Korea del Nord: deportazioni per evitare che la gente fugga dal paese

di REDAZIONE

Il contenimento e la repressione delle ‘fughe’ dalla Corea del Nord e’ da sempre uno dei problemi piu’ spinosi all’attenzione del regime e mai finora era stata decisa una soluzione radicale come la demolizione di interi villaggi sul confine settentrionale con la Cina. Lungo il fiume Duman, migliaia di residenti sono stati fatti evacuare piu’ a sud ”per scongiurare qualsiasi caduta in tentazione”. Pyongyang, ha riportato il quotidiano Chosun che ha ripreso una fonte del governo di Seul, ha messo in campo i soldati che ”stanno forzatamente trasferendo gli abitanti in luoghi piu’ lontani dal confine”.

In un villaggio di Onsong, provincia di Hamgyong del Nord, un centinaio di case sono state distrutte nel punto in cui il fiume si restringe, rendendo la zona ideale per l’attraversamento illegale dei confini. I militari avrebbero anche eseguito, a titolo dimostrativo, vere esecuzioni sommarie per scoraggiare le defezioni, secondo le informazioni degli attivisti in Corea del Sud impegnati nell’assistenza ai nordcoreani rifugiati. ”Il regime crede che reprimere il fenomeno sia un metodo efficace per restare al potere”, ha osservato la fonte governativa. Il Nord, di sicuro, ha intensificato i livelli di vigilanza alle frontiere installando apparecchiature di sorveglianza ad alta tecnologia, compresi i dispositivi che tracciano le fonti d’origine dei segnali dei cellulari, mentre anche la Cina pare abbia moltiplicano la sua presenza e le esercitazioni sul confine, definite ”piu’ insistenti” dai media sudcoreani.

Quanto alle vicende intercoreane, nel pieno degli attriti sul blocco del distretto industriale di Kaesong, il ministero della Difesa di Seul ha ufficializzato oggi la fine delle manovre militari annuali congiunte con gli Stati Uniti, denominate ‘Foal Eagle’. Nei due mesi di esercitazioni, la sessione ‘Key Resolve’ (11-21 marzo) ha mandato su tutte le furie Pyongyang visto lo schieramento dei bombardieri B-52 e dei caccia B-2 e F-22. Il regime del giovane dittatore Kim Jong-un, in risposta a manovre valutate come ”prove generali di una invasione”, ha tra l’altro deciso di ‘annullare’ l’armistizio della guerra di Corea (1950-53), i patti di non aggressione col Sud e minacciato un attacco nucleare preventivo contro Washington, Seul e Tokyo. Il deterrente atomico e’ una necessita’ per dissuadere ogni aggressione degli Usa, permettendo al Nord di concentrarsi su sviluppo economico e costruzione di una ”nazione prospera”. Se c’e’ questo effetto, ha scritto in un commento il Rodong Sinmun, il quotidiano del Partito dei Lavoratori di Pyongyang, ”non si ha nulla da temere e ci si puo’ impegnare sull’economia e sul miglioramento del tenore di vita delle persone”, in vista di una ”nazione prospera dove le persone conducono una vita di ricchezza e lusso sotto il socialismo”.

Finite le esercitazioni Usa-Corea del Sud, resta in piedi il timore di test balistico: i missili a media gittata Musudan sono schierati sulla costa orientale. ”Tutto puo’ succedere”, secondo fonti del governo di Seul.

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2 Comments

  1. fabio says:

    sparano a chi cerca di passare il confine, fiume o muro che sia, come facevano a berlino, come fanno tutti i dittatori che vogliono imporre un paradiso in terra, come raccontava Ayn Rand nel finale di Noi Vivi.

    si uccide il dissidente anche quando, sconfitto, cerca di fuggire lasciare il campo ai vincitori.

  2. corrado says:

    hahaha ricchezza e lusso sotto il socialismo.
    Che aspettano ad andarci i vari Vendola, Bersani, Fassina?
    per me non li vorrebbero neanche la’

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