La Carta di Chivasso, al Nord per liberarsi basterebbe quella

dichiarazionedichivassodi RODOLFO PIVA

Mentre stavo effettuando degli approfondimenti storici documentali, ho incontrato di nuovo un documento che avevo conservato nel mio archivio e che nonostante i suoi oltre settanta anni dalla sua emissione mantiene una sorprendente lucidità,freschezza, chiarezza ed attualità. E’ per questo motivo che ho pensato di proporlo alla redazione dell’Indipendenza.

La Dichiarazione dei Rappresentanti delle Popolazioni Alpine, nota anche come Dichiarazione o Carta di Chivasso è un documento elaborato e firmato il 19 dicembre 1943, durante un convegno clandestino da esponenti della Resistenza antifascista delle valli alpine. I firmatari furono: i valdostani Emile Chanoux (ucciso in carcere dai nazi-fascisti) ed Ernst Page rappresentanti del movimento Jeune Vallèe d’Aoste, che insieme al movimento Ligue Valdotaine, si batteva per la difesa dell’identità valdostana e quattro rappresentanti delle valli valdesi: Osvaldo Coïsson e Gustavo Malan, venuti da Torre Pellice, e Giorgio Peyronel e Mario Alberto Rollier, rispettivamente dell’Università e del Politecnico di Milano.

Ciò che ritengo ammirevole nei partecipanti, che con questo documento delinearono con precisione e lucidità come si sarebbe dovuto realizzare un sistema politico federale e repubblicano su base regionale e cantonale, è il coraggio manifestato nel difendere e divulgare le loro idee ed i loro ideali nonostante il clima di guerra civile in cui si trovavano a vivere. A fronte di ciò credo che possa essere loro perdonato un piccolo richiamo al Risorgimento.

Questo documento potrebbe stimolare gli indipendentisti di oggi affinchè trovino la forza di superare le divergenze che li dividono e che non consentono la generazione di una massa critica di entità tale da potersi opporre all’unico vero nemicolo stato italiano.

QUI IL DOCUMENTO: La Dichiarazione di Chivasso _ un documento da non dimenticare

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