I Burocrati? Gente che non collega il cervello con il mondo

di ANDREA TURATIburocrazia - documentazione

E’ ancora la burocrazia il principale ostacolo per chi vuole avviare un’attività economica: il 19,9% degli imprenditori mette i ritardi nelle pratiche amministrative al primo posto dei fattori che impediscono lo sviluppo delle aziende. Lo rileva il Censis, che evidenzia come in Italia la percentuale sia molto più alta rispetto agli altri grandi Paesi europei: l’8,5% nel Regno Unito, l’8,9% in Germania, il 10,3% in Francia. Tra le altre cause che limitano la crescita, viene segnalato anche l’eccessivo carico fiscale (18,7%), pari complessivamente al 65,4% dei profitti realizzati. Secondo l’istituto si tratta di un problema che spinge spesso all’evasione le aziende, che in media dedicano circa 34 giorni, pari a 269 ore all’anno, a completare tutti gli adempimenti burocratici connessi.

Nella graduatoria mondiale della World Bank, sottolinea il Censis, l’Italia si colloca al 56esimo posto su 165 Paesi per facilità di fare impresa. Se da una parte il contesto internazionale è oggi favorevole alla ripresa economica, il cattivo funzionamento della macchina pubblica rischia di mettere un freno alla crescita. Oltre 230 giorni per ottenere un permesso edilizio per costruire un capannone, 124 giorni per allacciarsi alla rete elettrica, più di tre anni e tre mesi per risolvere una controversia commerciale. E gli effetti sono evidenti se si guarda anche la capacità del nostro Paese di spendere i fondi europei della programmazione 2007-2013: a un anno dal termine ultimo, la spesa certificata è di 33 miliardi di euro, ovvero il 71% di quanto stabilito.

“Contro le nostre imprese private c’è poi la concorrenza ‘sleale’ del capitalismo di Stato, che risponde alla politica e non ha inaugurato una nuova stagione di economia mista”, segnala il Censis. Sono più di 11.000 i soggetti economici a partecipazione pubblica, di cui oltre 7.600 aziende (di queste, quasi il 60% con una quota di partecipazione pubblica superiore al 50% del capitale) che impiegano circa 950.000 addetti. Tra le prime 15 società italiane per fatturato, sono 6 a essere a preminente partecipazione pubblica, per un fatturato complessivo che supera i 260 miliardi di euro e corrisponde a più della metà (il 55,7%) del fatturato totale delle 15 maggiori aziende del Paese. “Negare – continua la nota dell’istituto di ricerca – la dignità del privato come protagonista di attività di interesse collettivo significa scoraggiare una ripresa interpretata da milioni di persone e non solo dalla onnipresenza pubblica. Con il rischio del prevalere di uno statalismo autoreferenziale, burocratico, senza visione e senza capacità di collegarsi con le dinamiche della realtà sociale”.

Print Friendly

Articoli Recenti

3 Commenti

  1. GPaolo says:

    Il problema é che riescono a complicare anche le leggi più semplici. Tutto questo ovviamente con l’aiuto del politico di turno.

  2. Dan says:

    L’italia è uno di quei posti dove tanti omini complessati, seduti dietro la scrivania, credeno basta scrivere qualcosa per farla subito materializzare. Tipo moltiplicazione dei pani e dei pesci.
    Logica, matematica, puro e semplice senso comune, sono cose che non li sfiorano minimamente. Quando alla fine il sistema crolla perchè eccessivamente sfibrato, privato della capacità oltre che della voglia di fare, gli omini schizzano in piedi e si scandalizzano pure perchè, ritenutosi sempre onnipotenti, semplicemente non possono concepire quanto sta avvenendo.
    Personaggi così non bisogna perdere tempo a cercare di recuperarli, vanno solo eliminati. Un sistema di ingranaggi a lungo bloccato si libera semplicemente rompendo i denti della rotella che sta tenendo tutto fermo e lo stesso dovremo fare anche noi.

  3. antonio says:

    Bisogna fargli fare un servizio di leva lavorativa obbligatoria di almeno due anni presso le aziende con competenze nel futuro ruolo burocratico con paga sindacale minima.ma non in ufficio lavori manuali di responsabilità con curriculum a punti solo così capiscono cosa vuol dire lavoro e sacrificio. Invece abbiamo una marea di incompetenti parassiti che decidono per noi… non vado oltre…

Lascia un Commento