LA CASTA POLITICA CERCA DI SALVARSI LA FACCIA

di REDAZIONE

Dopo i tagli alle indennità parlamentari e l’addio ai vitalizi arriva a Montecitorio un’altra stretta, quella sui 3.690 euro attribuiti mensilmente a ogni deputato a titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori. Un rimborso che viene utilizzato in gran parte per pagare gli assistenti parlamentari ma che, non essendoci l’obbligo di alcun rendiconto, può essere anche intascato interamente da quei parlamentari che non hanno né portaborse né spese per mantenere un rapporto con l’elettore che, con le liste bloccate, per molti semplicemente non c’è.

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha dato mandato al collegio dei Questori di elaborare una proposta che metta fine al regime forfetario: i gruppi sono tutti d’accordo e lo hanno detto oggi in un’affollata riunione a Montecitorio, durata circa due ore, con la terza carica dello Stato dove erano presenti i capigruppo, i Questori e i vicepresidenti della Camera. La proposta del nuovo regime dovrebbe ispirarsi al modello del Parlamento europeo, spiega il vicepresidente della Camera e presidente Udc, Rocco Buttiglione, cioè il controllo delle spese sarà comunque a capo dell’amministrazione della Camera e non più del singolo parlamentare. Saranno direttamente gli uffici di Montecitorio a pagare, per esempio, gli assistenti parlamentari o le altre spese che il deputato dovrà comunque rendicontare. “Tutto dovrà essere rendicontato – spiega il presidente dei deputati Idv, Massimo Donadi – i soldi verranno erogati solo a fronte di una pezza giustificativa. I criteri dovranno essere rigorosi”.

Fini ha asupicato che la proposta dei Questori arrivi nell’ufficio di presidenza già convocato per il prossimo 30 gennaio. Tempi rapidi, dunque, anche se per l’ultimo anno dell’attuale legislatura verrà pensato un regime transitorio che tenga conto di come finora ogni deputato ha utilizzato il rimborso. Dalla prossima legislatura, poi, entrerà in vigore interamente il nuovo sistema ‘europeo’. Nel corso della riunione con i capigruppo la terza carica dello Stato ha ripercorso i dati forniti dalla commissione Giovannini che ha comparato gli stipendi dei nostri deputati e senatori con i colleghi europei sottolineando che il costo complessivo dei parlamentari italiani è inferiore a quello sostenuto dai paesi col Pil più elevato.

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2 Comments

  1. ferruccio says:

    I lavoratori ed i pensionati italopadani…… hanno stipendi e pensioni di gran lunga inferiori alla media europea dei paesi con PIL più elevato……..

    Quindi i PARASSITI di camera e senato ed i BOIARDI di stato dovranno avere stipendi e benefit ….molto inferiori hai parlamentari dei paesi europei con pil più avanzato…..

  2. giovanni says:

    PURE I NOSTRI STPENDI /PENSIONI SONO INFERIORI ALLA MEDIA DEI PAESI CON IL PIL PIU’ ELEVATO. QUINDI………???

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