LA CASTA MANGIA 24,7 MILIARDI ALL’ANNO. AUTO BLU: 4,4 MILIARDI

FONTE ORIGINALE: www.lettera43.it      di Marco Mostallino

La politica costa a ogni cittadino 646 euro all’anno e impiega il 12,6% dell’Irpef incassato dallo Stato, per una spesa totale di 24,7 miliardi di euro ogni 12 mesi.
È questo il prezzo di un sistema composto da istituzioni nazionali e locali, enti, agenzie pubbliche, aziende controllate o partecipate dai Comuni e dalle Regioni, consorzi, associazioni di Comuni, Comunità montane e grandi società per azioni a capitale in tutto o in parte statale.
Governo e sottogoverno, come si diceva un tempo, cioè la Casta e un sottobosco dove si aggirano nani strapagati e travestiti da manager, portaborse, consulenti e figure di ogni genere, pagate con quattrini pubblici e, soprattutto, nominate o scelte dai politici, spesso – anche se non sempre – senza che vi sia alcun riguardo al merito o alla professionalità.

In Italia, vivono di politica 1 milione e 300 mila persone

Nel complesso, le persone che vivono di politica in Italia sono 1 milione e 300 mila: lo rivela un recente studio della Uil, elaborato sulla base dei dati delle ultime manovre finanziariare dei governi centrali.

In questa massa enorme, bisogna tuttavia separare i privilegiati dai lavoratori, che sono circa la metà: si tratta dei dipendenti pubblici, impiegati nei ministeri, negli assessorati, nelle Asl e negli enti dove si entra per concorso e si conduce la propria attività come in ogni posto dei settori privati o pubblici.
CIRCA 700 MILA PRIVILEGIATI. Restano circa 700 mila persone, divise in alcune categorie. In Italia, spiega il rapporto della Uil, vi sono «oltre 145 mila tra parlamentari, ministri, amministratori locali di cui 1.032 parlamentari nazionali ed europei, ministri e sottosegretari; 1.366 presidenti, assessori e consiglieri regionali; 4.258 presidenti, assessori e consiglieri provinciali; 138.619 sindaci, assessori e consiglieri comunali».
Una truppa folta, forse troppo a giudizio di molti, ma che comunque è frutto delle scelte elettorali dei cittadini, anche se costrette in norme che impediscono una vera selezione nell’urna. Ma questo, si potrebbe dire, è il prezzo della nostra democrazia.
Rimane un mondo composto da mezzo milione di persone che campano grazie a rapporti personali con uomini politici, a legami più o meno oscuri con i partiti, a nomine e incarichi distribuiti da governi centrali ed enti locali senza l’obbligo di alcun riguardo per la professionalità, l’onestà o la competenza in relazione al ruolo che si va a svolgere.

I 24 mila ‘boiardi di Stato’ con stipendi d’oro


Nel nostro Paese ci sono 7 mila tra società statali o miste, partecipate, municipalizzate, enti, consorzi, autorità di vario genere, con un esercito di 24 mila consiglieri di amministrazione, tutti di nomina politica, spesso provenienti da attività che nulla hanno a che fare con il nuovo incarico: l’esempio più noto in questi giorni è quello di Francesco Belsito, il tesoriere della Lega, un ex autista divenuto persino membro del consiglio d’amministrazione di Finmeccanica, il grande gruppo statale delle armi e dei cantieri che al proprio interno controlla 18 società con altrettanti consigli di amministrazione.
SCARONI: 4,3 MILIONI DI EURO L’ANNO. Gente che si spaccia per manager ma a cui, in realtà, si addice di più l’appellativo di ‘boiardi di Stato’ come erano noti ai tempi della Prima Repubblica. Persone strapagate anche in tempi di gravissima crisi. Piefrancesco Guarguaglini è stato allontanato dalla presidenza di Finmeccanica con una buonuscita di 5,5 milioni di euro, versati sul suo conto dai fondi di un gruppo statale, controllato dal Tesoro.
Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, percepisce 4,3 milioni di euro l’anno, mentre i vertici di Enel – che aumenta di continuo le tariffe – Fulvio Conti e Umberto Quadrino, superano i 2 milioni e mezzo l’anno di retribuzione.
In totale, i membri dei consigli d’amministrazione di società pubbliche sono 24 mila: in gran parte si tratta di una pletora di figure che potrebbero essere serenamente sostituite da un amministratore unico con uno stipendio normale, per quanto adeguato alle eventuali responsabilità della carica.
MANAGER STRAPAGATI. Invece, secondo una fonte Uil sui dati del governo, questi 24 mila sono costati nel 2010 ben 2,5 miliardi di euro solo per far funzionari i consigli di amministrazione delle 7 mila società pubbliche.
C’è poi il capitolo degli assistenti, segretari, portavoce e factotum di presidenti di Regioni e Province, sindaci, assessori: persone scelte sulla fiducia, spesso parenti, cognati o amici, comunque di nomina politica e senza controllo, che ogni anno costano ai contribuenti ben 1 miliardo e mezzo di euro.
AUTO BLU: 4,4 MILIARDI DI EURO ALL’ANNO. Per non parlare della gestione del parco automobili delle pubbliche amministrazioni, che succhia dalle casse statali 4,4 miliardi di euro ogni 12 mesi.
Ultimo ma non meno importante, il punto che riguarda consulenze, incarichi esterni e collaborazioni con persone scelte sempre sulla base di amicizia o vicinanza politica, spesso candidati trombati alle ultime elezioni e ricompensati con un ricco contratto privo di controlli: questa schiera di incarichi e consulenze sottrae ogni anno più di 3 miliardi di euro, in buona parte spesi senza utilità ma solo per ragioni clientelari e familistiche.

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2 Comments

  1. gigi ragagnin says:

    si tratta di una analisi della UIL (che compa di politica essa stessa) e che quindi è molto edulcorata.

  2. Domenico says:

    Un gruppo di buoni cecchini ci costerebbe molto meno

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