La barbarie giuridica di estinguere furto aggravato e abbandono di animali. Ma che razza di politici siete?

di ELSA FARINELLIabbandono-animali

Che razza di classe politica è quella che ha previsto che l’abbandono di animali non debba essere più un reato e quindi non debba esservi  punizione, anzi, oblio? Che razza di classe politica è quella che prevede che non sia reato causare danni e dolori agli animali altrui? L’ignoranza dei partiti, dopo decenni di ritardi dell’Italia nel recepire la direttiva europea sugli esseri senzienti ma, ancora di più, il voler rinnegare l’ordinamento attuale che prevede il carcere per l’abbandono e il maltrattamento, è un atto di barbarie giudiziaria.

Pare possa essere posto rimedio visto che potrebbe essere soppressa la norma del ddl Penale che allarga il nuovo istituto dell’estinzione del reato con condotte riparatorie (risarcimento o restituzione) ad alcuni reati perseguibili d’ufficio: furto aggravato, abbandono di animali e uccisione o danneggiamento di animali altrui. A quanto si apprende, infatti, potrebbe essere approvato – in commissione Giustizia alla Camera – un emendamento a firma Jole Santelli (FI) che chiede la soppressione del comma 2 dell’articolo 1.

Al momento, la norma introduce nel sistema penale una nuova causa di estinzione del reato, che si realizza con il compimento, ad opera dell’imputato, delle condotte riparatorie del danno (entro l’inizio il dibattimento). La nuova causa estintiva potrà operare però soltanto in riferimento ai reati procedibili a querela e con querela rimettibile, quelli cioè che realizzano esclusivamente un’offesa ad interessi individuali. La stessa causa di estinzione, come detto, è prevista per alcuni specifici reati che, pur procedibili d’ufficio, si caratterizzano per essere lesivi di interessi spiccatamente individuali (e che l’emendamento di Forza Italia chiede di cancellare). (publicy policy)

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