La Cassazione decide di lasciare in esilio il sindaco di Cortina

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

di ANDREA FRANCESCHI*

La Corte di Cassazione ha deciso di lasciarmi in esilio. Non importa che io sia incensurato, che nessuno, neppure la Procura, metta in dubbio la mia personale onestà, né che le misure da me suggerite andassero solo e unicamente nella direzione di aumentare la concorrenza e ridurre le spese di denaro pubblico. Non conta che il pericolo di reiterare il presunto reato sia venuta meno da mesi, da quando il Comune ha delegato i bandi alla Provincia né che questa Amministrazione premesse per affidare questa responsabilità a dei professionisti qualificati ben prima di qualsiasi inchiesta. Non importa che la misura cautelare inflittami non abbia precedenti nella storia repubblicana nemmeno per accuse molto più gravi di quelle che mi vengono mosse. Non importa neppure che lo stesso procuratore generale ieri abbia messo in discussione l’impianto accusatorio e abbia lui stesso chiesto l’annullamento, sostenendo che non ci sono gli estremi per procedere ai sensi dell’art. 353-bis del codice penale. A nulla è valso tutto questo: il sistema giudiziario dello Stato ha mandato al confino un amministratore democraticamente eletto, onesto, incensurato e neppure approdato al primo stadio del dibattimento sulla base di una delazione malevola da parte di una dipendente non riconfermata al ruolo dirigenziale. Ma la sconfitta più grave è quella patita da migliaia di Sindaci i quali, d’ora in avanti, saranno ancora più ricattabili da qualsiasi burocrate scontento e da qualsiasi interesse economico. Su di loro peserà sempre più grave la minaccia di veder perseguita ogni loro decisione presa nell’esclusivo interesse del proprio territorio. Se suggerire modifiche ad un bando per risparmiare soldi pubblici è abuso d’ufficio, o pretendere che la Polizia Municipale si dedichi alla lotta all’abusivismo piuttosto che alle multe equivale a minacce a pubblico ufficiale, allora vuol dire che il ruolo dei Sindaci non ha più senso. Ma questo lo deciderà il processo che ho scelto d’affrontare rinunciando all’udienza preliminare e e rifiutando qualsiasi altra via che non sia l’accertamento della verità. E’ una battaglia di civiltà, la ricerca di un precedente che stabilisca se la responsabilità, e quindi anche l’autorità, dipende dalla scelta delle persone o è ormai prerogativa dei burocrati. Come ha detto l’Anci Veneto quello che è successo a me può succedere e succede già a decine di altri Sindaci i cui colleghi saranno sempre più incentivati a non decidere più. Quello che ho fatto io, infatti, è quello di cui ogni giorno tutti i Sindaci dei piccoli e medi comuni si prendono la responsabilità di fare: decidere, interessarsi, cercare di influire per il bene della propria comunità. Per quel che mi riguarda, sto sacrificando molto della mia vita privata e della mia famiglia, ma ciononostante sono deciso e tenere duro e a sopportare anche questo peso per senso di responsabilità. Se mi fossi dimesso ancora il 24 aprile, sarei tornato libero. Sarebbe stato tutto più facile. Ma Cortina non avrebbe avuto il Pat – lo strumento che segnerà lo sviluppo dei prossimi decenni; non avrebbe autorizzato i progetti e gli investimenti necessari per la candidatura ai mondiali del 2019; non avrebbe un’Amministrazione decisa a battersi per il futuro delle ospedale e in prima linea per difendere lo sfruttamento del territorio dalle speculazioni edilizie e dai progetti delle mega centraline. In questo mi aiuta l’incredibile affetto e la solidarietà della gente.

*sindaco di Cortina

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15 Comments

  1. Carlo De Paoli says:

    Solidarietà a Lei signor Andrea Franceschi per il coraggio di combattere contro la dittatura.
    Se le cose cambieranno, nel senso che riusciremo a creare uno Stato libero, avremo bisogno di tante persone come Lei.

    Per i nostri nemici; burocrati, magistrati o politici corrotti, ci dovrà essere, secondo il costume italiota, Piazzale Loreto.

  2. luigi bandiera says:

    POSSIAMO ANDARE A VOTARE FIN CHE VOGLIAMO TANTO NON CAMBIERA’ NULLA..! (repetita juvant).

    Dalla ARISTOCRAZIA siamo passati alla BUROCRAZIA.

    Quindi prima erano i re e via discorrendo, oggi sono i CAPI BUREAU a COMANDARE.

    Il bello della gran menata del KAX e’ che hanno la mai morta SANTA INQUISIZIONE ke li difende e li protegge..!

    Lo ho scritto, enne volte, andare A GOVERNARE IN NOME DELL’ITALIA E’ UN ERRORE…

    Quando si e’ eletti si deve SOTTOSTARE ANCORA DI PIU’ ALLE SUE LEGGI.

    Da dentro DEVI essere ligio a quel che vuole la BANDA DEI BOUREAU.

    Non lo si comprende che da secoli qua non si cambia nulla..???

    La gente poi, e’ INEBETITA..!

    ESSERE O NON ESSERE SORDOMUTI E CIECHI..!

    E nel frattempo CI VOGLIONO FAR INVADERE..!!

    TUTTI PREOCCUPATI A SALVARLI e NON SI ACCORGONO CHE NOI STIAMO AFFOGANDO..???

    Dai, su. Andiamo ancora a votarli kax al cubo.

  3. incredibile, massima solidarietà al Sindaco.
    Questa è la battaglia per l’indipendenza dai burocrati di Stato che comandano e dispongono a dispetto del popolo e dei suoi eletti diretti.
    Questo regime italiano DEVE finire al più presto.

  4. Vox veritatis populi says:

    Il regime fascio-comunista oltre a cambiare in peggio una carta(igienica)peraltro mai ratificata dal popolo,ha lasciato in vigore il codice ROCCO,CHE FIN DAL 1926,contempla l’istituto del confino e questo la dice lunga sul grado di libertà di cui godono i sudditi di quella che si autodefinisce repubblica democratica fondata sul lavoro.La cosìdetta repubblica non è che una semplice società privata registrata presso la S.E.C.(Security and Exchange Commission)come Italia S.P.A. a nome del ministero dell’economia col numero CIK0000052782.Poichè vengono violati diritti umani fondamentali le conviene ricorrere all’O.N.U.o alla corte di giustizia europea,che in questo caso potrebbero intervenire, anche se non è ancora stata pronunciata alcuna sentenza.

  5. Antonia says:

    ma lui sostiene l’indipendenza del Veneto oppure sfoggia sempre fiero la fascia tricolore simbolo di uno stato baro nato, prosperato e affondato con la truffa e il saccheggio?

  6. pierino says:

    Bravo tieni duro.
    Solidarietà !

    ci vorrebbero tutti sindaci come Lei, al loro posto ben saldi e fermi nell ideale di bene per la propria gente.
    (altro che dimissioni ….)

  7. elio says:

    esiliare un sindaco è roba da soviet, finiranno male questi poststalinisti, magari appesi per le gambe come il loro predecessore di predappio

  8. URBANO II says:

    Tieni duro.
    Sono un ex sindaco di un medio comune e come te ho agito con i funzionari del comune per indirizzarne l’operato per quello che pensavo il bene comune.
    Ho avuto parecchi scontri soprattutto con il direttore generale al quale i capi-settore andavano a riferire e dal quale da sempre venivano protetti ma per fortuna mai una denuncia.
    Se un Sindaco non può fare questo per dare risposte ai suoi cittadini è inutile che ci sia, eliminiamo lui, la Giunta ed i Consiglieri Comunali, tanto cosa ci stanno a fare ?
    E se la magistratura stabilisce che i dipendenti pubblici debbano svolgere anche una funzione politica di scelta e di indirizzo, aboliamo le elezioni, e risparmieremo altri soldi.
    Il popolo conta solo quando deve essere spremuto per garantire lauti stipendi a questi soggetti, (capi-settore, direttori generali, magistrati) che dimenticano sempre di essere “pubblici servitori” e vorrebbero governare senza passare dalla cabina elettorale.
    Altro che demo-crazia
    Dalle mie parti si dice che “quand la merda la monta ai scagn, o la spuzza o la fà i dagn”
    A quando la liberazione da questo stato oppressore ?

    • Leonardo says:

      Ha ragione caro ex-sindaco, ma la lotta politica è proprio disobbedire alle istituzioni liberticide.

    • Aquele Abraço says:

      La politica clientelare ha creato il mostro burocratico e ora non sa più tenerlo.
      Un genitore, pur saggio, per troppo amore dei figli spesso si comporta così, ma i politici in Itaglia lo hanno fanno per mero tornaconto elettorale.

  9. RENZO says:

    CARO SINDACO
    CI VORREBBERO TANTI “PERSEO” COME LEI PER TAGLIARE LA TESTA ALLA “MEDUSA” BUROCRATICA CHE COMUNQUE ALLA FINE MORIRA’ ELLA STESSA, DOPO AVER UCCISO CHI LE DA’ DA MANGIARE ! italia FALLITA !

  10. Giulio says:

    Forza, abbiamo bisogno di uomini onesti e coraggiosi come lei.

  11. Luca S says:

    Si parla ancora di esilio come ai tempi di napoleone. Assurdo. Questo è quello che succede in Veneto oggi, perpetrato dallo stato italiano

  12. AUVERNO says:

    Solidarietà al sindaco…

  13. Raoul says:

    IL POPOLO BUE MERITA QUESTO ED ALTRO PEGGIO,MI DISPIACE VERAMENTE PER IL SINDACO DI CORTINA,MA TANTE’!

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