La Bissa: molla Del Debbio, Gelmini punta al trono di Palazzo Marino

di CLAUDIO BOLLENTINIDEL DEBBIO

E alla fine il commento più pertinente è stato quello di Roberto Maroni: “è finita la telenovela”, a proposito della rinuncia a candidarsi a sindaco di Milano di Paolo Del Debbio. Per la verità il no del noto giornalista è stato dato in perfetto stile politichese, si nega l’interesse, si fa professione di umiltà, meglio che scendano in campo altri, ci si toglie dalla mischia, poi al limite, tra qualche tempo, si vedrà. Troppa confusione, troppo vago ancora il perimetro della coalizione e delle alleanze, ma soprattutto troppo scomodi certi endorsement. Come quello di Daniela Santanchè. La pitonessa si è data da fare, ha tramato dietro le quinte, ha parlato con tutti, compreso Salvini, ha messo il cappello sulla candidatura ed ecco… sparire la candidatura. Una sua sponsorizzazione così invadente non poteva che dividere Forza italia e preoccupare gli alleati. Del Debbio ha capito al volo il rischio di finire stritolato tra tagliole e trappole di ogni genere e, prima di farsi male, si è defilato. La candidatura Del Debbio avrebbe in teoria messo d’accordo tutti. Nata tra salotti e giornali, poteva essere l’unica veramente condivisa dall’azionista di riferimento della coalizione, ossia Matteo Salvini. Una candidatura ad effetto, di immagine, forte delle indubbie qualità del soggetto, della sua storia e della esperienza politica a cominciare dall’essere stato uno degli artefici della nascita di Forza Italia. Una candidatura potenzialmente vincente nel caso di candidati di sinistra come quelli che ci è dato di vedere in questi giorni. Tutt’altra storia se dovesse prevalere una candidatura importante, solida e dal taglio trasversale come ad esempio Giuseppe Sala. Non è escluso quindi che Del Debbio abbia declinato l’invito a scendere in pista anche per la non chiarezza sul fronte avversario. Aspettare di vedere come si muovono gli altri ed agire di conseguenza. La posta in gioco è altissima. Per il centrodestra vincere e bene a Milano e confermarsi o vincere in altri centri come Varese, Busto, Gallarate, significa scrivere la parola fine sulla parabola politica di Matteo Renzi. Così come successe nel 2000 con il tracollo elettorale del Pd alle regionali che portò alle dimissioni Massimo D’Alema. Viceversa, una sconfitta su tutta la linea del centrodestra rilancerebbe le ambizioni di Matteo Renzi, del suo governo e rianimerebbe la sinistra lombarda oggi allo sbando. Ora tutto torna apparentemente al punto di partenza. Le candidature nel centro destra non mancherebbero di sicuro, manca un quadro e un disegno politico chiaro e condiviso. Per non parlare dei programmi. Se Forza italia pensa di imporre un proprio candidato, la Lega sarebbe tentata di rompere e correre da sola o addirittura, come paventa qualcuno, stringere alleanze anomale, come con il Movimento 5 Stelle. In questo caso lo spauracchio a sinistra potrebbe diventare panico, la prospettiva di rimanere fuori dal ballottaggio si farebbe concreta. Ma è fantapolitica o uno dei tanti tentativi di condizionare in qualche modo il proprio alleato. Tra il ni di Del Debbio e le candidature esterne di ripiego come Corrado Passera o addirittura del redivivo Gabriele Albertini, c’è tutto Il centrodestra milanese e lombardo. Non c’è però nessuno in grado di cementare una alleanza omnicomprensiva di tutte le anime del centro destra e di qualcosa di più, tranne i leader Silvio Berlusconi o Matteo Salvini, mai peraltro usciti dal mazzo dei potenziali candidati. Intanto i mesi passano, siamo quasi fuori tempo massimo se si vuole giocare la carte del “civico”, ma anche nel caso di un candidato dalla forte caratura politica occorre tanto tempo per costruire alleanze e programmi oggi solo evanescenti. Sembra fuori gioco Albertini, Romani non andrebbe lontano fuori dal perimetro dei forzisti storici, da destra nessun segnale, I candidati di bandiera sono deboli, come Giulio Gallera, Maurizio Lupi, già destinato ad un ruolo chiave è inciampato in quello che sappiamo, la Lega aspetta sulla riva del fiume. Svetta Maria Stella Gelmini che tratta, media, smussa, lima, ascolta tutti, sonda chiunque…. C’è chi pensa per la sua causa….

http://www.labissa.com/editoriale/item/16358-milano-del-debbio-si-sfila-ma-la-partita-e-solo-all-inizio

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