Argentina: sale la protesta contro la Kircner. Casseruole in molte città

di FRANCO POSSENTI

Cristina Fernandez de Kirchner è un idolo della sinistra un po’ progressista e un po’ radical-chic dell’Occidente, ma ha sempre meno appeal tra la sua gente. Colto di sorpresa, così come tutto il Paese, il governo argentino minimizza “el cacerolazo” – protesta caratterizzata da dimostranti ‘armati’ di casseruole che vengono battute – di giovedì sera, una delle piu’ imponenti registrate negli ultimi anni in Argentina. E’ stata ”una mobilizzazione di settori minoritari, non importante: andremo avanti con le politiche di inclusione sociale, alle quali questi settori si sono sempre opposti”, ha commentato ieri il capo gabinetto della Casa Rosada, Juan Manuel Abal Medina.

Los ”cacerolazos” che hanno scosso la notte del centro di Buenos Aires e di altre città argentine rappresentano la principale ondata di protesta contro il governo peronista della Kirchner dopo la sua trionfale rielezione nell’ottobre scorso. Una mobilitazione che dimostra, allo stesso tempo, che i partiti dell’opposizione, fortemente frammentati e senza una leadership visibile, hanno difficoltà a rappresentare il crescente malcontento dell’opinione pubblica: la manifestazione – come abitudine in tutto il mondo – è nata infatti su Twitter e Facebook, senza la mediazione dei partiti.

L’insicurezza (“Voglio tornare a casa tranquilla la sera, raccontava una ragazza), le restrizioni cambiarie e la crisi economica (“Cristina è milionaria, io non posso comperare dollari”, uno degli slogan) e l’ipotesi di una riforma costituzionale che permetta una seconda rielezione della presidente (i politici sono attaccati al potere ovunque…), sono stati alcuni dei temi centrali dei “cacerolazos”, cosi come gli scandali degli ultimi tempi (“Basta Korrupciòn”, con la K dei Kirchner). Con i sondaggi che segnano un notevole calo della popolarità della Fernandez, previsioni economiche molto incerte per il futuro (si parla di ennesimo default) e una serie di scandali che compromettono perfino il vicepresidente, Amado Boudou, la Casa Rosada è destinata ad affrontare una situazione politicamente più debole. Tuttavia, i listini a livello record della soia e di altre materie prime agricole, e la mancanza di una leadership carismatica tanto a sinistra come nel centro-destra, fanno sì che per il momento non ci sia una reale alternativa politica. Ciò offre al peronismo al potere ancora spazio di manovra.

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10 Comments

  1. Dan says:

    “una mobilizzazione di settori minoritari, non importante”

    Un presidente che si esprime così si merita che quei “settori minoritari, non importanti” invece di battere le casseruole, cominciassero a piazzare bombe, poi dopo impara il rispetto perchè tutti sono importanti uguali: non ci sono settori minoritari.

  2. Articolo molto ben informato e commentato. Sono un rovinato dalla infamia del comportamento dei governi argentini recenti. Esaminando l’Argentina, è forse il luogo più ricco della terra di ogni ben di Dio. Carne e agricoltura in quantità enormi, come sappiamo da sempre. Non basta, vi sono miniere in numero e quantità di ogni tipo di materiale, come enormi giacimenti di litio, il futuro delle automobili elettriche. Ma se ciò non bastasse è sommersa, l’Argentina da oceani di giacimenti petroliferi in ogni luogo dal nord, il centro, il sud del paese, sia in terra che in mare , come intorno alla Patagonia.
    Il territorio argentino è di 2.700.000 km quadrati, pari all’intera Europa dei 27, con 40 milioni di persone, al 97 % di origine europea.
    Ingiustificato in modo assoluto il suo default del 2001.e il suo susseguente non rispetto alcuno degli impegni sia finanziari che societari. Infatti 450.000 famiglie italiane soffrono del furto-truffa che quella nazione ha inferto. Centinaia, migliaia di sentenze nel mondo, in giurisdizioni scelte da quel paese, lo condannano al pagamento e al rispetto degli impegni, non avendo alcun vero motivo per non farlo. Da più di dieci anni il paese soffre di nessun credito, di vero avanzamento industriale, ma il contrario. Le aziende straniere vengo depredate.
    La signora Cristina Fernandez de Kirchner tenta di mantenere il potere con elargizioni a pioggia, ma nonostante questo tutto su sta avvolgendo in una disfatta governativa e generale. Il popolo non sa capire bene gli aspetti della situazione soprattutto di inadempimento verso l’estero, e vede solo che in realtà l’insieme non sta andando bene e comincia ribellarsi.
    Il popolo è da sempre sfiduciato dei propri governi e cerca nell’accumulare e riferirsi al dollaro come un rifugio. Questo viene a mancare per le regole che la Kirchner sta imponendo, senza pensare che è solo la produttività e la certezza del diritto possono garantire benessere per il popolo.
    Proprio in questi giorni a Parigi il Club di Parigi, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, l’Istituto Internazionale della Finanza hanno trattato il caso argentino, dopo 10 anni di ingiustificate, notevoli, inadempienze, e deciso di vietare ogni concessione di credito a quel paese.
    “VIVIR DE LO NUESTRO” è il detto da quelle parti, che è giustificato per le enormi ricchezze che hanno, ma che pecca per il fatto che gli impegni vanno rispettati e quel paese non ne rispetta nessuno.

    • Unione Cisalpina says:

      …il Fondo Monetario Internazionale, l’Istituto Internazionale della Finanza hanno trattato il caso argentino, dopo 10 anni di ingiustificate, notevoli, inadempienze, e deciso di vietare ogni concessione di credito a quel paese….
      non vero… stanno trattando nuovi prestiti ma hanno deciso ke utilizzeranno il FMI solo x programmi d’investmento e non x servizi & comodities…

      • L’articolo sotto è di ieri del giornale più diffuso laggiù: Clarin. Non mi sembra che le cose siano molto ben messe per quella gente come dici tu.

        http://www.clarin.com/opinion/Reclamos-Club-Paris-condena-FMI_0_773922688.html

        14/09/2012

        Reclamos del Club de París y riesgo de condena del FMI
        Por Marcelo Bonelli

        Los principales organismos multilaterales siguen con preocupación el caso argentino, ante la falta de propuestas para terminar con el default y la ausencia de estadísticas confiables.

        Reclamos del Club de París y riesgo de condena del FMI

        La conducción del Club de París lanzó una durísima crítica al Gobierno por sus reiterados incumplimientos financieros.

        En parte, fue fogoneada por los acreedores privados. Nicola Stock, titular de la Task Force Argentina, exigió en el encuentro internacional: “Argentina debe ser echada del Grupo de los 20 .” Los acreedores también cuestionaron la pasividad del Fondo Monetario. Unos días antes de que el organismo multilateral encabezado por Christine Lagarde trate la cuestión en su reunión de directorio, exigen que el FMI sea riguroso frente a la ausencia de estadísticas confiables en el país.

        Pero ahora esas quejas habituales de bonistas y banqueros tuvieron aval político en parte de los delegados de las naciones desarrolladas que integran el Club de París. Delphine D´Amarzit, copresidente del organismo, coordinó la reunión y fue la encargada de manifestar el desagrado del G-7 por la cadena de anuncios huecos de la Argentina para salir del default .

        La funcionaria estaba acompañada por Ramón Fernández, el titular del Club de París, que presidió el encuentro. La señora D´Amarzit dijo: “No hay solución porque a pesar de las promesas, Argentina jamás elevó una propuesta seria de pago .” Los delegados de Francia, Alemania, Holanda e Inglaterra aconsejaron un ultimátum, esbozando una sanción internacional al gobierno de Cristina Kirchner. El delegado de EE.UU. y los representantes de Brasil y México no respaldaron la posición argentina. Los tres mantuvieron un sonoro silencio y Brasil aprovechó la reunión para diferenciarse de la Casa Rosada .

        La Argentina estuvo ausente y no pudo ejercer el derecho a una legítima defensa.

        El Banco Central, la Cancillería y el Ministerio de Economía se anoticiaron del encuentro recién cuando el Club de París lo publicó en su página de Internet . Otra vez, la impericia profesional de los funcionarios quedó al descubierto, aunque algunos de los implicados prefirieron imputarle la “mala praxis” al ministro Hernán Lorenzino, supuesto responsable de las relaciones financieras.

        Héctor Timerman, Mercedes Marcó del Pont y también Axel Kicillof tomaron nota de esta ofensiva cuando el comunicado estaba en la calle. El martes se difundió la información sobre la reunión del Club de París, el FMI, el Banco Mundial y el sector financiero privado internacional. En ese texto de sólo siete párrafos, hay uno condenatorio para la Casa Rosada. Dice: “Debido al enfoque (del Gobierno) en términos de reestructuración de la deuda, Argentina no pudo recuperar el acceso a los mercados internacionales de capital .” Hace un año hubo un encuentro similar, pero en París el ambiente cambió: el malestar se debe a que, en diciembre, Amado Boudou y Lorenzino habían prometido iniciar la negociación de un acuerdo, pero la Presidenta ni siquiera los autorizó a viajar. Las urgencias cambiarias apuntalaron el cepo de Guillermo Moreno: no avanzar en ningún arreglo que comprometa pagos adicionales al exterior.

        Los incumplimientos se vienen sucediendo desde hace tiempo. Con decreto firmado, Cristina Kirchner anunció en septiembre de 2008 que iba a pagar al contado y nunca lo hizo . En diciembre de 2010 usó la cadena nacional para comunicar otra vez el inicio de negociaciones y, rompiendo códigos internacionales, Amado Boudou distribuyó, una carta confidencial del titular del Club de París.

        No se concretó nada de lo anunciado.

        La acumulación de zancadillas, terminó en esta reunión explosiva. Stock y Charles Dallara, del Instituto de Finanzas Internacionales, se aprovecharon del clima político adverso.

        Pero lo trascendente no pasa por el cacareo de los fondos buitres, sino por la política que fijan las naciones industrializadas hacia la Argentina.

        El encuentro y sus advertencias implican lo siguiente: -Que el tema financiero externo continúa abierto y que en el mundo consideran que el país sigue en default .
        :cla p:
        –Al no haber acuerdo con el Club de París , desaparece la alternativa de acceder a los créditos baratos para invertir en infraestructura.

        La tragedia de Once reflejó la necesidad de contar con esa fuente de financiamiento. Otro tanto queda registrado en el traspié financiero de Miguel Galuccio: para obtener fondos, YPF tuvo que pagar tasas elevadas de mercado y sólo recibió dinero abundante de la ANSeS. La realidad deshilacha el sello de “mago” que su asesora de imagen, Doris Capurro, pretende imponerle al directivo de la petrolera.

        La ofensiva del Club de París anticipa la dura batalla que tendrá la Argentina el lunes en Washington .

        El directorio del FMI que lidera Christine Lagarde evaluará un voto de censura por la ausencia de estadísticas confiables. En Washington temen que la manipulación del INDEC esconda distorsiones económicas, como ocurrió en Grecia.

        Hace un semestre el FMI evitó la reprobación, luego de un diálogo secreto entre Lagarde y Cristina Kirchner. En esa comunicación, la Presidenta se comprometió a corregir las distorsiones, cosa que hasta ahora no sucedió . Adelheid Burgi-Schmelz, titular del Departamento de Estadística del FMI, elevó un informe lapidario y pide sanciones para la Argentina. En igual dirección se expresa un “memo” de los tecnócratas del Departamento del Hemisferio Occidental.

        Ambos documentos queman en el escritorio de los directores del Fondo .

        Los representantes argentinos tienen problemas para elaborar una estrategia de defensa. Y esta semana los datos del INDEC confirman una verdad palpable: que el Gobierno oculta la inflación y sobreestima el crecimiento. …

        • Unione Cisalpina says:

          sì, mi konsta… solo ke askoltavo ieri il ministro dell’industria argentino ke si trova in caracas x akkordi petroliferi di kollaborazione all’interno del Mercosur, ke diceva appunto ciò k’io ho riportato … vedremo

          • Beh, credo tu abbia sentito il Ministro De Vido a Caracas. Chavez ha acquistatoi bond recentemente dall’argentina al 15 %, solo una volta, e nessun altro gli dà più un centesimo ai ladroni argentini. Hanno mandato via Repsol spagnola e adesso vanno mendicando di avere interventi dai cinesi e dai venezolani. Quelli non sono investimenti ma cappiu al collo.

    • Oskar54 says:

      Se compri un bond di uno stato chiaramente instabile e in mano a quattro ladroni e che rende uno sproposito forse qualche rischio c’è no? Se poi te lo rifila una banca un sospetto non ti viene? Siete come pecore, andate a farvi tosare e poi belate.

      • Oskar54, ti chiedo scusa se il dato lo chiedo prima a te: qual’è lo sproposito. Cioè, credo tu voglia dire, davano 3 o 4 volte gli interessi italiani che vuoi pretendere? Ho detto bene quello che vuoi dire? Perchè dici: “te lo rifila una banca”? Che vantaggio speciale avevano le banche a dare argentina invece di altre cose?
        Ti prego di rispondermi.

        • Fabio Biondi says:

          Non sono Oskar e chiedo scusa se mi inserisco, ma se le banche italiane (secondo Lei) non hanno alcuna responsabilità in questa storiaccia dei bond argentini, perchè mai Lei non si è servito dell’arbitrato ICSID a Washington, proposto e promosso dalle medesime banche italiane e che -tra l’altro- non comporta(va) spesa alcuna per il detentore dei bond?
          Attendo Sua gentile risposta. Grazie.

  3. Unione Cisalpina says:

    è kulo e kamicia kol “fraile de miraflores” chavez… komunista kastro sukkube e suo portavoce danaroso…

    la Kristina sta facendo invstimenti hipotekari kon le lotterie popolari… 😀 elargisce finanziamenti a sorteggio … la possibilità di farsi una kasa sperando nella lotteria… kuesta è l’ekonomia della komunista ke cerka di rappresentarsi kome la novella Evita in kombutta kon l’esaltato venezuelano ke si krede la reinkarnazione di Simon Bolivar… entrambi antieuropei ed antiamerikani…

    tutto da ridere se non fosse drammatiko …

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