LA BLASFEMIA DIVIDE HAMAS E AL-FATAH

di REDAZIONE

(ANSA) – GAZA, 8 GEN – Torna la tensione fra Hamas e al-Fatah dopo che solo ieri i due movimenti avevano annunciato di aver raggiunto un accordo di massima per la liberazione dei rispettivi detenuti dalle carceri di Gaza e della Cisgiordania.

All’origine del nuovo inasprimento di animi vi è stato ieri il mancato ingresso a Gaza (che è sotto stretto controllo di Hamas) di una delegazione ad alto livello di quattro esponenti di al-Fatah. I membri della delegazione affermano di essere stati bloccati per un’ora al valico di Erez (fra Israele e Gaza), mentre Hamas afferma che sono stati pregati di attendere dieci minuti appena.

A quanto pare gli animi si sono comunque scaldati al punto che un esponente di al-Fatah, Sakher Bseiso, ha avuto un duro diverbio con un funzionario di Hamas. Questi ha subito informato dell’incidente il ministero degli interni il quale ha aperto una indagine per verificare se Bseiso si sia macchiato di «blasfemia».

Un portavoce del ministero degli interni di Gaza ha reso noto che Bseiso (che risiede in Cisgiordania e che nega di aver pronunciato frasi blasfeme) dovrà essere interrogato alla prima occasione possibile.

Solo ieri da Gaza era uscito invece un messaggio di riconciliazione quando un apposito ‘Comitato per le libertà pubblichè aveva reso noto che Hamas e al-Fatah avevano raggiunto intese dettagliate per la liberazione di 150 detenuti; per la libera diffusione dei quotidiani nelle zone da loro amministrate; e per il ritorno a Gaza di esponenti di al-Fatah fuggiti nel 2007, quando Hamas assunse il potere con la forza. Secondo fonti di stampa, a Gaza è possibile che l’incidente al valico di Erez sia una conseguenza di lotte interne fra l’ala pragmatica di Hamas (che punta alla riconciliazione con al-Fatah) e una corrente più rigida.

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