La carne marcia dell’Europa della libera circolazione. Cavallo dopato o spacciato per manzo

di REDAZIONEcavalligenerici

Due notizie. Per ordine, quella di Coldiretti che denuncia un traffico di carne di cavallo per nulla digeribile e infine un traffico europeo di cavalli non destinati alla macellazione.

Sono state 83 le notifiche per la presenza di carne di cavallo spacciata per manzo in Europa e di queste 4 si riferiscono alla presenza di fenilbutazone, particolarmente pericoloso per la salute. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base della relazione sul sistema di allerta comunitario Rassf del Ministero della Salute del 2013 nel commentare positivamente l’operazione messa a segno da Eurojust insieme ad Europol, che ha portato a 26 arresti, il ritiro di oltre 800 passaporti di cavalli e al controllo veterinario di altri 200. “Gli arresti – sottolinea la Coldiretti – seguono una inchiesta, cominciata due anni fa, su un’organizzazione criminale che falsificava documenti dei cavalli, per far entrare la carne equina, in maniera fraudolenta, all’interno della catena alimentare come carne bovina in tutta Europa, che ha coinvolto anche prestigiosi marchi”. “Una situazione che – continua la Coldiretti – ha messo in allarme l’intera Unione ed ha costretto la Commissione europea che a chiedere agli Stati membri di adottare un ”Piano coordinato di controllo che ha riguardato :l’individuazione, in prodotti commercializzati e/o etichettati come contenenti carni bovine (es. carni macinate, prodotti a base di carne, preparazioni di carne), di carne equina non dichiarata in etichetta ma anche la ricerca di fenilbutazone nelle carni equine”. “Sul totale di 87 notifiche nell’Unione Europea, otto -precisa la Coldiretti – hanno riguardato l’Italia e tra queste, 6 per diverse tipologie di paste farcite distribuite in ambito comunitario ed extra-comunitario ma anche polpette congelate”. Si è trattato di uno scandalo di dimensioni eclatanti che dimostra -evidenzia infine la Coldiretti- la necessità di lavorare sulla trasparenza degli scambi dei prodotti alimentari con l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza ma anche togliendo il segreto sui flussi commerciali e sulle destinazione aziendale delle importazioni”.

Intanto una rete illegale estesa in sette paesi Ue, che tra il 2010 e il 2013 avrebbe fatto arrivare nel piatto degli europei oltre 4.700 cavalli non destinati al consumo alimentare. È quella sventata, come rilancia il Corriere del Ticino, da un’ampia operazione congiunta guidata da Europol, che ha portato a 26 arresti, il ritiro di oltre 800 passaporti di cavalli e al controllo veterinario di altri 200.

È di nazionalità belga la mente della frode che, tramite un giro di falsificazioni di passaporti animali e di alterazioni della documentazione sanitaria, ha consentito di far entrare nella catena alimentare carne equina non adatta alla macellazione. Coinvolte le autorità giudiziarie di Belgio, Olanda, Francia, Germania, Irlanda e Gran Bretagna, a partire da un’indagine avviata dalla magistratura della città belga di Arlon nel 2012 e da una seconda aperta dai giudici della francese Marsiglia nel 2013.

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