L.I.F.E. Lombardia, non c’è alternativa allo “sciopero fiscale”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

La politica fiscale del governo si è odiosamente concentrata soprattutto contro il ceto medio, contro la piccola impresa e contro le professioni, colpevoli di “resistere “ a governi pseudo democratici, quella attuale è la politica contro il lavoro! Perché  la grande industria non crea, ma espelle il lavoro, mentre le P M I cercano di creare continuamente posti di lavoro, ma oggi  purtroppo devono mantenerli faticosamente, anche a rischio di perdite economiche ingenti.

Il governo deve detassare chi assume, chi apre un negozio, un laboratorio,una piccola impresa, chi reinveste i propri utili e rafforza la produttività, abolire l’IRAP, ridurre l’IRPEF al 23%, l’IVA al  15%, queste sono le priorità. L’imposizione fiscale deve avvenire con il consenso del popolo tramite i suoi rappresentanti o meglio ancora come avviene in Svizzera,tramite voto diretto della popolazione.

Da oltre vent’anni abbiamo concesso a Governi e Parlamento di qualsiasi colore partitico di decidere sulle nostre attività  i quali hanno attuato una tassazione di tipo arbitrario, favorendo una parte minima della popolazione  rispetto ad un’altra che è la maggioranza (dipendenti, pensionati, imprenditori, artigiani, commercianti, etc.) trasformando le tasse applicate a quest’ultima in una vera e propria estorsione!

Come reagire, una proposta ci sarebbe cercare di diffondere, in una percentuale elevata dei cittadini, l’idea che l’unico mezzo per affrontare un conflitto non-violento con il potere politico-costituzionale, è proprio questo, lo sciopero fiscale. Se per ipotesi nessuna delle vie legali alle riforme  verrà consentita, allora non c’è che la strada di una forma di ribellione.E la ribellione verrà preparata con una educazione dei cittadini alla misura del rifiutarsi di pagare le imposte.

Lo Stato vive con i nostri soldi, colo rutto del nostro lavoro,ma questo Stato è nemico di chi lavora. Pertanto o questo Stato cambia in fretta, o non ci sarà alternativa!

LIFE  Lombardia – Delegazione regionale  (Ferruccio Bracci)

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13 Comments

  1. Paolo Lamperti says:

    Qua i commenti sono troppo critici, disfattisti e riguardanti il proprio orticello, se avete altre idee, fondate anche voi un gruppo e datevi veramente da fare ad eseguire ciò che consigliate ad altri.
    Non è importante da che parte si inizia a mordere la preda, l’importante è dare il primo morso, quindi se volete fare parte di questo branco bene, altrimenti andate a rosicare l’erba.

  2. giorgio masocco says:

    Signor Bracci, se pensa di fare la rivoluzione in Lombardia solo con gli articoli, Lei è un altro cadregaro. Le ho scritto circa una settimana fa, da iscrito al LIFE in Lombardia. Risposte zero. Bravo Bracci, la rivoluzione delle paarole è finita da tempo. Un Leone di San Marco di Lombardia.

  3. stefano says:

    Questo dello “sciopero fiscale” è un tema che ritorna spesso negli ultimi 20-25 anni. Tuttavia a mia memoria, non è mai stato affrontato seriamente, tranne che in alcuni sporadici momenti e per determinate micro-categorie come ad esempio nel caso delle quote latte.
    Chiunque voglia organizzare e guidare una protesta fiscale credibile, con un minimo di possibilità di partecipazione, e che metta davvero alle strette il governo, deve studiare le leggi e regolamenti, scovare i loro punti deboli e le smagliature, dare direttive chiare, semplici e che comportino il minimo rischio per gli aderenti. Mica facile!
    In alternativa, basta aspettare: la “protesta fiscale” scoppierà automaticamente, tra non molto, quando semplicemente si aprirà il portafoglio e dentro non ci si troverà più nulla.

    • Dan says:

      Naaa niente di tutto questo.
      Ci vogliono solamente le palle di coinvolgere la gente che è veramente stanca (non quelli che mugugnano e poi li trovi due ore prima della scadenza alla posta a pagare) e fargli capire che se oggi non pagano domani non saranno lasciati soli nel senso che se lo stato si presenta per sequestrare, trova veramente i fucili ad aspettarlo.

      E’ ovvio che se ci si limita agli slogan ed i mitici bergamaschi armati, nessuno si metterà a fare lo sciopero fiscale sul serio

  4. Andrea Pellis says:

    Sarebbe ora che cominciaste… Magari partendo dal versare il lordo in busta ai dipendenti.

  5. Maxdemax says:

    Sbagliate . . non si può fare, è illegale.. si passa dalla parte del torto. Ma si può fare delle altre cose assolutamente legale. Decidiamo di non acquistare più niente e dico niente dalla COOP ad oltranza, cosi salta la COOP, vuoi vedere che si mettono tutti sull’attenti. Diciamo che questa strategia del (mi siedo e non compro niente da.. la portiamo avanti fino a che lo stato non 1.toglie il finanziamento ai partiti, 2. non da più di 5.000€ al mese a qualsiasi persona che lavori per lo stato o parastatali.3. Non riduca il nunmero dei parlamentari, cancelli le regioni.Che i partiti politici ci rendano immediatamente i soldi che hanno intascato illegittimamente. Che i parlamentari seduti li illegitimamente ci restituiscono il mal tolto e se ne vanno . . vuoi vedere che OPLA . . con 2 mesi di (non acquisto) cambia tutto . . signiori miei si può cambiare l’Italia in 60 giorni.. se.. e solo se decidiamo verramente di farlo. Chi è il gruppo di supermercati che fa più fatturato.. sciopero dell’acquisto prima a lui, poi via via gli altri in ordine decrescente. Per 60 giorni posso anche andare alla bottega in centro. Poi si può anche decidere di non comperare Illy o Coca Cola oppure non andare al McDonalds.. ma penso che la Coop sia per motivi politici il siggetto più sensibile.

    • È un’ottima idea ma dubito ottenga successo, sono anni che i sinistri predicano di non comprare da Esselunga ma non mi pare abbia avuto cali di fatturato.
      Prendersela coi produttori è la stessa strategia che sta usando lo Stato italiano.
      La vera strategia è abbattere lo Stato italiano parassita ed il suo contorno di lacchè.

    • Simone Tretti says:

      Con il perbenismo del “legale” di persone quali lei e tante altre (più tutti quelli che han paura), i politici e chi se ne aprofitta tutt’oggi, se ne puliscono il sederino e poi dicono grazie mentre la carta igenica sporca di mer*a glie la infilano tra le labbra aggiungendo anche “ma signore, sorrida! l’ottimismo è profumo della vita!”

  6. Riccardo Pozzi says:

    Giusto. Lo dico e scrivo da tanto tempo. Coraggio, dunque. Organizziamo il coordinamento con altre associazioni e movimenti, creiamo una sinergia organizzativa che individui le imposte più attaccabili e le strategie di disubbidienza più efficaci, che massimizzino il danno e minimizzino il rischio. Facco ha lanciato l’idea sull’IMU, bene si raccolga l’invito e sviluppi l’idea. Un’altra? Il canone RAI.
    Differimenti in massa, cancellazioni seguite da nuove iscrizioni per sfruttare la lentezza della burocrazia, astensioni mirate, fino al punto in cui si uscirà allo scoperto.
    Ma fino a che i soldi arrivano, questi dormono tranquilli.

  7. Dan says:

    Ancora a parlarne ? Ma sta crisi, tutta questa fame, miseria e sinonimi vari, ci sta veramente o è tutto un esercizio di stile ?

  8. luca says:

    Che significa irpef al 23% ? La flat tax se si vuole davvero farla deve essere inferiore all’ultima aliquota dell’attuale sistema fiscale e dovrebbe avere una no tax area fino a 10000 euro di reddito.
    E poi perché nn parlare di un’altra tassa odiosa che è l’ires che andrebbe radicalmente ridotta in modo da attrarre maggiormente gli investimenti esteri

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