La borghesia lombarda ha scelto la mafia e non la rivoluzione

Teatro_Scala_Milanodi GIULIO ARRIGHINI – Dopo la borghesia lombarda che aprì la strada a Napoleone e quella che scelse i Savoia, ora arriva quella, anzi no, si conferma e consolida quella che ha scelto di stare con la mafia. Il salto di qualità in crescendo è confermato dalle istituzioni. Perché tra le condizioni di contesto che hanno consentito il radicamento della ‘ndrangheta in Lombardia “vi è la disponibilità del mondo imprenditoriale, politico e delle professioni (cioè il cosiddetto capitale sociale della ‘ndrangheta) ad entrare in rapporti di reciproca convenienza con l’organizzazione”.

Cosa serve di più per capire che la parte che conta di una terra che ha dominato il progresso industriale, della finanza e del saper fare, ha messo a disposizione i propri capitali e i propri cervelli con quella parte vincente di stato, o di anti-stato, che assicura guadagni esentasse e massimo federalismo territoriale, visto che ognuno decide a casa propria?

La Direzione nazionale antimafia nella sua relazione annuale ci sta dicendo in altre parole che la speranza di un cambiamento è finita e che nel periodo dal primo luglio 2014 al 20 giugno 2015 in cui parla di “borghesia mafiosa”, la Lombardia si è venduta e ci ha svenduti. “In Lombardia si è, da tempo, superata la logica della infiltrazione, intesa come sporadico inserimento della ‘ndrangheta nell’economia legale (penetrazione di qualcosa di negativo all’interno di un tessuto sano) e ad essa – si legge nell’analisi – è subentrato il concetto di vero e proprio radicamento”.

Lo avevamo capito, lo avevamo percepito da tempo. D’altra parte il tempo delle riforme c’era stato. Se anche la politica oggi nicchieggia e si può assimilare a quella di tante altre regioni, senza distinguerne colore e bandiere, è perché la rassegnazione e lo status quo della borghesia politica ha deciso dove stare. L’unica speranza è che dai territori, dalle forze civiche, si alzi una stagione di resistenza.

Noi ci saremo.

*Segretario Indipendenza Lombarda

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One Comment

  1. Giancarlo says:

    Tutto vero. Anche qui nel Veneto, forse meno facilmente che altrove la malavita ha trovato spazi per incunearsi. Parlo di piccoli o medi imprenditori, artigiani etc….che alle prese con uno stato parassita che succhia il sangue a più non posso sono entrati in difficoltà e non sapendo che pesci pigliare, perché non sapendo fare altro che il lavoro che fanno.. onde evitare il fallimento o dover chiudere i battenti si lasciano convincere da personaggi che entrano in società, salvano l’impresa, ma poi ne diventano i padroni……
    ingenuamente ci cadono in molti e questo è il peggio del peggio perché gli usurai talvolta sono meno esosi o padroni della situazione. E’ il colmo o no ?
    Se ci pensiamo bene tutto deriva da legislatori ( politici) che o non sanno fare le leggi o perché le fanno fare da altri……burocrati etc.. che hanno i loro interessi nel redigere leggi sibilline o che vanno in certe direzioni a loro più confacenti….ci vuole poco a capirlo. Leggi che diventano “interpretabili”……..ma siamo pazzi a fare leggi che i giudici possono interpretare ?!?!
    Le cose vanno male e andranno peggio. Adesso capisco perché Oriana Fallaci è stata così brava a fare da profeta su ciò che sarebbe accaduto all’europa, quindi anche a noi. E’ semplice basta vedere al di là del proprio naso….non è poi così difficile.
    Sfido qualcuno a dire che l’italia riuscirà a salvarsi….mi porti argomentazioni valide e solide ed io sarei pronto a scusarmi per tutto ciò che HO SCRITTO e scrivo su questo onorevole giornale che stimo e amo perché veramente libero e democratico !!!!
    WSM

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