L’India ha il Telangana libero, noi la Tasi

di STEFANIA PIAZZO

Mentre siamo in balia della Tasi, di cui nessuno più parla, vero e proprio esercizio di cleptomania cattocomunista, e mentre l’idolatria del 2 giugno si è già consumata con la sfilata di Renzi osannato dalle folle, prendiamo atto che l’India ha proclamato il suo ventinovesimo Stato, il Telangana. La secessione è stata riconosciuta.

Ammettiamo l’ignoranza sul Telangana, ma la curiosità è troppa. E così scopriamo che è un’area povera, ma vuole pensare da sé alle cose di casa propria. Scopriamo che ha trafficato mica poco per esercitare il diritto all’autodeterminazione, visto che è dagli anni ’50 che lotta e fa risse col parlamento. Insomma, ora ce l’hanno fatta. Avrà una capitale condivisa per un po’ con lo Stato dell’Andhra Pradesh: Hyderabad,   importante centro informatico, sarà infatti la capitale dei due Stati. Sembra fantapolitica ma è accaduto: il premier indiano, Narendra Modi, con un messaggio su Twitter  ha assicurato che il nuovo Stato “aggiungerà forza al nostro viaggio per lo sviluppo negli anni a venire”. Capita l’antifona?

Immaginiamo che Renzi twitti: “Cara Lega, stai serena. Il Sud ce l’ha fatta prima di te. Caro Sud, nonostante l’arretratezza economica, hai deciso di farcela da solo”. Sarebbe un evento straordinario. Ma noi siamo ancora alla parata del 2 giugno  che osanna il Pd e il governo per aver introdotto la Tasi e dato come resto 80 euro a cranio.

In India invece hanno saputo digerire la paura della secessione e del caos economico, trattandosi di un’area tra le meno attrezzate per reggere il globalismo. Quante volte il Nord ha sognato di alzarsi la mattina e scoprire che Napoli ha proclamato l’autodeterminazione separandosi da Roma e Milano?

Intanto il povero ma evidentemente identitario Telangana voleva andarsene. E così è stato.  Buon per loro.

Noi invece entro il 16 giugno dobbiamo morire di Tasi. Siamo ancora fermi alla foresta di Sherwood.

Aristotele scriveva che l’anima immortale dello Stato è nei suoi tribunali e nelle sue forze armate. E nelle sue tasse.

Prendo ad esempio il sito web del mio Comune. Si viene indirizzati a questa pagina poco confortante, le sigle diventano già tre:

calcolo Imu/Tasi 2104 – Iuc.

E già appare la Iuc, l’imposta unica comunale. E’ lì infatti che si apre un altro link e che si inizia a esplorare l’inferno. Ecco la specifica:

L’Imu si versa possedendo: fabbricati o aree fabbricabili o terreni agricoli.  La Tasi si paga se si hanno fabbricati o aree fabbricabili. Cosa cambia? Niente. Se hai la seconda casa ti ricucchi l’Imu. E la Tari si paga se si hanno locali o aree scoperte che possono produrre rifiuti urbani. E’ la tassa rifiuti.

Quindi, quante cose si pagano e come? Allora, per la Tasi ovvero l’Imu per l’abitazione principale, la legge prevede la stessa base imponibile dell’Imu, e una rendita da moltiplicare per 160 e per valori in diminuzione a seconda della tipologia di immobile. Aiutati che il ciel d’aiuta. Nebbia più densa per la Tari. “Fintanto che non verrà attivata una specifica procedura di interscambio tra i comuni e l’Agenzia delle entrate la superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano assoggettabile alla TARI è costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati”. E chi la calcola? Arriva il bollettino come prima per i rifiuti o ce lo calcoliamo noi entro il 16 giugno? Quanto all’Imu, si evita nel caso di abitazione principale, ma questo non  semplifica nulla. Infatti, resta il giallo Tasi. Solo per il 2014, l’aliquota è dello 0,1% a meno che il Comune entro il 31 maggio abbia deliberato diversamente. Sconti, magari per i nuclei di una sola persona? Nessuna detrazione (e un Comune come il mio è stato fino al 25 maggio scorso a guida Lega. Per fortuna!). Per la prima casa, si può pagare entro il 16 dicembre 2014, tranne che il Comune entro maggio abbia già disposto le aliquote. Semplice, si fa per dire, scoprirlo, per chi sa usare internet: lo Stato ti dice arrangiati e vai sul “Portale del federalismo fiscale”.  Ovvero devi cercare le delibere comunali. Di quale federalismo?

Così per farti due conti devi entrare nel sito del ministero delle Finanze, cercare il tuo Comune ed essere indirizzato alle delibere di giunta su Tasi, Imu e Tari. Le apri e te le leggi fino alla fine per capire di quale aliquota morire.

Detto questo, prendi in mano il rogito, estrai il numero di particella (il mappale), il numero di foglio e il relativo comune, la categoria di abitazione e clicchi per l’aggiornamento della rendita catastale, che è essenziale per calcolarti la Tasi.

Una volta calcolata la rendita, inserisci sulla scheda di calcolo Tasi indicata dal Comune se vuoi pagare in una o due rate, aggiungi la rendita, agiti bene per un paio di minuti ed ecco che esce la tassa, ovvero la vecchia Imu. Che quindi è tutto meno che abolita. Infine, l’amministrazione fiscale ti dice che puoi stamparti l’F24 per pagare, basta inserire i tuoi dati anagrafici ma, attenzione bene, devi accettare che la responsabilità dei dati inseriti è tutta tua.

Ma come? Le cifre e i calcoli delle Finanze e dell’Agenzia delle Entrate valgono fino a prova contraria di quale altro controllore del fisco?

Le scemaggini continuano. Quando si paga la Tari? Il Comune decide due rate a scadenza semestrale. Ad oggi, intanto, nessun contribuente del Comune ha ricevuto i moduli. Occorre scoprire su internet di che si muore?

Ma nel Telangana, nuovo Stato indiano sicuramente più sovrano di noi, nella capitale del distretto informatico che fa invidia alla Silicon Valley, hanno la Iuc?

Forza Telangana, Stato senza dementi del fisco.

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5 Comments

  1. Amilcare says:

    Se tutti questi padanisti, indipendentisti, leghisti, invece di parlare e scrivere il loro sdegno e le loro incazzature, si astenessero dal pagare tasse, si sentirebbero molto meglio.
    Basta provare.
    Senza paura.
    O no?

    Parole sante !!!!

  2. Dan says:

    Ma in Telangana qualcuno penserebbe mai di andare a rompere il caz.o a delle famiglie morte di fame cominciando a blaterare di imu, tasi, tari ecc.ecc. ?
    No perchè quelli saranno anche morti di fame ma un machete per numero civico lo hanno di sicuro e sono disposti ad usarlo.

    • Tuder says:

      Infatti la Piazzo, per motivi di spazio, non lo dice; ma in India esistono molte guerriglie autonomiste che hanno successo.

  3. Albert Nextein says:

    Telangana o meno, io le patrimoniali sugli immobili non le pago.
    A prescindere da come siano denominate o spiegate nel sito del ministero delle finanze furtive.
    Non me ne interesso proprio, non entro nel merito, non faccio calcoli.
    Me ne fotto.
    Semplicemente.

    Se tutti questi padanisti, indipendentisti, leghisti, invece di parlare e scrivere il loro sdegno e le loro incazzature, si astenessero dal pagare tasse, si sentirebbero molto meglio.
    Basta provare.
    Senza paura.
    O no?

  4. luigi bandiera says:

    Io ho fatto la sfilata del 2 giugno… Mi ricordo solo della stanchezza e del caldo patiti.

    Poi l’unico che mi torna in mente e’ il presidente Segni.
    Lo ho visto bianco in volto che mi sembrava malato.

    Oggi ho visto personaggi e militari vestiti alla I^ guerra mondiale e mi ricordo che cantavano, la’ in guerra, ..NON PASSA LO STRANIERO…

    Oggi di quei soldati e sentimenti patriottici non c’e’ nemmeno un’ombra DI_VINA_ccia.

    Li vanno a prelevare per farci invadere..!! E, lo fanno, dicono, per il bene del nostro paese (inteso stato). Tanto paga il solito MONA.

    Poi la folla e i BAMBINI usati come quando c’era lui… li’ in Piazza Vittoria (ma si chiama cosi’?) e lui sul balcone dal palazzo Venezia (ma ricordo bene?) con una folla immensa che oggi se la sognerebbero i vari aspiranti e lusingati da lui per via del successo che aveva.
    Tanto successo fece che ci porto’ in guerra di qua e di la’ del Mediterraneo.

    Che bei tampi quelli quando c’era lui.
    Eh si. Ci fece riposare almeno, e al sabato e alla domenica. Oggi, invece, ci fanno lavorare 365 gg di seguito e senza una sosta… e solo PE MAGNA’… direbbero a roma da sempre predona. A parte i disoccupati che devono essere invisibili visto che non li’ vede piu’ nessuno.

    Certo che il mondo cambia, negli eventi, ma nel correre pe MAGNA’ non cambia mai.

    E vedere che tutta sta gente e’ lì che spera di avere uno sguardo particolare dai personaggi che contano (solitamente i loro soldi) e portano anche i loro bambini per farli toccare o a sventolare il trikolorinino… che pena.
    Almeno lui li faceva marciare… movimento ci vuole.

    Invece di andare lì con i forconi… a reclamare che NON SI ARRIVA PIU’ A FINE MESE..!!!!!!!!

    E loro lì a SPERPERARE… e che facce di tolla la’ sul palco per farsi vedere meglio. O per vederci meglio..?

    Vogliono avere la folla che aveva lui… ma per fare che se poi (prima o poi) sarebbero portati in Piazza Loreto..?

    Festeggiare una repubblica fondata sul lavoro (ma degli altri) non e’ mica un bel festeggiare. O si..?

    Che patrioti e che atti eroici stare lì fermi in piedi per ore a soffrire i dolori di schiena per esempio…
    Si meritano davvero la loro super paga: fin che la barca va..??

    Un saluto trikolorito a tutti…

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