La Catalogna avanti anni luce: parlamento vieta animali selvatici nei circhi

di REDAZIONEAcrobatic Troupes Prepare For 7th China Wuhan International Acrobatic Festival

Il parlamento catalano ha votato a larga maggioranza il divieto di usare gli animali selvatici nel circo: l’interdizione, che interviene cinque anni dopo quella della corrida, entrera’ in applicazione nel 2017. “Adios a las fieras” titola La Vanguardia. Il divieto, contenuto in una normativa che modifica la legge di protezione degli animali in Catalogna, e’ stato approvato con 105 voti a favore, 19 contrari e 8 astensioni. La normativa e’ arrivata davanti al parlamento catalano per iniziativa di diverse organizzazioni ambientaliste,fra cui ‘Fondazione Max Weber’ e ‘Libera!’. Il divieto ha suscitato le proteste del mondo del circo. “Questo e’ un attacco diretto al circo” ha denunciato il direttore del Festival Internazionale del Circo di Figueres, Genis Matabish. La nuova legge catalana prevede anche l’istituzione di un ‘Osservatorio del benessere animale’ che sara’ attivo pure fra due anni.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

4 Comments

  1. eridanio says:

    Serafica Stefania,
    non è che sia poi un torturatore di animali, Con due cani passo in Catalogna due o tre volte l’anno. Intanto la “questione catalana” proprio questione non è, ma per commentarla con rispetto ed onore è necessario conoscere ciò di cui si parla.
    Non sono poi cosi delle lippe da complimentarsi e sperticarsi in iperboli di ammirazione per chissà che.
    A me molti catalani sono simpatici. Tuttavia mi è capitato di guidare tutta una notte senza potermi fermare in un albergo perchè i cani non erano graditi. Non avevo prenotato e verificato la ricettività. Erano più di duemila chilometri e volevo fermarmi solo quando ne avessi sentito il bisogno. Si sono tenuti le camere invendute perchè non volevano cani. De gustibus.
    Questo continua ad accadere oggi. Ed i catalani ristoratori o albergatori che espongono la vignetta “no mascotes” lancio un urlo: “SOCIALISTI!”. Mi quadano interrogativi perchè non possono capire, ne ci provo a spiegarglielo, che l’invettiva è loro diretta solo perchè seguono norme illiberali che non consentono una reale espressione delle loso scelte, ma la sevile diligenza per evitare una sanzione. Tant’è che quando passo e mi fermo almeno una notte devo prenotare un albergo dei pochi che accettano “les mascotes”.

    Minchia come sono avanti. Le normative UE dicono tutt’altro, ma loro continuano ad applicare, Catalunya in testa ed ancora più strettamente, regole ed abitudini franchiste che solo superato il confine con la Francia pare stare in un altro mondo con l’inserviente che si premura a portarti la ciotola d’acqua.
    Per regole Ue non mi straccio le vesti. Io chiedo meno regole e rispetto l’imprenditore che di animali non ne vuol sapere tanto quanto quello che usa gli animali per scopo di lucro.

    La prima corrida l’ho vista quando avevo 10 anni e non mi ha impressionato come mi impressionerebbe ogg. Non andrei la seconda volta. Ma ho potuto osservare molti anni dopo che fuori dalla plaza de toros, tipicamente nei ritrovi del circondario prima e dopo la gioiosa mattanza era un fermento di attività sociale che oggi è praticamente svanito. Si faceva di tutto: da contratti di compravendita di terra, animali a combinare matrimoni e scappatelle galanti. Il toro creava un indotto che la macellazione eticamente corretta non poteva per niente competere.
    Mio padre da ragazzino ammazzava i conigli con una bella botta sulla nuca e il scuoiava e puliva dalle interiora con un guizzo di coltello che danzava fino alla finale rottura della zampette. I gatti facevan festa. Lo mangiavamo arrosto la domenica successiva guarnito di patatine fritte.
    Il coniglio, il tacchino, ma anche il leone, l’elefante non sono nati per sofrire la barbarie umana, ma nemmeno la gazzella predata o il topo di campagna tra le fauci del gatto o del serpente.
    E’ legittimo richiamare l’attenzione per lanciare una malcelata battaglia animalista che non giudico semplicemente perchè non faccio il giudice di nulla. Non mi permetterei mai di sminuire la sensibilità di un altra persona versoo tematiche che gli possono stare a cuore.
    Ciò non di meno non posso trattenermi da farle osservare che è proprio lo spirito dell’illuminato che ha la dirittura morale tanto superiore dal darsi pena di catalogare per gli altri il bene ed il male, l’opportuno e l’adeguato a pretende che tutti si adeguino democraticamente e a maggioranza contro minoranza in cose che sono gusti e sensibilità individuali, cultura di un popolo e della sua storia di comunità di individui.

    Se un comportamento emergerà spontaneamente perchè manifestamente e pianamente valido, perchè applicare la spintaneità di una decisione a maggioranza. Questo è vero tanto in termini animalisti quanto in termini di indipendenza. Meno regole e stato quindi, meno illuminati che ne reclamano il piantone dello sterzo.

    Non mi sembra di essere stato “improponibile” e le faccio tara del suo gratuito giudizio di valore.

  2. eridanio says:

    Non auspico anch’io che l’indipendenza sia dichiariarata. MANCA ? la domanda retorica ha bisogno di una punteggiatura evidente.

  3. eridanio says:

    …apunto. Si comincia col vietare gli animali nel circo e poi si finirà inesorabilmente a stabilire la grandezza minima delle vongole (oh pardon l’han gia deciso qualche giorno fa in UE).
    La Catalogna, fiore dello spirito indipendentista, non perde già ora l’occasione di interferire nelle pratiche di mercato. Figuriamocela indipendente e sovrana. Non auspico anch’io che l’indipendenza sia dichiariarata.
    Quale indipendenza e con che regole pare non interessare a nessuno.
    Eppure ritrovarsi con un piccolo staterello, sarà tutto più facie? Saremo tra di noi e tra di noi ci intenderemo comunque? Inutile pensare ora al come se non si arriva prima ad esse indipendenti!
    Anche quando in massa fu votato il partito nazional socialista lo fu con più di una ottima ragione pratica ed apparentemente pragmatica. Avevano bisogno di cambiare passo rispetto ai disastri della debole democrazia. Si trovarono a fare poi il passo dell’oca.
    Il caso catalano non è auspicabilmente per nulla assimilabile e non si tratta di assimilare storie che mai si ripetono uguali per fortuna. Però è sufficiente anche solo trovarsi, tra lo stupore generale, a fare il passo dell’ochetta con le libertà fondamentali. Proprio con le libertà che prima di essere manipolate ed eterodirette, hanno reso intraprendenza catalana (parente di quella lombardo-veneta) tanto di successo per il benessere procurato così diffusamente alla gente.
    I bastioni della libertà devono essere visibili e saldi sempre, mentre ora li vedo sbiaditi e, non vorrei essere drastico, un tantinello equivoci. Indipendenti si, ma non pirlescamente, visto che parlarne e discuterne non costa proprio nulla. Sarà che anche ai microstatalisti fa comodo un micropopolo da microdirezionare a micro maggioranza contro una micro minoranza. Il micro indipendentismo, l’indipendentismo che porta alla creazione di inferni civili e fiscali solamente più territorialmente limitati lo considero non auspicabile, ma ascoltando quel che non si dice e quel di cui non si parla, sarà un esito praticamente certo ad indipendenza conseguita, visto la assoluta mancanza di pacato e sereno lavorio teso alla progettualità ad ogni i livello.
    Chi si appresta all’indipendenza solo sperando, muore da servo solo cag….. 😕

    • Stefania says:

      Gentile Eridanio, rispondo a lei ed altri lettori che hanno commentato in modo improponibile la questione catalana sui circhi e non solo. Vietare gli animali selvatici nei circhi è un atto di grande civiltà e progresso. Non è ora di smetterla con gli orsi con l’anello al naso e le tigri dentro la gabbia? La Catalogna ha già bandito per fortuna quella barbarie della corrida. Divertirsi massacrando un animale. Se è questa la tradizione… C’è altro su cui investire, ed è ridare libertà e dignità oltre che ad un popolo, a tutti gli esseri viventi. Dalla Catalogna abbiamo ricevuto una grande lezione. Impariamo almeno questa.

Leave a Comment