La brutta storia del Piemonte e la perpetuazione di Roberto Cota

di GIANLUCA MARCHI

Brutta storia questa del voto annullato in Piemonte. Brutta soprattutto per un fatto: la giustizia amministrativa è arrivata a decretare la nullità del voto a quasi quattro anni di distanza dalla chiamata alle urne dei cittadini piemontesi. Cioè a poco più di un anno dalla fine della legislatura. Se le elezioni che hanno issato Roberto Cota al soglio di governatore erano inficiate dalla presenza di una lista fuorilegge (i Pensionati per Cota), il percorso della nuova (allora, 2010) amministrazione regionale piemontese andava bloccato subito, non quando ormai è prossimo alla sua scadenza naturale. Se invece dietro questa battaglia giuridica si è  giocata solo una guerra politica, allora peggio ancora, vuol dire che in questo sgangherato e disgraziato Paese non esiste più nulla di normale, men che meno le regole.

La decisione del Tar del Piemonte, che per altro deve essere confermata o rivista dal Consiglio di Stato, fa imbufalire il popolo leghista, portato a pensare vi sia un complotto continuo, di sinistra derivazione, teso a tramare contro il Carroccio e le amministrazioni da esso guidate. Personalmente non sono molto portato a credere a disegni di tale natura, mentre è più credibile l’accanimento di certa magistratura verso certe parti politiche quando si presta l’occasione di colpire queste ultime, e nel caso in oggetto (liste di sostegno alla candidatura di Cota) qualche pasticcio deve essere stato compiuto, perché è difficile pensare si tratti solo ed esclusivamente di una macchinazione politico-giudiziaria.

Non penso nemmeno, detto in tutta sincerità, che la sentenza di ieri debba essere messa in relazione – come hanno fatto alcuni ascoltatori di Radio Padania che ieri, a caldo, hanno sfogato la loro indignazione – al progredire, e quindi alla volontà di arrestarlo, del progetto di Macroregione del Nord, di cui il Piemonte sarebbe una delle tre gambe fondamentali insieme a Lombardia e Veneto. Non ci credo, come abbiamo avuto modo di scrivere su queste colonne anche di recente, in quanto oggi come oggi il progetto macroregionale non spaventa nessuno, per il semplice fatto che non esiste nella pratica, se non come slogan elettorale abilmente utilizzato da Roberto Maroni lo scorso anno per conquistare la guida della Regione Lombardia, ma che da allora non ha ancora compiuto un solo passo concreto tale da far intuire una minaccia reale nei confronti della tenuta dello Stato centralista. Nonostante la Lega abbia da circa un anno i governatori di Lombardia, Piemonte e Veneto, non si ricorda un solo atto comune che possa aver messo in allarme Roma. Tanti annunci, a cominciare dalla convention di Sirmione del 2013 a cui partecipò anche il friulano Tondo, poi defenestrato, dopodiché più nulla di palpabile.

Dunque il passaggio piemontese appare come l’ennesimo atto della degenerata battaglia politica italica, dove può appunto succedere che una Giunta regionale venga dichiarata illegittima dopo aver compiuto i quattro quinti del proprio cammino. Il risultato indiretto di tali eventi, sempre che il Consiglio di Stato non riformi la sentenza del Tar e sempre che le elezioni si tengano entro la prossima primavera, è che con tutta probabilità la Lega e il centrodestra si vedranno costretti a confermare la candidatura di Roberto Cota a governatore. E questo nonostante Cota non sia affatto unanimemente sostenuto all’interno del Carroccio, anzi. Nei primi mesi della segreteria Maroni il governatore piemontese (con residenza a Milano e presenza costante e ingombrante in quel di Roma) era uno dei personaggi più malsopportati della vecchia guardia legata a Umberto Bossi, il cosiddetto “cerchio magico”, all’interno del quale era pure stato messo ai margini. Tuttavia da lì a toglierselo di torno facendo cadere la Giunta regionale è un passo che nessuno si è sentito di compiere (nonostante la fronda dell’ex assessore Giordano), lasciando che il Piemonte, dal punto di vista del movimento, si rinsecchisse sotto la sua guida politica (sic!).

Diciamocela tutta, Roberto Cota è un leghista per modo di dire, se per leghista intendiamo lo stereotipo del dirigente politico ruggente, combattivo e determinato disegnato negli anni d’oro del Carroccio. E’ invece un perfetto leghista della seconda o terza ondata, tutto gestione del potere, senza alcun disegno di rivoluzione indipendentista o autonomista che non fosse a parole e non nei fatti. Insomma, un democristiano di quarta fila… Comprensibile che anche molti leghisti, nell’intimo, non piangano la sua defenestrazione, se defenestrazione sarà dal vertice della Regione Piemonte (forse non la piange, nell’intimo, anche il diretto interessato, che non ha mai amato questo incarico, più aduso ai melliflui riti romani). La beffa, per costoro, e che con tutta probabilità dovranno tenerselo come candidato e, in caso di vittoria, pure come governatore. Anche se immaginarlo vincitore contro Sergio Chiamparino appare fin d’ora un azzardo.

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30 Comments

  1. Vercingetorix says:

    Il Mullah Abdul Kader Mutander (meglio noto come il Muezzin di Radio Pravdania) ha arringato i quasi 100 partecipanti alla manifestazione fra albanesi e maroniti inneggiando alla Guerra Santa contro giornalisti e comunisti. Lui, giornalista. Lui, comunista padano.

    Per punire magistrati e giornalisti non allineati alla sharia belleriana sarà istituito un apposito corpo paramilitare: le “Mutande Verdi”.

    • ibn Jubayr da Granada says:

      Ma va’ al tuo paese, italo-africano, suppongo.

    • insubrik says:

      Macchè cento…una “quarantina” secondo la questura…mettiamo pure che siano stati il doppio…sono proprio finiti…e anche il Berlusca li ha scaricati

      • som mb says:

        40 o anche 80 persone fai presto a tirarle su fra consiglieri regionali, collaboratori e stagisti. Nonostante gli appelli via radio, msg telefonici, ecc nessun militante si è preso la briga di andare a manifestare in favore della giunta mutandara. Ormai si è creata una divisione insanabile fra leghisti e belleriani.

  2. Lombard Patriot says:

    Grande successo della manifestazione pro-Cota a Torino: 100 persone, compresi i rinforzi di Forza Italia, NCD, Fratelli d’Italia, pensionati per Cota, giornalisti, passanti, curiosi e turisti. Praticamente sono rimaste le clientele più ristrette. Come al casello A4 quattro smandrappati. Gli ultimi giorni della Lega sembrano gli ultimi giorni di Salò. Divertente Salvini che paragona l’Italia alla Corea del Nord: hanno parlato gli amici di Putin! Cosa aspettarsi del resto da uno che di lavoro si divide fra facebook e le partite del Milan?

  3. ugo says:

    il Piemonte era dato perso alle ultime regionali, allora lasciamolo a Cota ,pensò il p.d.l.INVECE…. e così Cota si trovò a governare .Dal primo giorno fu guerra contro di lui,politica e mediatica .IERI il tar annulla, le elezioni,Chiamparino prosciolto a tempo di record e prossimo candidato per la sinistra,le firme false della bresso dimenticate .,che coincidenze né’? ,non un complotto. Chiamparino attuale fondazione bancaria? quello che ha lasciato Torino piena di debiti? la zarina bresso dissesto economico della regione?Cota taglio delle spese politiche per milioni di euro ? sì ,taglio delle auto blu?riorganizzazione sanitaria ? sì.il sistema sinistro di Torino ha perso potere ,vogliono tornare al potere il prima possibile.,altro che mutande.

    • Veritas says:

      Ma era tutto combinato ad oc dal momento che tutte le “campane” suonarono per le mutande verdi! Chiamparino lascia immediatamente la Fondazione dove ce l’hanno messo i compagni, la lista annullata alla Bresso è scomparsa nel nulla ma SOPRATTUTTO l’insistenza dei giornali e radio siniistrorsi che si sono accaniti nel descrivere minutamente le “spese varie” fatte dalla regione Piemonte mentre hanno IGNORATO TOTALMENTE quelle fatte dalla regioneEmilia Romagna che inizialmente erano state descritte come quelle di maggiore entità.Tutto dimenticato?
      No, tutto IGNORATO per preparare questo avvenimento che non si può chiamare in altro modo che GOLPE.
      .
      .

  4. dubitaresempre says:

    Una domanda: ma un Partito Serio, alternativo, pulito , di gente perbene che governa con un farabutto che si è inventato una lista per lucrare sui gonzi è possibile?
    Il tipo dei Pensionati per Cota non era la prima volta che ci provava Per lui era un mestiere.
    Ha messo in lista candidati “inventati”.
    Cosa ha fatto per la sua gente? Quanto ha lavorato? Come ha giustificato cospicui i rimborsi spese che si è fottuto?
    Cosa ha detto o fatto Cota contro il ladro?
    Se non ha fatto nulla è complice.

  5. CrisV says:

    Caro Marchi,

    Sono intanto lieto d’aver appreso, che il tuo problema di salute sia stato superato con successo.
    Ti auguro di tutto cuore, di non dover mai più ” sostare ” in un nosocomio.
    Pur utilissimi, gli ospedali sono sempre ambienti preoccupanti, dolorosi e deprimenti.

    In merito all’articolo, ritengo che quattro anni per sentenziare su una cosa tanto importante, quanto la Presidenza di una Regione, siano un’enormità che getta ancora più discredito, sulle innumerevoli e ingiustificabili lacune della giustizia.
    I leghisti si lamentano di un presunto ” golpe ” della sinistra, per tramite di certa giustizia flessibile.
    Come dare loro torto ?

    Pare una fatalità, ma per i politici del centrosinistra le inchieste, si prescrivono, assolvono, oppure neppure iniziano, mentre con gli omologhi moderati, in caso d’indagine vengono richiesti tribunali speciali domenicali, o ferragostani, per procedere alla condanna.

    Se si ipotizzavano dei brogli in Piemonte, bisognava avviare le procedure d’infrazione tempestivamente e non dopo quattro anni. Periodo di tempo, che rende agli occhi del mondo, il sistema peninsulare ancora più ridicolo di quanto non sia già in realtà.

    Un domani, liberi e indipendenti, noi Veneti procederemo a una radicale revisione della macchina giudiziaria, in funzione di parametri legati all’efficienza e alla fondatezza di giudizio, in tempi che oggi sembrerebbero incredibili per tempestività.

    Senza una giustizia GIUSTA, non esiste reale libertà ed equità sociale !

    Ad Maiora.

    CrisV 🙂

  6. luigi bandiera says:

    Qua di valido cosa c’e’ per davvero..??

    NIENTE..!!

    Partiamo dall’inizio:
    1) guerre d’indipendenza; (da chi e volute da chi?)
    2) costituzione non votata;
    3) legge elettorale (oggi) illegale ma perche’?;
    4) consigli regionali idem;
    5) certe sentenze non imparziali…
    6) trattati internazionali non rispettati…
    7) garanti che non garantiscono nulla ma se dovessero garantire su cosa?

    Ecc..

    Chi vuole aggiungere aggiunga pure.

    Mi chiedo cosa c’e’ di serio e come mai non succede una vera rivoluzione visto il CAOS e quindi la CONFUSIONE istituzionale.

    Strano che non si noti l’andazzo di merrrdddd.

    continua

  7. indipendentista says:

    TAR = Tribunale Amministrativo Re-gio-na-le
    Che c’entra roma, la sinistra, il pirata Barbablù?
    Ogni volta che le cravatte verdi vengono beccate con le mani nella marmellata fanno le vittime rivendicando una sorta di diritto all’illegalità e al sopruso.
    Stessa mentalità di Silvio.
    Il cane prende a somigliare presto al suo padrone.

  8. Giuseppe d'Aritmaticea says:

    Punto di vista estremamente ristretto e di bottega, incapace di vedere l’enormità di quanto accaduto. Altro che pasticciaccio brutto de via Merulana (opera del grande Gadda, milanese): siamo alla sovietizzazione ultima, prima dell’implosione.

  9. Giuseppe d'Aritmaticea says:

    Grande Gianluca, sei un grande giornalista, lasciatelo dire!.
    Nel tuo articolo, che condivido appieno, un solo appunto.
    Dopo che Maroni, su suggerimento di Salvini, ha dato da un paio di mesi in qua una virata al procedimento macroregionale, relazionandosi frequentemente con tutte le regioni alpine contigue alla Lombardia, bisighino, bisighino, cacchio cacchio (come dicono agli Antìpodi), il progettino va avantino, un po’ come il tarlino per quel mobilaccio dello Stato italiano, ormai infiltrato da mafie di ogni genere e specie. Certo, ci vorrebbe una maggior consapevolezza generale della necessità di una vera e propria organizzazione di rappresentanza, molto agile, quasi una costante missione diplomatica volante, indioendente dalla stretta morsa politica. E non solo verso l’Europa, i popoli europei e le regioni vicine…
    Speriamo ci si arrivi presto, anche perché si tratterebbe di un consistente salto culturale per il mondo indipendentista/autonomista e, soprattutto, per quello leghista (duro a capire certe necessità), certamente favorito dalla presenza del Tuo meraviglioso giornale/rivista.

    • gianluca says:

      Grazie, ma troppi complimenti… Il progettino, come lo chiami tu, avrebbe bisogno di gesti forti anche dal punto di vista mediatico, altrimenti la gente, la nostra gente, si fa incantare dal Renzi di turno…

      • Giuseppe d'Aritmaticea says:

        Hai ragione. Hai pienamente ragione. Per quanto riguarda i complimenti, sai benissimo che son piuttosto acido. Ma quando uno se li merita, li merita e basta. Impariamo, su!, a dire quel che pensiamo, senza timori e falsi pudori! Non è coi rossori che faremo la Padania o l’europea Alpina Regio.

  10. Albert Nextein says:

    La giustizia, anche quella amministrativa, fa letteralmente schifo.
    La tempistica è demenziale.
    I controlli vanno fatti in tempo utile e le anomalie immediatamente corrette.
    Tempo massimo tre mesi.

    Non so come abbia amministrato il Cota.
    Sono affari dei piemontesi valutarne l’operato, ed eventualmente protestare.

    Ma che abbia avuto tutto il tempo di fungere da presidente del Piemonte non potendolo fare mentre la giustizia amministrativa si aggirava imbambolata nei meandri di norme dettate da una burocrazia politica marcia , questo è la dimostrazione dello stato del paese.

    L’europa , in casi del genere, non ha nulla da dire?
    Una bella multa da 100 milioni?

    • Giancarlo says:

      Sono d’accordo con te. I tempi, le norme e le procedure della giustizia sono talmente marci che dubito sia possibile riformarli, a meno di uno scossone radicale dall’esterno. Forse trenta anni fa sarebbe stato possibile. Però voi destri dovreste fare un esamino di coscienza e pensare ai venti anni persi con il Banana, che per risolvere i suoi problemi ha impedito ogni riforma della giustizia che abbreviasse i tempi, che rendesse più chiare e certe le norme e che limitasse le allucinanti navette tra Tar, Tar del Lazio e Consiglio di Stato per la giurisdizione amministrativa o quelle tra procura di Roma, di Milano, di Brescia o di Roccacannuccia per quella penale

      • Giuseppe d'Aritmaticea says:

        E con questo? La folle burocratizzazione e lo squartamento della stessa idea di diritto sono state le primarie occupazioni di voi sinistri, che avete introdotto quel processo culturalmente criminale che si chiama normatismo, il quale contiene in sé il concetto di norma quale sovrastruttura fine a se stessa, cioè finalizzabile.
        Questi qui, i destri, fra i quali non vanno annoverati gl’indipendentisti/autonomisti, magari invece alcuni dirigenti leghisti, ignoranti e presuntuosi, non avevano nemmeno le armi culturali per cambiare un siffatto e moralmente criminale indirizzo.
        Quel che voi continuate a perseguire per fini di potere di gruppo, altrimenti detto m….

  11. pippogigi says:

    Tecnicamente Cota può continuare a governare senza problemi.
    Ricordo a tutti che la Corte Costituzionale, quindi non il Consiglio di Stato, ha dichiarato incostituzionale la legge elettorale denominata “Porcellum”, quindi tutti i governi eletti con tale legge, le loro leggi, decreti, trattati, firmati in questi anni sono nulli, tutte le nuove tasse, gli aumenti di aliquota sono nulli, un parlamento con più di 150 deputati “abusivi” eletti solo grazie all’incostituzionale premio di maggioranza e gli altri eletti con le liste bloccate non possono decidere, votare, approvare alcunché si può solo andare alle urne ed eleggere un nuovo governo. Sta accadendo questo? mi pare proprio di no, quindi Cota dorma tranquillo, fino a che non cade il governo a Roma quello di Torino, con problemi ben minori visto che non si parla di incostituzionalità, può restare dove si trova.

    • Ferdinanso says:

      Confusione totale. Cota deve decadere non perché sia incostituzionale la legge elettorale con la quale è stato eletto….. ma molto più semplicemente perché una lista non aveva i requisiti per poter partecipare alle elezioni….. è la mancanza di requisiti non solo è determinante per la sua esclusione ma ha, addirittura, portato alla condanna PENALE per la FALSIFICAZIONE delle delle firme e degli stessi candidati? Come si può criticare la sentenza di annullamento ? Se critica ci deve essere allora questa deve riguardare i TEMPI che non sono accettabili , queste situazioni devono essere risolte IMMEDIATAMENTE allorché i fatti vengano denunciati ? Il resto riguarda esclusivamente le grida di opposte tifoserie che aggiungono danno a danno !!!

  12. il popolo leghista, portato a pensare vi sia un complotto continuo, di sinistra derivazione, teso a tramare contro il Carroccio e le amministrazioni da esso guidate. Personalmente non sono molto portato a credere a disegni di tale natura

    non sono d’accordo col Direttore,
    ma non si è ancora capito che negli ultimi 20 anni la sinistra ha sostituito la vecchia macchina da guerra PCI+CGIL col nuovo modello moooolto più potente ds+cgil+MAGISTRATURA?

    • Giancarlo says:

      Al Gomblotto!! Al Gomblotto!! Eterna risorsa della destra italiota nonché di quella dei paesi lontani dall’Europa nord-occidentale (vedi Ungheria). Solo che ora si chiama “della casta komunist-sindacal-giudiziaria”. E il caro, vecchio Gomblotto demo-pluto-giudaico-massonico che fine ha fatto?

      • Giuseppe d'Aritmaticea says:

        Perché complotto, o gomblotto, come dici tu, alla antipodèa? Federico ha semplicemente affermato l’individuazione di una struttura (vedi Marx) su cui regge il potere sinistro, che ha come popolo elettore i burocrati e le masse inerti, cioè coloro che hanno necessità dell’immobilismo più vieto.
        La struttura di potere non ha nulla a che vedere con complotti di alcun genere: appare immediatamente grave che abbia come normali effetti quelli che si vedono, fra i quali questo provvedimento che, comunque lo si voglia valutare, collide col concetto stesso di democrazia. Se ne deduce, questo mi pare dica Federico, che strutture di potere come questa impediscono il normale sviluppo della vita sociale secondo i principi, valori e senso che sono connaturati e inculturati ai nostri popoli.

  13. Novarese says:

    Direttore, con tutto il rispetto e la stima che ho nei suoi confronti, parla di Giordano come una specie di “sponda” quando questo, con l’assessore regionale Sacchetto sono i “colonnelli” di Tosi in Piemonte, che tentano si di fare fronda, ma per andare esattamente all’opposto dell’indipendenza, come ampiamente noto a questo giornale.. Una volta tanto pensiamo agli interessi padani e non alle simpatie sue e di Oneto!

  14. som mb says:

    Firme false, in Piemonte come in Lombardia. La magistratura ha fatto il suo dovere. Punto. Se poi in Bellerio ragionano ormai secondo meccanismi mentali berlusconiani per cui ogni volta che vengono sgamati a fare qualcosa di illegale è perchè dietro c’è un complotto giudomassonicomagistratico, beh vadano in analisi.

    Quel che rimane della Lega può essere riformato solo mettendo fuori chiunque abbia fino ad ora avuto qualche incarico di responsabilità, Salvini per primo, togliendo la militanza a chi la abbia fatta negli ultimi anni (gente ex di an vicina ai maroniani) e ridandola alle decine di migliaia di ex militanti perbene messi fuori o allontanatisi per il disgusto.

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