L’88% delle imprese sono piccole. Secondo voi vogliono uscire dall’euro o chiedono di lavorare di più in Europa?

di CESARE CANTU’ – Il Sole24 Ore in un’ultima indagine ha certificato che la quasi totalità dell’impresa italiana è di dimensioni small. La tendenza al Nord non smentisce l’organizzazione flessibile che conta in media 5 addetti per azienda. E’ la forza del Paese. Non è la grande industria ma la laboriosità operosa di chi viene da sè e cerca nuovi mercati. Secondo voi queste imprese sarebbero disposte a uscire dall’euro o piuttosto chiedono di lavorare di più in Europa, esportando il proprio valore aggiunto? E’ davvero l’euro il male che affligge le aziende o non lo sono magari il fisco, la burocrazia, la malagestio della cosa puybblica?  imprese sole 24 ore

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6 Comments

  1. Paolo says:

    L’euro è un problema, perchè non permette la svalutazione che consente riallineamento.

  2. giancarlo says:

    Questo 88,2% è quello che ha tenuto in vita questo paese da sempre !!!!!!!!!!
    Oggi lentamente ma inesorabilmente sta scomparendo.
    Se a roma pensano di tenere in piedi la baracca italiana con le poche grandi industrie rimaste che frodano a loro piacimento e alle medie in serie difficoltà,…bene come sempre sbagliano a fare i conti.
    Infatti dopo decenni a foraggiare le grandi industrie e con meno solerzia le medie……per le piccole attività tutti a cominciare dalle banche e poi dal fisco si sono accaniti nello spolpare tutto quello che c’era da spolpare.
    Adesso che il trend si è rovesciato non c’è più tempo per fermare l’effetto domino.
    Ogni piccola o media attività che chiude….e continuano a chiudere……..altre vengono trascinate nel vortice negativo dei fallimenti, concordati etc..etc….
    L’imbuto o meglio il buco nero creato dal fisco italiano ingoia tutto ormai e non fa più distinzione.
    Le banche sono al palo…..chi ha più il coraggio di avvicinarsi ad esse ?!
    Ai risparmiatori sono stati rubati/truffati miliardi bruciando anni e anni di sacrifici e risparmi.
    La più bella costituzione del mondo sarà anche bella ma l’hanno fatta morire di vecchiaia non avendola quasi mai applicata in tutti i suoi articoli.
    Cialtroni, mascalzoni hanno occupato le poltrone per sedersi sopra e fare i loro comodi dando sempre a bere agli italioti che loro stavano lavorando………….sì per loro e per i loro partiti. Punto.
    I sindacati poi facciano il piacere di andarsene anche loro in pensione come dovrebbe fare anche Napolitano che ancora osa esternare come se l’italia stesse in piedi per lui e solo per il colpo di stato che fa fatto senza che nessuno avesse da ridire.
    Ma come si fa a dire qualcosa di positivo su questa classe dirigente se basta girarsi in qualsiasi punto della società che si vedono solo disastri, inefficienze e tradimenti della patria che non è la mia.
    La mia Patria è il Veneto e nessuno me la toglie dalla testa e dall’anima.
    WSM

  3. Orazio says:

    Come ben vedo, è non è la prima volta, state volutamente omettendo di dire che, uno stato che emette moneta, non ha assolutamente bisogno, di dover tasse ne tanto meno di andare a prendere in prestito soldi, ad una banca estera nonché privata. Evidentemente per chi non conosce il sistema monetario, quella è la soluzione più spiccia, ma anche la più stupida.

  4. Carlo Parravicini says:

    Sicuramente le tasse, la burocrazia e la giustizia civile sono un peso insopportabile.
    Ma, ai fini della vendite (specialmente all’estero) presentarsi con prezzi molto alti per via del cambio è decisamente negativo (escludendo una piccola fascia di aziende di grande qualità).
    Questo è il freno maggiore con conseguente disoccupazione interna.
    Non solo, ho letto da qualche parte che la maggioranza di queste imprese lavora per il mercato interno, sempre più depresso dal circolo vizioso (meno esportazioni perchè care, uguale più disoccuppazione interna, uguale ulteriore diminuzione del consumo interno – o consumo di prodotti stranieri a prezzi più bassi- e il ciclo negativo continua ) – già successo con lo SME fino al 1992.
    Si può intervenire con una drastica riduzione delle tasse che darebbe ossigeno a investimenti e consumo.
    Ma l’Europa lo impedirebbe per la possibile iniziale flessione delle entrate fiscali .
    Comunque senza sovranità monetaria l’effetto non durerebbe per sempre, al progressivo riallineamento dei prezzi si innescherebbe il solito ciclo negativo: importazione di beni più economici, minor produzione interna, disoccupazione, ecc.).
    L’unico sistema già collaudato con successo negli anni 80 e post 1992 è la svalutazione competitiva.
    Naturalmente fatte le fantomatiche riforme ( fra quanto tempo ? Chi ci crede ? ) ne riparleremo.

    • Padano says:

      Ma come si può realmente pensare che la “svalutazione competitiva” sia un vantaggio competitivo?

      La cosa incredibile è che c’è gente che a queste baggianate ci crede…

    • Orazio says:

      Assolutamente d’accordo… Ma questi… Fanno orecchie da mercante.

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