Kompatscher (Svp): la secessione è un’ipotesi non realizzabile

di ALTRE FONTI

Arno Kompatscher difende la scelta della Svp di partecipare al raduno indipendentista degli Schützen a Merano. «È stato giusto esserci, per non lasciare campo libero a chi racconta bugie sulla secessione: una ipotesi non realizzabile», sottolinea il capolista della Svp alle elezioni provinciali, colui che punta al ruolo di presidente provinciale. Lo stand della Svp alla manifestazione di sabato è riuscito a provocare una trasversalità di contestazioni. Agli affondi della destra tedesca fa eco la accusa di ambiguità che arriva, tra gli altri, dal deputato Florian Kronbichler (Sel-Verdi) che stigmatizza: «La Svp gioca sulla difensiva, mandando avanti gli altri a dire ciò che loro non possono dire ad alta voce». Critiche da un lato e dall’altro. C’è un problema di chiarezza sui reali obiettivi della Svp? Così Kompatscher.

Lei non ha partecipato alla manifestazione di Merano.

«Ero impegnato fuori provincia. C’era però il mio partito e sono tra coloro che hanno appoggiato la decisione di partecipare. Una scelta presa dopo una discussione lunga, non banale né formale. Le migliaia di persone presenti a Merano dimostrano che la questione interessa. Giusto quindi esserci, portando la nostra visione. La linea della Svp è che più autodeterminazione può significare più autonomia. Non significa necessariamente secessione. Lo ripeto anch’io, come altri esponenti del mio partito: non ci sono i presupposti per la secessione. Lasciamo stare come si esprimerebbe la popolazione su un ipotetico referendum, per il momento mi fermo al passo precedente. Il diritto internazionale riconosce la secessione in presenza di colonialismo o di scioglimento di Stati, come al tempo dell’Unione sovietica. Non mi sembra che l’Italia corrisponda a questi requisiti».

A Merano c’erano migliaia di persone. Come lo spiega?

«Lo Stato italiano attraversa una stagione di crisi. Non viene messo in discussione solo da certe forze politiche in Alto Adige. Cresce nelle regioni del Nord il pensiero che da sole potrebbero organizzarsi meglio. Torniamo allora alla linea della Svp: più responsabilità, più competenze, più autonomia e chiusura di una stagione negativa che ha visto mettere in discussione le nostre stesse competenze con continue impugnazioni».

Venite accusati di ambiguità. Alla fine il vostro stand a Merano c’era. A fianco dei secessionisti.

«Ripeto, eravamo lì per non lasciare campo libero a chi racconta cose false sulla possibilità di distacco dall’Italia. Siamo netti nella linea dell’autonomia integrale, non coltiviamo alcuna ambiguità sul nostro percorso».

Schützen e partiti della destra tedesca fanno presa tra i giovani. La Svp sembra non riuscirci. Da capolista alle provinciali non è preoccupato?

«Non sono preoccupato. Credo che dobbiamo spiegare che abbiamo idee concrete, realistiche. Lo dobbiamo spiegare anche ai giovani. È stata la scelta vincente della Svp fin dal congresso decisivo del 1969 sul Pacchetto, quando nel nostro stesso partito moltissimi sognavano il ritorno all’Austria. Magnago ebbe ragione nella sua concretezza. Se i contestatori avessero saputo come si sarebbe evoluta l’autonomia, avrebbero dato loro stessi il via libera a Magnago».

FONTE ORIGINALE: http://altoadige.gelocal.it

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17 Comments

  1. Stefano says:

    La matematica non è una opinione. A fronte di 100 di tasse pagate, nella provincia, rimane o viene speso per ordine pubblico(a carico dello stato), finanzieri ecc… un equivalente superiore a 115. Sono numeri reali e non balle di qualche troll. Quindi questi qui se ne guardano bene dal chiedere l’indipendenza. Poi in austria non li vogliono, sono troppo “italianizzati” negli usi e costumi (vedi gadgets spesati dalla provincia autonoma).

  2. lurens says:

    Scusate ma chi glielo fa fare di andarsene dall’Italia??
    Parlano tedesco, fanno il cavolo che vogliono…su tutti i loro prodotti c’è scritto Sudtirol….è la situazione ideale. comportarsi da tedeschi rimanendo in Italia.

  3. Gino says:

    Mi sembra che quest’anno ci siano le provinciali in Sudtirolo, non resta che sperare che la SVP prenda una bella batosta a favore del partito della Klotz e dei Freiheitlichen.

  4. Paolo L. Bernardini says:

    SoloVilissimePuttanate

  5. giorad says:

    Quest est ovviamente solo la posizione del ragazzo, e del suo (dalemiano!…) partito.

    Oltretutto, ricordiamoci che il Sud Tirol economicamente non se la passa per niente male corrroma. Probabilmente meglio che con l’Austria e certamente meglio che se fossero da soli.

    Bolzano ha infatti residuo fiscale negativo, cioè riceve più spesa pubblica di quanto paga a Roma in tasse. Esattamente l’opposto del ben peggio che subiscono Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia.

    • Sandi Stark says:

      Balle, in Austria c’è maggiore autonomia rispetto a quella del Tirolo occupato dall’Italia, e vale per tutte le Regioni austriache.

  6. lucafly says:

    Semplicemente uno schifoso Parassita.

  7. Zeno says:

    mi piacerebbe che desse una definizione di cosa lui intende per ”colonialismo”, visto che a sua detta lo stato italiano non risponde a tali requisiti….forse perchè è lo stesso che porta loro vagonate di denaro estorto a cittadini che veramente soffrono una condizione di colonizzazione come i veneti e le popolazioni del Nord in generale….in cambio del silenzio.
    Se anche loro versassero nelle nostre stesse condizioni di sfruttamento, questi articoli neppure apparirebbero…

    • Sandi Stark says:

      Nessuno da vagonate di nulla al Südtirol ed al Welchtirol. Funziona così: loro trattengono il 90% di IRPEF ed IRPEG o come cavolo si chiamano ora. Lo Stato italiano si pappa il 10% ed il 100% di tutte le altre tasse.

      Ma lo Stato spende in Tirolo solo per:

      – difesa
      – giustizia
      – ordine pubblico

      Tutto il resto e cioè sanità, istruzione, assistenza, lavori pubblici eccetera, lo fanno da soli con i loro soldi.

      Quindi non c’è 1 euro che da Roma va a Bozen ma l’opposto: tutte le tasse ed il 10% di quelle che dicevo.

      Quindi per lo Stato italiano è un super affare.

      Se esso tratta tutte le altre Province peggio, non è con loro che dovete prendervela ma con lo Stato, dovreste pretendere invece lo stesso trattamento perchè è il miglior sistema brevettato per gestire i territori.

      Inoltre: il Südtirol è un territorio estero occupato militarmente, grazie anche dei vostri nonni.

      L’Autonomia per il Tirolo fu imposta all’Italia dal Trattato di Pace del 1947. Fu nuovamente imposta da due risoluzioni dell’ONU, ultima delle quali era un ultimatum.

      La definizione di “colonialismo” invece è molto dubbia, l’autodeterminazione dei popoli è prevista nei Diritti Umani ma non esiste nel Diritto Internazionale come dice erroneamente il sig. Kompatscher.

      Il Diritto Internazionale nemmeno esiste, nel senso di una raccolta di leggi internazionali. Non esistono leggi internazionali, esistono solo accordi tra Stati ed una camera di mediazione che si chiama ONU, con vari organismi di arbitrato internazionale che sono sempre esistiti.

  8. claudio says:

    Questo signore della SVP dovrebbe aggiornarsi un po’, il diritto di autodeterminazione dei popoli che deriva dai diritti dell’uomo ha esteso i diritti di un popolo di decidere del suo futuro, inclusa la secessione.

    Secondo me quelli della SVP sono andati a lezione della Lega Nord di Varese.

    Forse il Sud Tirolo no, ma il Veneto è comunque in condizioni di colonialismo! Nessun popolo colonizzato venne mai espropriato delle proprie risorse come lo sono i Veneti.

  9. Trasea Peto says:

    italiani.

  10. Dan says:

    Quando non si hanno le palle qualsiasi ipotesi diventa “non realizzabile”

  11. Pavarutti says:

    Schifoso collaborazionista. Vallo a spiegare ai catalani e scozzesi che è irrealizzabile PARASSITA!

  12. VenetoLibaro says:

    Traditori collaborazionisti

  13. lory says:

    a questo politicante interessa la mega paga di presidente della provincia di Bolzano.

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