Sud Tirolo: Eva Klotz vuole il referendum per l’indipendenza

di REDAZIONE

La Suedtiroler Freiheit, il partito della pasionaria Eva Klotz, ha annunciato per il prossimo anno un referendum sull’autodeterminazione dell’Alto Adige (Sud Tirolo). Il 2013 sarà un anno caldo, sono infatti in programma oltre le elezioni politiche anche quelle provinciali, che con ogni ogni probabilità apriranno il dopo Durnwalder.

“Il futuro dell’Alto Adige – ha detto il consigliere Sven Knoll – sarà il tema politico dominante della campagna elettorale”. La Suedtiroler Freiheit boccia categoricamente un futuro dell’Alto Adige (Sud Tirolo) con l’Italia e il progetto della piena autonomia, portato avanti dalla Svp. Il capogruppo della Svp in consiglio provinciale, Elmar Pichler Rolle, critica duramente l’annuncio.

“Klotz e Knoll sanno benissimo che nell’anno delle elezioni non sono ammessi referendum”, afferma Pichler Rolle, definendo “irresponsabile la volontà di disdire unilateralmente gli accordi sull’autonomia, senza che essi siano stati violati da parte di Roma”.

FONTE ORIGINALE: http://www.ladige.it/articoli/2012/05/16/klotz-annunciato-referendum-separatista

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17 Comments

  1. Complimenti alla Sig. Eva!!

    O qui si disfa l’Itaglia o si muore!!

    Saludos dae sa Sardigna! Indipendentzia dae cust’Italia ‘e merda e chie no cheret crepete!

  2. la Klotz è la prima a sapere che un referendum del genere non è riconosciuto dalla costituzione e che lo stato italiano avrà gioco facile nel dichiararlo illegale, così come la Spagna si prepara a fare con il referendum catalano. Però in ambedue i casi il valore politico di un si ai referendum sarebbe enorme e ci si potrebbe comunque appellare al diritto delle genti, a Bruxelles e alla corte di giustizia europea. Ma c’è una differenza importante: in Catalogna anche Ciu (l’equivalente della Svp o della Csu bavarese) sta prendendo atto che l’autonomia è a un punto morto e che forse conviene puntare sull’indipendenza, ma quello che più conta c’è dietro la grande maggioranza della popolazione, grazie anche alla politica scolastica e linguistica della Generalitat, che da una parte prevede l’uso del catalano come lingua veicolare in classe e dall’altra sostiene in tutti i modi il catalano come lingua propria del territorio. In altre parole sono tutti catalani e catalano è chi catalano fa. In Sudtirolo ci sono gli italiani, i tedeschi e i ladini, complice anche la politica scolastica separata. La situazione di fatto è questa, al di là di tutti i proclami e manifesti delle buone intenzioni. I tedeschi e i ladini votano i partiti tedeschi, simili a quelli austriaci, gli italiani quelli italiani, copia conforme di quelli romani, a parte l’alta percentuale degli ex-AN (ex-Msi, ex-fascisti, ex-Mussolini) per intuibili ragioni storiche e a parte il crescente numero di quelli che votano Svp perché la vedono come un baluardo contro i partiti “tedeschi” più radicali e perché i partiti “italiani” sono deboli, frammentati e inaffidabili. Allo stato gli italiani sono psicologicamente sulla difensiva, numericamente minoritari e più deboli dal punto di vista economico-sociale. Se a un eventuale referendum ci fosse una maggioranza di si all’indipendenza, tenuto conto che i tedeschi sono circa il 70%, si tratterebbe solo di un atto di forza nei confronti del gruppo italiano, quindi illegittimo per il diritto delle genti.
    Tanto più che la Klotz è per un ritorno all’Austria puro e semplice, nemmeno per il Freistaat come ad esempio i Freiheitlichen, per lo meno a parole.

  3. Non capsico la presa di posizione di Pichler Rolle se non nell’ottica che ha paura del dopo-Durnwalder. La legge in questione cita nei punti essenziali:
    1) non è possibile svolgere un referendum in contemporanea con le elezioni politiche, e se vengono convocate le elezioni politiche le procedure referendarie vengono sospese e rinviate di un anno (art. 34);
    2) è vietato depositare le firme di un referendum nell’anno (solare) precedente a quello delle elezioni politiche (art. 31);
    3) le firme si potranno eventualmente depositare dal 1 gennaio (art. 32);
    4) le firme devono essere depositate entro tre mesi dall’inizio della raccolta (art. 28).
    Le elezioni politiche si terranno nell’aprile 2013 e, se non succede un terremoto politico in Alto Adige, le provinciali saranno in calendario nella seconda metà del mese di ottobre 2012. In occasione di questa tornata elettorale la Südtiroler Freiheit può tranquillamente raccogliere le firme per il referendum, da depositare tre mesi dopo e soprattutto dopo il 31 dicembre 2012.

    • Comunque da un punto di vista indipendentista il partito politico più interessante nell’Alto Adige sono Die Freiheitlichen. Nel 2008 hanno ottenuto circa il triplo dei voti della Südtiroler Freiheit, che comunque come obiettivo si pone quello della riannessione dell’Alto Adige allo Stato Federale del Tirolo, quindi non una vera e propria indipendenza in un Freistaat Südtirol come Die Freiheitlichen.

  4. sud tirolo, eva klotz, sven knoll,Suedtiroler Freiheit,Elmar Pichler Rolle, krauti…tutto quel che si legge parla tedesco, ragiona tedesco, ma vuoi vedere che è tedesco? inizino con cambiare nome alla regione “sud tirolen”

  5. ita non muoverà una sola carriola per fermare alcuno. Userà i soliti trucchi da vigliacchi che tiene in garage, (vedi intercettazioni, clorinature mediatiche, la macchina del fango, gli avvisi di garanzia mirati ecc..) e le intimidazioni mafiostyle, che sono le uniche armi che conosce e che sa adoperare. A viso aperto non ha chances.

  6. Finalmente una buona notizia,

    @ Diego…. lasciatelo dire… ma chi se ne frega se l’ ittaagglliia riconoscera’ o meno il referendum. Sara’ comunque storia.
    Poi, sempre detto tra noi, i Sud Tirolesi sanno come fare. IL padre di Eva insegna….

    Auguri al Sud Tirol

  7. Ogni anni ci sono elezioni perché ….peeerché …..mmm ….peeerché è bello, perché è più pratico, perché abbiamo il sole, perché abbiamo il bidet, perché “campioni del mondo!”, perché abbiamo la pizza, perché etc…
    .
    …viva Eva Klotz!

  8. Grande Eva!!!

    Il problema è che Fallitaglia non riconoscerà mai un referendum per l’autodeterminazione e finirà come la ex Jugoslavia, a meno che la UE non la diffidi dall’intervento militare (come ha già fatto con la Spagna).

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