Kyenge: non sono di colore ma nera e fiera di esserlo

di REDAZIONE

“Mi hanno definito la prima ministra di colore. Ma io non sono di colore, sono nera e lo dico con fierezza”. Si presenta cosi’, con la dolcezza di un sorriso e la determinazione di chi e’ sempre stato in prima linea ”a dar voce ai senza voce”, Cecile Kyenge, ministro – anzi ministra come dice lei – dell’Integrazione. Una presentazione, alla sua prima conferenza stampa, che raccoglie un monito preciso “bisogna imparare a usare le parole in modo corretto”, perche’ il cambiamento “comincia anche da qui”. E le sue di parole sono chiare: “Sono italo-congolese, appartengo a due paesi e a due culture entrambe dentro di me. Non posso definirmi completamente italiana ne’ completamente congolese, ma e’ proprio questa l’importanza della diversita’”. Diversita’, appunto. Una delle sue parole chiave: “diversita’ come ricchezza e occasione di arricchimento per l’altro”. E’ da qui che bisogna partire per “un cambiamento ” perche’ “l’Italia – sostiene – non e’ un paese razzista, ma ha una tradizione, una cultura dell’accoglienza”.

Lei che appena insediata e’ stata oggetto di insulti e offese, non se ne cura, ritiene che la societa’ civile sia dalla sua parte. “Non ho risposto a questi attacchi – spiega – anche perche’ mi sono sentita abbastanza tutelata e ho avuto il sostegno di tutti i componenti del governo”. E a stretto giro e’ arrivato il sostegno unanime del governo, in una dichiarazione congiunta del premier Enrico Letta e del vicepremier Angelino Alfano: ”Cecile Kyenge e’ ‘fiera di essere nera’ e noi siamo fieri di averla nel nostro governo come ministro per l’Integrazione. A fronte degli attacchi razzisti che ha ricevuto, a lei va, anche pubblicamente, la nostra piena solidarieta’”. “Bisogna fare tesoro della voglia di fare dei nuovi italiani, e la presenza di Cecile Kyenge nel governo riteniamo dia una nuova concezione del ‘confine’, che da barriera diventa speranza. La speranza di costruire, a partire da scuole e universita’, una vera comunita’ dell’integrazione”, concludono.

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21 Comments

  1. marco says:

    Io sono fiero di essere bianco

  2. Max Piemont says:

    In Congo hanno un bisogno disperato di medici. La Dott.ssa in questione quanti giorni del suo illuminato tempo ha dedicato al suo Popolo? Meglio dedicarsi alla carriera politica in Italia con stipendio da Parlamentare e lasciare fare a Medici Senza Frontiere e alla Umanitaria Padana, salvo poi defire i padani dei razzisti.

  3. massimo trevia says:

    io adesso vado in congo e dco di essere congolese:scommetto che mi guardano come uno strano?
    penseranno:”ma come è palllido….”.signora kienge,ma chi la autorizza a definirsi italo-concolese?semmai congo-italiana!!!e,comunque,lei dimostra il disprezzo per il sentirsi parte di un popolo ,nelle sue varie componenti territoriali,che abita la penisola da tempo immemorabile:lei non c’entra con noi ed ha,per ciò che mi riguarda,già perso il mio rispetto,che non dipende dal fatto che uno sia italiano:basta essere persone umane!!!!ma lei non è italiana e mai sarà parte di un popolo italiano,che esiste e sente per la sua terra qualcosa che non può essere contenuto solo in un documentio di identità!ah,dimenticavo…io mi sento ligure..e lei,di quale regione si sente?l’italia è fatta di questo e lei a questo oppone un sentirsi cittadina di quella falsa italia che odia le varie regioni:quella fatta dai massoni!!!!in più:ho letto che lei sarebbe anche islamica…boh?

    • Miki says:

      Ehi,calma! Mica ha detto “sono terrona e fiera di esserlo!”
      Ha solo detto “sono Zairese ma mi sento taliana”. Come sempre ognuno ha diritto di scegliere la propria corda..

  4. erik says:

    Per la cronaca in italiano corretto nonchè colto (e quindi escluso al volgo) si dice “negro” e non c’è nulla di razzista.
    Controllate sui dizionari, non ho molta voglia di dilungarmi, ma questa tesi la imparai da un noto linguista italiano, S. Segre.

    • Salice triestino says:

      Infatti anche in spagnolo il colore nero, in generale, si dice “negro”. In italiano è rimasto “negro” solo per definire gli africani, mentre per il resto si dice “nero”, non capisco perchè vogliano spacciarle questo fatto per qualcosa di razzista. Razzista è comunque uno che disprezza ed usa parole pesanti che mancano di rispetto, anche se dice “nero” invece di “negro”.

  5. gigi ragagnin says:

    perché non va a lavorare nel Congo ? là c’è davvero bisogno di medici, specie se luminari come lei.

  6. caterina says:

    fa bene la ministra Kyenge ad esere fiera di essere nera, bollando tutti gli eufemismi, e tutto il rispetto per la sua storia, per la sua tenacia, per aver saputo raggiungere i suoi obiettivi professionali da mettere anche a disposizione nel suo paese di origine quando vuole, ma non pensi di poter dire che la società italiana dove ora svolge un ruolo di piena fiducia e rispetto è una società “meticcia” perchè allora vuol dire che dell’Italia ancora non ha capito alcunchè, anche se ha potuto avvalersi della più grande dote di tutti gli italiani che è l’accoglienza e perciò dell’antirazzismo.
    Ancora non ha capito che in Italia ci sono i veneti, i lombardi, i napoletani, i siciliani, i genovesi, gli emiliani fra i quali si trova meglio di tutti, e nessuno intende rinunciare alla propria identità perchè è fiero di essere quello che è, come lei… essere ridotti a “meticci” suona proprio come un’offesa per tutti sempre che appunto le parole abbiano un significato come dice lei, e senza che suoni come offesa per i meticci veri.. che non sono i figli di genitori provenienti da regioni diverse…o abbiamo frainteso?

    • Miki says:

      Temo di no: più che frainteso mi sembra un mettere le mani avanti da parte di questa Kyenge: l’itaglia è GIA’ un paese multirazzista QUINDI apriamo all’immigrazione incontrollata tanto fa lo stesso…

  7. liugi says:

    Finalmente qualcuno tornerà a dire “nero” senza vergogna abbandonando il ridicolo modo di dire “uomo di colore”, che pare una presa per il culo.

  8. Miki says:

    Questa vuole ripercorrere le gloriose orme di shukri said come tipica-donna-scassamaroni-che-tanto-bastavano-già-le-italiane-non-avevamo-bisogno-di-apporti-esterni!
    Dopodichè voglio guadagnarmi anch’io la palma di multiculturale ipertricotico quindi dico “ben venga una donna e per di più dal centroafrica a spingere verso una società multietnica all’americana, in quanto l’italia è sempre più una società che fortunatamente sta buttando a mare le sue radici per guardare al Progresso e al Futuro; fatta eccezione per qualche rigurgito di vetero-europeismo di qualche Leghista e Forza Novellista che si ostina a non capire le straordinarie opportunità (mercimoniali) di un mondo tutto uguale come una palla di biliardo”. God bless america!

  9. ermanno says:

    la dottoressa NERA ,ha un curriculum di tutto rispetto
    Come portavoce dell’associazione 1 marzo ha fatto liberare dal CIE due zingari ladri ,uno dei quali e’ stato di nuovo arrestato per furto
    Questa e’ integrazione!!!
    Torni da dove e’ venuta

  10. ermanno says:

    la dottoressa CECILE come portavoce dell’associazione 1 marzo ha fatto liberare dal CIE due zingari ladri,uno dei quali appena liberato e’ stato arrestato per furto.
    Quindi ha gia’ un precedente grave e si deve dimettere
    Alla faccia dei progressisti del menga

  11. Alberto Pento says:

    Semo tuti de colore ela la xe nera o mora come ke mi a so bianco; anca el bianco lè on color.
    Ela la dixe ke la xe taliana congolexe come mi ke podaria dir ke so talian veneto;
    talian come çitadenansa ma veneto come etnia e coultura come ela ke la xe de etnia e coultura congolexe.
    L’aporto de la “coultura taliana” a vardar la sostansa lè na patena par ki ke ga na forte edentetà etnega; par ki ke no ga edentetà etnega la “coultura taliana” la xe sostansa fata de stereotepi e asenbraj edeolojeghi e mediateghi.
    Ela a difarensa de mi la ga do çitadenanse: coela taliana e coela congolexe e prasiò la xe pi siora de mi ke me toca verghene lomè ke ona, coela taliana, a cu faria volentiera de manco par ver coela veneta, se mai la vegnarà.
    Ela, mal ke la vada, la pol tornar en Congo, ma mi veneto endove podaria tornar ?
    Mi veneto, maltratà da la talia, me toca morir o migrar o conbatar la Talia e li taliani par la me lebartà e la me degnetà, purpio come li HUTU contro li TUTSI:
    https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4SjBjN3JnVmN3d0U/edit

    http://img442.imageshack.us/img442/2707/ognid.jpg

  12. Marco says:

    Vista la pessima idea di fare la conferenza stampa mentre sullo schermo alle sue spalle faceva scorrere un album fotografico di proprie immagini (con effetto foto delle vacanze), in un patetico tentativo di imitare lo stile berlusconiano, una cosa che di sicuro manca al ministro Kyenge è il buon gusto.

    E’ il momento dei furbi; dopo la Boldrini si fa strada la signora Kyenge, che si dimostra da subito politicamente corretta (ma non c’erano dubbi), cavalcando la nuova moda politico-mediatica del “femminicidio”; un altro modo per negare o nascondere che le cause degli omicidi e delle violenze sulle donne sono spesso legate a fattori legati all’immigrazione.

    Tradizioni di società maschiliste “importate”, incompatibilità culturali o semplicemente “costi” sociali di integrazione che per queste ipocrite radical chic è giusto imporre alle comunità locali, che si ritrovano a dover gestire un livello di immigrazione enorme e imposto dall’alto; quelle stesse comunità che poi vengono con estrema facilità accusate di arretratezza o egoismo se non si esprimono politicamente nella direzione del “progresso” voluto da questi scaltri politicanti.

  13. Padania libera ! says:

    è da apprezzare questa ministra .Finalmente una fiera di sè stessa,della propria etnia e/o razza ,identitaria , chissà come la prenderanno i proggresisti omologazionisti ! Gli itagliani nazionalisti ,xenofobi e razzisti che festeggiano lo scempio della distruzione del Sud (e del Nord) da parte della mafia e dei Savoia ,con i mercenari e banditi massoni come Garibaldi e Mazzini ,precursori del fascismo non a caso e della democrazia cattocomunista che purtroppo ancora subiamo sono scandalizzati ,ma ora finalmente la vera globalizzazione darà man forte al localismo e ai diritti dei popoli di autodeterminarsi e per il popolo padano (di cui la ministra è parte) ci sarà la libertà e la fine della tirannia fasciomafiosa e razzista italiota . Eh finalmente i nazidemocomunisti della Lega Nord verranno ritenuti quello che sono :impostori itagliani ,nazionalisti antipadani e statalisti xenofobi …

  14. lorenzo s. says:

    E il termine “negro” è ritenuto offensivo dalla Kyange?

  15. Dan says:

    Sarà anche una ministra nera ma è evidente che sotto sotto non le dispiace essere presa per il sedere, del resto per 20 e passa mila euro al mese, un occhio si può anche chiudere, pure se si è orbi…

    E’ corretto che un ministro delle pari opportunità debba essere donna e per di più di colore, ops nera ?

    Qualcuno potrebbe dire che lei proprio per questa ragione dovrebbe essere più “esperta” di altri ma forse il vero razzismo sta proprio in questa associazione di pensiero.

    D’altro canto viene da chiedersi quali esperienze di razzismo, in quanto donna e nera, ha vissuto la signora in questione per poter essere considerata esperta in materia e non messa lì solo per un pura ragione di etichetta e quindi proprio di razzismo.

    E’ stata per caso discriminata in quanto donna ?
    E’ giunta in italia passando da lampedusa come clandestina ed ha fatto carriera cominciando nei campi di arance come tanti altri neri ?

    Cos’ha effettivamente provato di razzista sulla sua pelle per vantare un’esperienza in materia ? Ma poi, forse, proprio per dimostrare rispetto per il personaggio non sarebbe stato meglio se avesse ottenuto un altro incarico ministeriale invece di quello delle pari opportunità ?

  16. Ruggero says:

    “Kyenge: non sono di colore ma nera e fiera di esserlo”
    Ecco, questo lo apprezzo, questa è integrazione… fino ad ora nessuno mi ha mai chiamato “stinto”!
    Sono bianco e pure io, come il ministro, fiero di esserlo!

    • paolo says:

      Se uno diventa diventa un eroe perchè si dichiara fiero di essere nero, uno che si dichiara fiero di essere bianco oggi non è più razzista. Grazie signora ministra!…o no?…boh!bampopo

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