GEORG KLOTZ, UNA VITA PER L’UNITA’ DEL TIROLO

di OSWALD WOLKENSTEIN

La provvidenza ha tracciato intorno a ognuno un cerchio fatale da cui non si può uscire” . (Alexis de Toqueville).

Tra il 1960 e il 1970 la Provincia Autonoma di Bolzano fu sconvolta da frequenti attentati  e da conflitti armati. Quegli anni non possono essere compresi facendo finta che non siano esistiti o che appartengano alla bassa marea di fanatismi dietrologici. La scrittura ha la funzione di colmare i vuoti e di confrontare gli argomenti al di là delle teorie, facendoli diventare storia e monito. Emergono in tal modo verità non richieste, ma indispensabili per convincere che i sismografi non sono la causa o il torto dei terremoti.

La Consigliera regionale Eva Klotz, figlia di uno dei protagonisti di quegli anni, dimostra in queste pagine che la resistenza può essere indotta dalla forza stessa delle circostanze. Le peripezie paterne costituiscono una determinante dimensione del libro, come il titolo annuncia.  Anche la realtà vissuta in prima persona, ancorché filtrata dal ricordo di autrice adulta, assume tuttavia un ruolo familiarmente specifico. L’opera diventa quindi prologo e retroscena di un intero destino umano, in cui gli avvenimenti sono più grandi di quanti ne sono coinvolti.

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su IBS il libro in lingua originale di Eva Klotz Georg Klotz. Freiheitskämpfer für die Einheit Tirols

Che “un buono scrittore debba sempre disturbare”, come sostenne il Premio Nobel 2001 Vidiahar Surajprasad Naipul, rappresenta infine una caratteristica di ogni autore degno di nota. Nell’attuale scenario culturale in lingua italiana c’è ripetitività. Le due opere contemporaneamente apparse di Lilli Gruber ed Eva Klotz rappresentano invece una novità. Esse rivelano quanto non detto o lungamente taciuto. Si tratta di un nuovo, inatteso caso letterario.

TITOLO: Georg Klotz, una vita per l’unità del Tirolo; AUTORE: Eva Klotz ; EDITORE: Effekt Buch; ISBN:  9788897053118; PREZZO: 25 euro

 

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6 Comments

  1. Pierluigi says:

    Il libro è anche in italiano. Io l’ho letto e lo rileggerei. Ammirazione per Georg. In quanto a Tu che sei orgoglioso di avergli sparato, informati cosa è stata l’occupazione italiana e chiediti se al loro posto avresti accettato quei soprusi

  2. Stefano says:

    Grande Gerog! Se gli italiani fossero rimasti a casa loro, avrebbero risparmiato lutto e dolore a tanta gente, in primis a loro stessi. La grande consolazione è che la percentuale di invasori italiani in Süd-Tirol è in costante diminuzione.

  3. Kurt says:

    http://www.suedtiroler-freiheit.com/content/view/3642/1/

    Il libro è uscito in edizione italiana. Da leggere con attenzione.
    __________________

    In seguito a numerose richieste e` stato pubblicato adesso in italiano il libro di Eva Klotz “Georg Klotz – Una vita per l’unità del Tirolo” presso EFFEKT! BUCH (Neumarkt/Egna). È in vendita nelle librerie in Sudtirolo o può essere ordinato con il codice ISBN 978 8897053118.

    Non è una tediosa esercitazione di epigoni o una prevalenza dell’ideologia sullo spirito. Motivazioni, azioni e forzature colonialiste sono esposte di prima mano. Il lettore trova la chiave per avvicinare la storia di temi strettamente legati all’attualità. Non mancheranno ravvedimenti e critiche.

    Il mondo di Eva Klotz non è una addizione di ricordi, ma una realtà in cui ogni cosa corrisponde e si spiega. Come un subacqueo, l’autrice si immerge nell’infanzia riportando alla luce frammenti di verità.

    Il disagio personale si trasforma spesso in disagio collettivo, anche se questo viene solitamente minimizzato dalla politica. Come è ben noto, in ogni ribellione c’è chi marcia e chi ci marcia. I differenti ruoli sono tuttavia ben distinti e riconoscibili nella descrizione di Eva Klotz. Il totalitarismo e le discriminazioni sono e rimangono errori storici.

    Molti penseranno di aver incontrato la lettura giusta: un’emozione che porta al disinganno su parecchi argomenti. Che poi un libro lasci domande sospese, è la sua maggiore qualità. In ogni caso “un buono scrittore deve sempre disturbare”, sostiene Vidiahar Naipul, Premio Nobel per la letteratura 2001.

    Eva Klotz ringrazia Nerio de Carlo per la traduzione del libro e la redazione del testo di questo comunicato. Ringrazia inoltre Elena Bonetti / Staffler e Hartmuth Staffler per le correzioni.

    Eva Klotz, 28 settembre-2012

  4. Renato Dalla Zanna says:

    Penso che la maggioranza di noi (se non tutti), dopo avere fatto parte di una Nazione per 800 anni, ci avessero obbligati CON LA FORZA a diventare cittadini di un’altro Stato che pretende di annullare la nostra cultura, le nostre tradizioni e la nostra lingua, ci saremmo comportati come LUI! Ma tant’è……chi perde ha sempre torto!
    Vorrei ricordare che a Milano, oltre 100 anni dopo l’invasione romana, si continuava a parlare il Celtico Insubre.
    E poi siamo proprio sicuri che tutto quello imputato a Georg Klotz sia stata opera Sua? Qualche “manipolazione” esterna al Sud Tirol è proprio da escludere?
    Mi spiace non poter acquistare il libro di Eva Klotz poiché non comprendo la loro lingua.
    In ogni caso, onore all’UOMO che ha avuto il coraggio di battersi per la propria Patria!

  5. Diego Tagliabue says:

    Faccio notare che in FALLITAGLIA-MERDAGLIA-INCASSAVAGLIA-ASINO-CHE-RAGLIA Georg Klotz è ancora considerato un “terrorista”, mentre Cesare Battisti e gentaglia varia danno “lezioni di civiltà”, spesso anche presso i loro compagni professori all’università!

  6. giovanni maria Rossi says:

    nel ´1967 sono fiero di avergli sparato! Vergognoso di averlo mancato. G.M.Rossi

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