La Chiesa di Ambrogio. 1600 anni di autonomia da Roma. E noi?

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di STEFANIA PIAZZO – Il vescovo di Milano, quello diventato santo, s’intende, è il simbolo per tutti dello stile ambrosiano. Che vuol dire operosità e generosità prudente. Ambrogio aveva dato il via ad una pulizia morale e ad una difesa dell’identità cristiana, nel secolo di eventi fondamentali per la nostra società occidentale, come l’editto di Costantino, caposaldo della modernità e delle libertà. Non a caso è anche l’editto di Milano detto di Costantino. Milano era impero, e capitale, con Ambrogio. Ma l’impronta di allora è e resta quella di oggi. La peculiarità del rito ambrosiano, non va dimenticato, resiste da 1600 anni. E’ una corda robusta, quella che lega le due chiese, quella milanese e quella romana, ma l’autonomia cristiana, l’originalità della propria liturgia, il diverso rito della messa, è l’unico in tutto l’Occidente cattolico (tranne il limitatissimo caso del rito mozarabico di Toledo)  ad avere una sua affermata legittimità, con aspetti teologici e di scelte pastorali originali.

Sant’Ambrogio non è il panettone, la fiera dell’artigianato erede degli obej obej, o il presepe da fare. Già dal tempo di Ambrogio  con Galdino e  Carlo Borromeo, (i santi arcivescovi milanesi) la chiesa di Milano può vantare questa unicità e la primogenitura cristiana con il Pontefice di Roma. Che non mette da allora in discussione questo percorso che esprime una società civile avanzata, illuminata, di cristianesimo sociale e di speciale  apertura verso il nuovo, ma sempre con prudenza. Una Chiesa che ha un secolo e mezzo di storia è qualcosa di unico, nel panorama della volatilità del nostro presente.

Sono capaci, oggi, i politici ambrosiani o quelli che si identificano nello spirito e stile ambrosiano, cioè la virtù prudente, di avere basi così salde e coerenti? Con dei requisiti fondamentali in grado di sostenere il cambiamento senza perdere l’anima?

Scriveva Ambrogio al vescovo Vigilio nel 385 di accogliere gli ospiti, “non con ricchi doni bensì con cortesie spontanee, piene di pace e di opportuna simpatia”. Prudenza sempre. Dare, nella vita, nel lavoro, nella comunità, ma il giusto. Di più non si è ambrosiani ma felicemente coglioni, esposti al dileggio e al saccheggio. Ladri di neuroni, ladri di tasse… sempre ladri sono.

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2 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    La fiera diversità del rito ambrosiano, così celebrato metaforicamente dall’ultimo libro di Roberto Maroni, provoca un leggero sorriso pensando che Ambrogio era romano.

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