I leghisti insistono: Kyenge e scimmie separate dalla nascita

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“Dite quello che volete ma non assomiglia ad un orango, dai guardate bene”. E’ questa la frase, scritta sulla sua pagina Facebook da Agostino Pedrali, assessore ai Servizi sociali del Comune di Coccaglio, in provincia di Brescia. Accanto alla frase c’e’ una foto con la scritta ‘Separate alla nascita’ e una foto che mette a confronto una scimmia e il ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge.

Immediate sono riesplose le polemiche e la ‘bacheca’ di Pedrali è stata invasa dagli insulti di molti utenti delal Rete. “La mia era una battuta ironica con il fine di stemperare la situazione di tensione che si era creata attorno al ministro Kyenge negli ultimi giorni. Se ci fosse stato un punto di domanda sarebbe stato un insulto, la mia è un’affermazione e quindi per niente offensiva” dice Pedrali all’Adnkronos.

L’assessore fa anche notare che la foto non e’ originale “l’ho ripostata, prendendola dal profilo di qualcun’altro”. “In piu’ -continua Pedrali- la foto non è recente, l’ho postata martedì, non capisco perche’ solo ora viene fuori questo casino”. L’assessore riconosce anche che avrebbe dovuto agire con più prudenza, ma la foto girava da un po’ e lui non pensava avrebbe fatto tanto clamore. L’assessore si è poi lamentato degli insulti che sta ricevendo sul suo profilo facebook. “Oggi avviso i carabinieri -dice Pedrali- e domani vado dalla Digos in questura per le denunce e sporgerò querela”. Pedrali ha sottolineato di aver ricevuto anche minacce di morte, con i commenti che lo mettono in guardia dal ricevere “un sacco di legnate sotto casa”.

Intanto, il ministro dell’Integrazione Kyenge è intervenuta oggi nell’aula del Senato in occasione della mozione di solidarietà del Pd, sottoscritta da oltre 260 senatori, dopo le parole di Roberto Calderoli nei suoi confronti. Kyenge, in un discorso breve ma intenso, ha detto che “essere qui oggi non e’ stato facile, ma volevo dare testimonianza dell’importanza di questo atto simbolico, per me molto forte”. Il ministro ha reso omaggio al Senato, primo luogo istituzionale in cui e’ entrata dopo la nomina, e ha aggiunto che la mozione “fa capire il cambiamento culturale che è in atto e avviene in un giorno particolare, quello del compleanno di Nelson Mandela che tanto si e’ battuto per i diritti”.

A quel punto l’aula, presieduta dal presidente del Senato Pietro Grasso, e’ stata percorsa da un lungo applauso e tutti i senatori si sono alzati in piedi. Il ministro ha ringraziato “tutti coloro che hanno firmato la mozione, coloro che non hanno potuto firmarla e l’Italia che, senza distinzioni, mi ha fatto arrivare una forte solidarieta’ trasversale che indica un cambiamento sul fronte dei diritti umani”.

FONTE ORIGINALE: AdnKronos

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11 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Premesso che io penso che dentro in Lega siano in tanti a non avere il cervello per averlo dato all’ammasso al momento dell’iscrizione, prevedo che il tale sarà mediaticamente linciato e forse di lui avrà tempo di occuparsene quella magistratura che, proprio per via del poco tempo e scarsità degli organici, trascura e lascia andare in prescrizione altre cose, tutte sicuramente meno importanti.
    Dà da pensare che se ciò fosse arrivato da sinistra, si sarebbe semplicemente trattato di “un leghista che sbaglia”.

  2. Bortolo Manin says:

    Sono sempre più sorpreso dal potenziale autolesionistico e di pubblico nocumento di questa gente, qualsiasi cosa dicano o facciano o passi loro per la “capa”.

    Le calcificazioni residuali leghiste sono riuscite a regalare a questa persona vagonate di consenso gratuito, e a darle più risalto ed autorevolezza di quanta mai avrebbe potuto sognare di averne per proprio merito dopo vent’anni di governo, o comprandosi una tv personale.

    Bravi padagni. Missione compiuta ancora una volta.

  3. Maciknight says:

    Quando frequentavo le elementari non pensavo di avere già una dotazione culturale e di immaginazione tale da poter aspirare a divenire un quadro dirigente leghista … al contrario all’epoca mi sentivo inadeguato e mi astenevo da simili cazzate

  4. Ma qualcuno pensa ancora che queste, o quelle di Calderoli siano “sparate”? Geni, queste sono tutte cose scritte a tavolino, quando si sono accorti che alla gente questa non andava giù, e sarebbe durata poco, si sono inventati questa storia. “Facciamo dire a un leghista che assomiglia a una scimmia”, ottimo, gettiamo merda sulla gente che lotta per i propri diritti (come se fossimo tutti leghisti) e salviamo il deretano ad un incapace tesserata e serva della dittatura… ma davvero non ci arrivate?

  5. liugi says:

    Tra l’altro quella scimmia non è neanche un orango, ma una scimmia del Nuovo Mondo. La quintessenza dell’ignoranza.

  6. ermanno says:

    s indignano per una “monata” e escono con minacce di morte e di legnate sotto casa…
    trovarli e costringerli ai lavori forzati in miniera,
    optional a casa loro assistenza agli immigrati.

  7. lory says:

    il Moccioso Renzi propone la cancellazione del reato di clandistinità e la simpatica Kyenge una stretta censura su internet, preoccupiamoci di questo altro che balle !!!!!!!!!!!!

  8. Riccardo Pozzi says:

    Il modo più semplice per non parlare del proprio fallimento e ..continuare a perdere.

  9. Raoul says:

    Leghisti stupidi e cretini.Dobbiamo criticare la MINISTRESSA per quello che fa e dice e pesantemente e NON PER IL COLORE DELLA PELLE,asini della lega.Dalla parte della ragione si passa dalla parte del torto.ASINI.

  10. lory says:

    per favore basta con queste menate!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  11. Gian says:

    la foto sarà anche simpatica, ma l’assessore poteva anche risparmiarsela, bastava Calderoli. In ogni caso l’arroganza della Kyenge è senza limiti siccome le hanno dato dell’orango crede di potersi paragonare a Mandela che ha fatto 25 anni di carcere… questa qui crede che in italia ci sia l’apartheid e crede di essere una piccola eroina che lotta per il bene dell’umanità, quando in realtà è solo un piccolo ingranaggio della macchina che vuole distruggere la nostra società. Però questo passa in secondo piano grazie alle scemenze sparate da qualche fenomeno che riesce persino a far passare per vittima una nostra persecutrice.

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