L’O.N.U. E Il PRINCIPIO DI AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI

di ALBERTO LEMBO 

Il “principio di autodeterminazione” come diritto dei popoli, invocato già nella “Dichiarazione di indipendenza” delle colonie inglesi autoproclamatesi Stati Uniti d’America, entra solo più recentemente nel sistema delle relazioni internazionali. Appena accennato nello Statuto della Società delle Nazioni trovò maggiore spazio nella Carta delle Nazioni Unite come principio giuridico codificato, vincolante per l’Organizzazione e per gli Stati membri come norma di diritto internazionale generale.

Il principio di autodeterminazione recepito nella Carta dell’O.N.U. fu il presupposto su cui si fondò il processo di decolonizzazione successivo alla Seconda Guerra Mondiale, venendo invocato come diritto collettivo parificabile ai diritti fondamentali della persona umana. Ne conseguì che la rivendicazione dell’autodeterminazione da parte di un popolo implicava il riconoscimento del suo status di potenziale nuovo soggetto di diritto internazionale, indipendentemente dalla volontà dello Stato da cui dipendeva o di cui faceva parte e con il rispetto di questo diritto da parte degli Stati membri.

Tutto questo rimase però molto spesso sulla carta perché, evidentemente, se si era d’accordo in linea di principio, quando si presentavano situazioni che toccavano gli interessi delle maggiori potenze anche il principio perdeva valore… Addirittura si giunse a negare la possibilità di applicazione concreta del principio richiamandosi ai lavori preparatori della Carta delle Nazioni Unite che aveva contraddittoriamente escluso il diritto di secessione delle minoranze (punto su cui U.R.S.S. e Cina comunista erano estremamente sensibili). Tra questi due estremi si consolidò una ambigua posizione per cui accanto al principio di autodeterminazione dei popoli la comunità internazionale riconosceva come principio fondante quello della sovranità e del rispetto dell’integrità territoriale degli Stati indipendenti, purchè retti da un governo democratico rappresentativo di tutta la popolazione dello stato che garantisse i diritti delle persone e delle formazioni sociali esistenti nei loro confini, concetto piuttosto elastico e spesso interpretato a senso unico.

Questo orientamento è contenuto e chiaramente esplicitato nella sua espressione formale e ufficiale nella Risoluzione XXV del 24 ottobre 1970 la quale afferma che “Nulla… è inteso ad incoraggiare o legittimare azioni volte allo smembramento totale o parziale dell’integrità territoriale o dell’unità politica di Stati indipendenti e sovrani che rispettino i princìpi dell’eguaglianza e all’autodeterminazione dei popoli e dotati di un Governo rappresentativo di tutta la popolazione appartenente al territorio, senza distinzioni di razza, religione o di colore”. Su questa base fu a suo tempo negato il diritto all’autodeterminazione al Katanga, al Biafra e ai Kurdi del Kurdistan dell’Iraq.

La Dichiarazionedi Helsinki (per l’Europa) e quella di Banjul (per l’Africa, nel 1981) sono tornate esplicitamente sul tema. Credo opportuno ricordare i termini esatti della Dichiarazione di Helsinki (1 agosto 1975) perché non esattamente conosciuti o non correttamente divulgati.

L’Atto finale della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (Dichiarazione dei princìpi che reggono le relazioni tra gli Stati partecipanti) affermava al punto VIII. Eguaglianza dei diritti e autodeterminazione dei popoli: “28. Gli Stati partecipanti rispettano l’eguaglianza dei diritti dei popoli e il loro diritto all’autodeterminazione, operando in ogni momento in conformità ai fini e ai princìpi dello Statuto delle Nazioni Unite e alle norme pertinenti del diritto internazionale, comprese quelle relative all’integrità territoriale degli Stati. 29. In virtù del principio dell’eguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli, tutti i popoli hanno sempre il diritto, in piena libertà, di stabilire quando e come desiderano il loro regime politico interno ed esterno, senza ingerenza esterna, e di perseguire come desiderano il loro sviluppo politico, economico, culturale e sociale. 30. Gli Stati partecipanti riaffermano l’importanza universale del rispetto e dell’esercizio effettivo da parte dei popoli dei diritti eguali e dell’autodeterminazione per lo sviluppo di relazioni amichevoli tra loro come tra tutti gli Stati; essi ricordano anche l’importanza dell’eliminazione di qualsiasi forma di violazione di questo principio”.

Con un colpo al cerchio ed uno alla botte si rinviava alla Carta dell’O.N.U. e alle sue scelte di opportunità. In pratica, al di là di tante illusioni ancora coltivate da alcuni, è stato scelto di proteggere lo status quo, privilegiando gli interessi degli Stati già membri, indipendentemente dai princìpi generali che valgono quando fa comodo e vengono ignorati negli altri casi. Gli esempi più recenti sono ben noti per dover essere citati…

 

 

                                                                                              Alberto LEMBO

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20 Comments

  1. Giancarlo says:

    Dimenticavo.
    La prossima volta che qualche Veneto venisse ingiustamente arrestato…abbiamo visto che fine hanno fatto le accuse per quelli del famoso TANKO, la prossima volta la cosa avrà risonanza mondiale perché denunceremo alla corte suprema dell’Aia l’italia per violazione dei diritti dell’uomo e quant’altro ora non voglio anticipare…..staremo a vedere poi in quale mondo siamo costretti a vivere grazie a stati come quello italiano che nega le libertà fondamentali dei cittadini ( scusate sudditi) .
    Non rispetta nemmeno più le sentenze della sua corte costituzionale, dunque…….
    WSM

  2. Giancarlo says:

    Per chi non lo sapesse è già stato formato un PARLAMENTO PROVVISORIO DELLA REPUBBLICA FEDERALE VENETA dopo il referendum digitale del Marzo 2014 che ha visto oltre 2.300.000 veneti votare. l’89% ha votato per l’indipendenza e questo referendum è stato certificato ben due volte.
    Andate sul sito di PLEBISCITO.EU e leggeteVi tutto.
    Noi non abbiamo più nulla da spartire con l’Italia e dopo alcune leggi che son in via di studio e definizione e quindi saranno approvate, non ci rivolgeremo né all’italia né agli italiani per ottenere l’indipendenza, ma solamente presso le Istituzioni Internazionali.
    Poiché il debito pubblico italiano non potrà essere onorato né oggi né fra 20 anni, è solo questione di tempo e dovremo assistere al default italico. Noi allora dovremo essene già usciti.
    Ricordo inoltre a MATTIA e a tanti altri che il VENETO ” regala ” oltre 20 miliardi all’anno a Roma, la quale sappiamo tutti come sperpera il denaro guadagnato con il sudore da noi Veneti. Degli altri se sono contenti così, se la tengano pure questa italia di corrotti e mafiosi, noi non abbiamo mai concorso a formare il debito pubblico, quindi pagatevelo e finitela di disinformare. Unico lavoro di cui siete capaci e di cui avete l’eredita romana di antica memoria: DIVIDI ET IMPERA !!!!!!
    Caro MATTIA, invece di contrastarci pensa a come salvarti dal disastro economico……perché forse tra qualche mese non ci sarà più lo stato italiota a pagarti lo stipendio.
    WSM

  3. Antonio Patania says:

    Ci sono tutti gli estremi per l.indipendenza poiché anche l.Italia non e più sovrana.Sussiste un occupazione di organi sovranazionali monetari che usano l euro una moneta non di proprietà degli stati che sta portando a continue cessioni di sovranità politiche -monetarie e di parti strutturali della nazione al pari di una occupazione bellica trasformando la forma repubblicana in una oligarchia e facendo perdere a tutti pian piano i diritti inviolabili-sociali- umani -che devono essere garantiti sia dal diritto interno che da quello internazionale.Purtroppo i risultati sono diversi e cioè fallimenti pignoramenti suicidi debiti ecc ecc

  4. Antonio Patania says:

    La vera indipendenza si ottiene con tutte le sovranità inclusa quella monetaria .L.euro non e una moneta sovrana

  5. GIANCARLO says:

    Una cosa è certa al 100% che il popolo Veneto lo è da oltre 1.100 anni ed il fatto che ci sia stata un’interruzione di 150 dovuta a Napoleone il “becar” con di mezzo l’Austria e poi i Savoia con l’Italia, ciò non toglie che siamo un vero e proprio POPOLO anche oggi.
    Dispiace solo che l’Italia invece di valorizzare e far risaltare le varie peculiarità,diversità,storie e culture dei vari popoli italici, li abbia mortificati cercando in tutti i modi di annullare le loro identità. Cosa che non fa con gli extra comunitari i quali difficilmente si integrano e mantengono la oro identità,cultura,religione etc..etc..
    QUINDI il referendum tenuto fa il punto della situazione ed è un punto di partenza per ottenere l’indipendenza.
    Mi auguro solo che non si debba fare come la Crimea con alle porte o anche all’interno un’esercito amico che ti aiuti a venirne fuori CON LE BUONE O CON LE CATTIVE.
    W SAN MARCO SEMPRE

    • Mattia says:

      Ma dov’è questo popolo veneto di cui parli? Io non l’ho mai visto. Io mi sento veneto solo perché nato in una regione creata negli anni 70, un organo amministrativo decentrato dello stato, che prima dell’entrata in vigore della costituzione nemmeno esisteva. Che caratterista differenzia me, cittadino italiano nato a Padova da un cittadino italiano nato a Bologna? Siamo due popoli diversi perché qualche secolo fa i suoi avi erano governati dal Papa e i miei dal Doge? Un conto è rivendicare autonomia fiscale, ma inventare tutta questa pagliacciata del popolo Veneto… Allora io rivendico in quanto Padovano l’Indipendenza dalla Serenissima perché prima di essere inglobati nella repubblica dei Dogi, eravamo una fiorente e libera città, governata dai Carraresi. Ecco io invoco l’autodeterminazione del popolo Padovano perché è ben noto che i Veneziani sono per noi degli stranieri invasori di un altro popolo esattamente come Napoleone, gli Austriaci e i Savoia lo furono per voi. Tiè.

  6. miragoli g says:

    è desolante.
    ho aperto questo sito per capirei limite della legge
    riguardo”autodeterminazione dei popoli”.
    per il caso ucraina
    e leggo testi rivendicazioni di scissione di varie minoranze.
    ma il mondo deve esplodere !!

  7. Elisa says:

    Uno dei limiti al principio di autodeterminazione dei popoli è che tale principio non può essere invocato per giustificare la secessione di una parte di popolazione dello stato. Il Veneto non è uno stato occupato, e la popolazione veneta è a tutti gli effetti popolazione italiana. Rassegnatevi dunque, e soprattutto informatevi. Sveglia.

    • Amedeo says:

      hai ragione Elisa, ma solo in parte. come hai ben detto il diritto all’autodeterminazione dei popoli non può essere invocato per giustificare la secessione di una parte di popolazione dello stato, come la regione veneto, ed é qui dove molti non capiscono che la regione Veneto NON RAPPRESENTA il popolo Veneto, in realtá siamo uno stato uccupato.
      dopo l’invasione napoleonica il ducato di milano e mantova e la repubblica veneta furono succeduti dal regno lombardo veneto.

      il Lombardo Veneto é un territorio occupato illegalmente dal 1866. (gli austriaci RINUNCIARONO alla sovranitá sul lombardo veneto) l’italia non ha sovranità sul nostro territorio. possiamo tornare all’indipendenza legalmente senza violare trattati ne il diritto internazionale.
      é giá stata creata la federazione lombardo veneta, istituzioni federali che rappresentano lo stato mantovano, lombardo e quello veneto. sarebbe da presentare una causa in corte internazionale di giustizia (corte dell’Aia) contro l’italia, pero’ mancano i fondi e gli avvocati
      http://www.lombardoveneto.net

  8. viva l’onestà di alberto lembo!!!

  9. fabrizio says:

    SI ALL AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI PADANI!
    PADANIA LIBERA.INDIPENDENTE E SOVRANA!

  10. floriano says:

    Carissimo Fratello VENETO, hai un’idea di quanti guai hanno i FRATELLI VENETI, di carattere giudiziariO tra spese di avocati e rogne varie a causa della giustizia italica, che, CON GIUSTISSIMA CAUSA hanno ripudiato la SCHIFOSA marchiatura italica RICONOSCENDOSI VENETI PURI AL 100%,?
    non per vigliaccheria ma per prudenza ti dico, che quando sei nei guai, anche i Fratelli VENETI sono pronti per lasciarti da solo.

    meditare!!!!!!!

    P.S. prova esporre questa domanda o INIZIATIVA POPOLARE, scrivendo un e-mail info.di VENETO STATO.org.

    W SAN MARCO SEMPRE

  11. Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

    UN NUOVO PERCORSO PER LA RESTAURAZIONE MARCIANA – PROGETTO DI SINTESI

    OBIETTIVI:
     Riorganizzazione del territorio (confini autodeterminati dai Popoli Europei)
     Unione Confederale di Popoli Sovrani Europei
     Eliminazione degli Stati centralisti.

    TARGHET VOTANTI:
    • Indipendentisti, federalisti, autonomisti, scocciati dalla partitocrazia rappresentativa italiana, delusi della politica in generale, di destra di sinistra e di centro.

    STRATEGIA DEL PERCORSO:
    1. Livello – Unioni (Patti) federali tra Comuni secondo Storia, Lingua, Coltura, Tradizioni
    (riunificazione di Popoli liberi e sovrani – rideterminazione dei confini)
    2. Livello – Unione confederale dei Popoli Europei (Liberi & Sovrani)

    CAUSA: Costituzione Confederazione di Popoli Sovrani & Indipendenti

    LOGO – STRUMENTO POLITICO:
    Il contenitore politico “I RIFORMATORI” si intende aperto all’unione di qualsiasi Movimento o Partito che condivida

    l’OBIETTIVO POLITICO: SOVRANITA’ DEI POPOLI
     LOGO COMUNALI: “i Riformatori”
     LOGO PROVINCIALI: “i Riformatori”
     LOGO REGIONALI: “i Riformatori”
     LOGO POLITICHE: “i Riformatori”
     LOGO EUROPEE: “Unione Confederale dei Popoli Europei”

    SCOPO SOTTESO:
    • RI-UNIFICAZIONE DI TUTTO IL POPOLO VENETO (Da Crema a Perasto)
    GESTIONE AMMINISTRATIVA
    • Democrazia Diretta – Sovranità Popolare.
    ORGANIZZAZIONE CENTRALE
    • Parlamento dell’Unione Europea dei Popoli, costituito dai delegati dei Comuni della Unione federale dei Popoli Europei – nomina il Presidente dell’Unione e il governo della Confederazione Europea
    • Competenze: moneta unica, difesa, politica estera, politica immigratoria, politica economica, politica fiscale, grandi infrastrutture.

    Oggi la galassia delle forze Venetiste, non riesce a trovare lo spirito associativo per costituire un forte Movimento unitario. Un Movimento politico, che sappia dare corpo alle forze economiche culturali e sociali che il Veneto ha sempre espresso e che sono state addirittura trainanti dell’economia nazionale nell’ultimo cinquantennio.

    La forza della società Veneta è stata frenata nella sua espansione dai lacci di una società nazionale (politica ed economica) che la ha sfruttata sia con una eccessiva pressione fiscale che con una carenza di investimenti e di risorse. Questa società è in grado di esprimere valori di altissimo livello come la Storia ci ha insegnato sia in temi di Giustizia, Organizzazione dello Stato, Assistenza Sociale e Sanitaria, il tutto improntato a criteri di autentico modello di vera democrazia e laicità.

    La nostra proposta politica e obiettivo è, da una parte quella di ri-unificare tutto il Popolo Veneto (da Crema a Perasto) con la Venezia Capitale ricostituendo un’area geopolitica le cui peculiarità hanno costituito da sempre una grande forza economica, oggi però, divisa in più Regioni e Stati; dall’altra quella di coinvolgere indirettamente forze estranee alle nostre in grado, però, di aiutarci fattivamente per il raggiungimento della nostra causa.

    Motore e strumento per trasformare il nostro sogno in realtà è l’idea innovatrice della costruzione di un grande Movimento Transnazionale Riformatore Indipendentista Europeo, nato dalle società civili, politicamente trasversale (né di destra, né di centro né di sinistra; da sud a nord, da est a ovest).
     Dove, gli eletti siano soggetti all’anagrafe patrimoniale, preparati, motivati, cristallini, senza condanne.
     Dove, la gestione del Movimento sia pubblicizzata da bilanci certificati e la vita sociale degli iscritti avvenga attraverso internet.
     Dove, l’azione politica del Movimento sia senza patteggiamenti o inciuci di sorta con chicchessia.
     Dove, proponga una riorganizzazione territoriale generale e politica per una nuova Europa Confederale di Popoli Sovrani e non di Stati nazionalisti accentratori, fautori di guerre fratricide).
     Dove, quei Popoli che Storia. Lingua, Cultura, Tradizioni, consci di ri-conquistare i propri valori, possano realizzare le condizioni giuridico – istituzionali per consentirne l’indipendenza e un maggior sviluppo economico.
     Dove, l’unione di cittadini e la conseguente costituzione di Popolo, sarebbe confermata e avvalorata da referendum comunali consultivi (senza quorum), dando vita ad aggregazioni politiche a geometria variabile.
     Dove, la gestione politica di ogni Popolo Sovrano applicherebbe il sistema della Democrazia Diretta (come la Svizzera per capirci), abbandonando il metodo della Democrazia Rappresentativa, madre della partitocrazia corrotta e del malaffare (basta partiti).
     Dove, pochissime sarebbero le competenze al governo centrale federale: moneta unica, difesa, politica estera, politica economica, politica fiscale, politiche del lavoro, grandi infrastrutture.

    Con questo progetto si potrà ottenere una grande forza politica che inciderà a livello transnazionale, da nord a sud, da destra a sinistra considerando che tale Movimento è di natura politica innovativa, trasversale, territoriale, moralizzatore e quindi sarà in grado di scardinare, riformare radicalmente e democraticamente anche l’attuale sistema partitocratico corrotto e del malaffare italiano.
    Con questo progetto i voti degli europeisti, degli indipendentisti, dei leghisti, degli autonomisti, dei venetisti, degli sfiduciati della politica, potranno tutti uniti, condividerne la causa.

    Con questo progetto, si potrà determinare (nel nostro caso), la possibile restaurazione di una moderna, democratica, indipendente, sovrana Euro-Regione Marciana, condivisa dal voto di elettori anche non veneti, che mai avrebbero votato o concesso ipotesi secessioniste o autonomiste.

  12. silvia garbelli says:

    Spesso è sufficiente la conoscenza dei propri diritti a dare speranza e consapevolezza di quanto è lecito e al tempo stesso di quanto si può attuare !

    Sono convinta che la gran parte dei cittadini ignori questa possibilità legale e democratica di scegliere il proprio destino, ma presumo anche che molto poco sia fatto, soprattutto dalle istituzioni, per favorirne la diffusione.

    Quali timori, quali paure a riaffermare con decisione i propri diritti potrebbero fermarci, proprio a fronte di una realtà che ci condanna a vivere quotidianamente spesso privi di diritti ? Certo, è forse un percorso lungo, ma solo
    il coinvolgimento generale di un popolo o o più popolazioni permette di conseguire attraverso le leggi un livello di libertà che implichi il ripristino del rispetto della propria esistenza e della propria cultura.

    Ed è quando tutto sembra disperatamente andato perduto che bisogna riflettere e agire tenendo a mente, e magari recitando come fosse un mantra, questo principio di fondamentale rilevanza.

  13. orazio says:

    TRATTORI CAMION RUSPE FURGONI SCAVATORI ED OGNI ALTRO GENERE DI ATTREZZATURA ADEGUATA …….AL SEGNALE CONVENUTO LIBERIAMO IL VENETO

  14. gene says:

    caro Alberto, sono d’accordissimo con te. ma credi che l’italia tema questi articoli? no. essa stessa ha firmato e ratificato trattati e trattati. non li teme. sai perché? perché facendo così, l’Italia stessa, appoggiando il diritto internazionale, si toglie dai maroni qualsiasi ingerenza dell’ONU perchè l’italia ha tutte le proprietà giuridiche per permettere un cammino di libertà ai popoli che lo pretendano.

    ora… il problema è che se le leggi ci sono, non bisogna ribadirle ma prenderle ed usarle. ci sono? c’è gente che ha smesso di aspettare che vi sia una conferma da non so chi per agire in libertà. questo è il punto di partenza. doabbiamo iniziare ad agire. solo così prendono in considerazione la situazione.

    ed agire vuol dire con piccoli passi di libertà di persone che si espongono esercitando i diritti che lì sono scritti. questo è quello che ha fatto chi ha rinunciato alla cittadinanza italiana per dichiararsi veneto soltanto.

    questo è il passo che in molti ci auguriamo, ma evitiamo di fare per timore, paure… soprattutto quando tutta l’intelligentia di un paese non può esercitare se non italiana ed iscritta agli ordini.

    io mi sono stancato e sto dalla parte di chi, nel rispetto dei diritti umani e della tradizione veneta inizia a comportarsi da libero.

    questa è la maturità del diritto veneto oggi come oggi. basta essere lì ad aspettare che siano gli altri ad aiutarci. ci vuole coraggio ed agire! l’intelligentia deve smettere di leggere libri e deve sostenere questa comunità di persone che si sono rese libere!

    che ne pensi?

    • floriano says:

      COGLIONI E RASSEGNATI. 3a PARTE

      MA COSA VOGLIAMO AGIRE NOI: VENETI COGLIONI E RASSEGNATI?
      29/02/2012, RUBATI, DALLE CASSE COMUNALI IL 50% DELLE NOSTRE TASSE E FINITI NELLA CASSA UNICA DI QUESTO STATO INFAME E LADRO E I SINDACI VOTATI DA NOI VENETI, COGLIONI E RASSEGNATI, NON HANNO NEANCHE FIATATO,

      MA ALMENO CI SIAMO CHIESTI PERCHE’ NON HANNO FIATATO AL DI FUORI DI QUALCHE SINDACO CHE HA SCORREGGIATO DANDO ARIA ALLA CORDE VOCALI, SENZA OTTENERE NESSUN RISULTATO?

      PERCHE’ E’ COLPA NOSTRA DI NOI VENETI RASSEGNATI E COGLIONI, CHE NON ABBIAMO AVUTO IL CORAGGIO DI SCENDERE IN PIAZZA IN UNA RIVOLTA POPOLARE A DIFESA DEI NOSTRI DIRITTI RAPPRESENTATI DAI SERVIZI CHE OGNUNO DI NOI GLI SI ASPETTA IN BASE ALLE TASSE CHE PAGA, CARI I MIEI FRATELLI VENETI COGLIONI E RASSEGNATI COSI’ NON VA’ BENE!!!
      CHE COSA’ SI DOVRA’ INVENTARE QUESTO STATO ITALICO DI MERDA, PERCHE’ NOI VENETI COGLIONI E RASSEGNATI DOBBIAMO TIRARE SU LA TESTA??????
      P.S. IL PROSSIMO FURTO AI COMUNI E’ PREVISTO A FINE MAGGIO, VEDI’ VOIALTRI

      VENETO STATO.org
      W SAN MARCO

      • gene says:

        sono d’accordo con la tua reazione.

        da quando ho visto gli stessi partiti politici rallentare l’azione della gente mi sono tolto.

        io preferisco muovermi non aspettando il referendum per sapere che sono veneto.

        stiamo organizzando una nuova forza che non sarà politica, ma popolare. se ti può interessare, fatti avanti che ne discutiamo.

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