in realta’, che possa spuntare fuori un altro nome, un altro tecnico per un governo del Presidente che abbia al centro del suo programma il lavoro dei saggi. Intanto i riflettori sono puntati sempre su Largo del Nazareno, si lavora ad una sorta di ‘direttorio’ per gestire la fase di transizione che portera’ al congresso. “Il Pd – ha accusato Franco Marini – e’ allo sbando, contro di me hanno fatto una cosa volgare e ingiusta”. L’ex presidente del Senato e’ andato giu’ duro nell’intervista con Lucia Annunziata a ‘In mezz’ora’ accusando i dirigenti di “opportunismo” e di scelte sbagliate.

La morale di questo lungo e tormentato week-end della politica italiana ormai sfasciata è che questa presunta democrazia parlamentare si è trasformata non tanto in una repubblica presidenziale, quanto in una repubblica “napolitana”!

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3 Comments

  1. luca\S says:

    Maroni dice che vuole un governo giovane 😀 dopo aver VOTATO per NapolitanoBIS, in accordo con BerlusconiBIS, e quindi AGENDAMONTI bis. complimenti, ecco un altro che ha distrutto il partito portandolo a percentuali ridicole. http://www.youtube.com/watch?v=OLkISG8p7WA

  2. Albert Nextein says:

    Io non sarei tanto sicuro della nascita di un governo allargato.
    E se ce la fanno , non scommetterei un centesimo sulla sua durata .

    Nessuno dei politici che contano ha a cuore la gente comune.
    Io attendo che tutti costoro siano ricondotti ad una parvenza di ragione da un default cosmico che spazzi italia, europa, politica, finanza, burocrazie.
    Ma forse non ci arrivano, alla ragione, neppure in tal caso.
    Perché qualcuno li va a prendere prima impugnando mazze, spranghe, bastoni.

  3. Andrea Fantinato says:

    Siamo veramente la repubblica delle banane, i politici non si schiodano dai loro scranni e non intendono rinunciare ai loro privilegi di casta; il popolino però è molto stanco e affamato, di democrazia soprattutto, ma anche di sentirsi preso per i fondelli.
    La rivoluzione sono sicuro che ci sarà, pacifica spero, ma ci sarà; stanno solo ritardando l’inevitabile.

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