La Cisl: servono investimenti al Sud. Ancora? e chi paga?

di GIANMARCO LUCCHI

“La condizione economica e sociale del Mezzogiorno diventa sempre piu’ drammatica per la continua emorragia di posti di lavoro, per l’allargarsi delle poverta’ e per l’indebolimento della struttura industriale, produttiva e dei servizi”. Lo dichiara in una nota il Segretario confederale della Cisl, Luigi Sbarra. “Ancora oggi viene segnalato come negli ultimi 4 anni il Sud abbia ceduto alla crisi 301 mila posti di lavoro pari al 59,5% delle perdite complessive e di questi 141 mila erano occupati nel settore industria”. “In sostanza il Mezzogiorno – continua Sbarra – vive un inarrestabile deterioramento della situazione economica-occupazionale che rischia di compromettere la tenuta e la coesione sociale. Occorre che il nuovo Governo assicuri risorse ed investimenti per le infrastrutture materiali e immateriali nel Sud, predisponga un piano organico di interventi per la difesa del suolo e per la manutenzione del territorio, rafforzi l’ idea dei poli tecnologici , rilanci distretti ed aree industriali in coerenza con le vocazioni dei territori puntando decisamente allo sviluppo delle risorse naturali, culturali e valorizzando il capitale umano. E’ necessario accelerare la spesa delle risorse del Piano di Azione e Coesione, qualificare ed ottimizzare gli interventi legati ai fondi strutturali, incentivare l’occupazione soprattutto dei giovani e delle donne attraverso il credito di imposta, l’apprendistato, la staffetta intergenerazionale”. “Verso tali obiettivi- conclude Sbarra- devono convergere le attivita’ di programmazione delle regioni e degli enti locali meridionali qualificando il percorso di progettualita’ delle nuove risorse comunitarie 2014-2020 nel tentativo di sostenere la crescita delle imprese, la qualificazione dei servizi, il contrasto alla poverta’ ed alle diseguaglianze, la creazione di nuovi posti di lavoro”.

Viene da dire, ancora? Ma questi soldi da dove dovrebbero venire, dal Nord è immaginabile… per proseguire nello stesso andazzo da 60 anni a questa parte. Cara Cisl, e cari tutti quelli che la pensano così, non ci sono più le condizioni. Finito.

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10 Comments

  1. Sandi Stark says:

    2008: l’Italia ha investito negli ultimi 15 anni, più di tutti al mondo (seconda solo al Giappone) nella portualità.

    Come spese quei soldi? Per creare i porti container di Gioia Tauro, Taranto e Cagliari. Tramite complesse serie di azioni, costrinsero le navi dirette ai porti del nord, a fare sempre scalo per pagare dazio in quei porti.

    A cosa sono serviti? A nulla, non sono competitivi sulla rotta Suez-Gibilterra ed hanno stravolto le rotte naturali dirette verso la Liguria e Trieste. I noli ed i costi sono aumentati, i clienti che devono consegnare nella Mitteleuropa sono fuggiti sulla rotta che fa il periplo dell’Europa. Più lungo ma più veloce e meno costoso.

    Quanto hanno speso? 268 milioni per il porto di Taranto, 510 miliardi di euro per il porto di Gioia Tauro. Dove ogni posto di lavoro è costato 250 mila euro all’anno (calcoli 2010) ed ogni container movimentato è costato 14 mila euro.

    Anche le Compagnie hanno abbandonato quei porti inutili. Per tenerli in vita li sovvenzionano, a dispetto della libera concorrenza e degli altri porti naturali dello stesso Stato.

    Dando un assegno di 1300 euro al mese ai lavoratori di Gioia Tauro, con gli stessi soldi avrebbero mantenuto 2 milioni ed 11 mila famiglie per 15 anni oppure 750 mila per tutta la vita. Senza fare danni al resto del sistema portuale ed al bilancio complessivo dei guadagni dei porti italiani.

    Chi è questa gente? Tutti i partiti compresa la Lega che ha votato spesso le loro azioni. La loro lobby è potentissima, comprende gli Atenei del mezzogiorno, i sindacati, Confindustria, le Fondazioni bancarie. Hanno costituito società ed associazioni mantenute dal Pubblico per i loro folli progetti.

    Non hanno desistito, ora stanno lavorando per una ferrrovia da Gioia Tauro all’Olanda e per una linea da Bari alla Bulgaria. Una ferrovia da Gioia Tauro all’Olanda? Sissignori, per fare “concorrenza” al trasporto marittimo che fa il periplo dell’Europa, più veloce e 10 volte meno costoso.

    http://www.trail.liguria.it/Interventi/Genova-Rotterdam.htm

    Sono dei pazzi? Nossignore, sono quelli di cui sopra, sono i politici italiani. Uno degli esempi più notevoli di lobbismo per tenere in piedi le cattedrali nel deserto del mezzogiorno è l’Eurispes, Istituto di Ricerca “privato” che non pubblica i propri bilanci e pertanto non ci illustra quanto costa e chi lo mantiene. Il 75% del suo “Direttivo” è di gente della Puglia, Campania e Lazio. Nel 2010 c’era dentro Alemanno, il nipote di Andreotti ed il fior fiore del sottobosco romano.

    Come tutti saprete, il porto di Gioia Tauro serve per far prosperare la famiglia Piromalli. Non lo dico io ma autorevoli magistrati.

    Direi che è ora di finirla, non pensate?

    http://www.youtube.com/watch?v=UoReiYvJe1o

  2. franco says:

    con le industrie che chiudono ……non è che va meglio per il nord

  3. Miki says:

    Poli tecnologici? Ma se li bruciano come han fatto a gomorra! Mascherine e piccone bisogna dare ai nostri “fratelli” meridionali: che si nobilitino madidando di sudore le loro fronti spaziose. Il problema di essere strapieni di geni, come al sud, è che nessuno fa più un tubo di niente.

  4. Tito Livio says:

    Sicuri che nel totale della spesa pubblica meridionale non si possa modificare nulla liberando risorse e rendendo gli enti pubblici più efficienti?

  5. Borderline Keroro says:

    a quanto ne so i sindacati sono pieni di soldi. Li tirino fuori loro, una volta tanto.

  6. Orini Giancarlo says:

    A partire dalla famosa truffaldina Cassa del mezzogiorno , con tutti gli autotreni di denaro mandati al sud , tutti i meridionali , vivrebbero non con quei soldi ma con gli interessi di quei soldi senza fare un beato c…o. Caro Luigi Sbarra inviti una trentina di bagnini di Rimini , sviluppate il turismo, non solo balneare ma anche culturale e gastronomico, e non rampa più le palle. Devo dirglielo io che il turismo crea più posti di lavoro e non inquina, vedi ILVA.

    • L. Gifuni says:

      Eh! Adesso tutti cammarieri dobbiamo diventare! Qui c’è una fuga di cervelli che voi nemmeno ci potete pensare; e secondo voi dovremmo dirgli “tu da domani fai tubi flessibili anche se sei ingegnere laureato a pieni voti; ti impari un mestiere e lo fai tutta la vita”. Ma come potete solo pensare che a un giovane di belle speranze si possa rovinargli il futuro così?

  7. Albert Nextein says:

    Il sud va responsabilizzato, abbandonandolo a sé stesso.

  8. Diego Tagliabue says:

    Chi paga?

    Risposta semplice: Lombardia, Veneto, Friuli e, se le miliardate non bastano, Baviera, Austria, Olanda, Finlandia ecc.

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