Kenya, due chiese sotto attacco a Garissa: una decina i morti

di REDAZIONE

Uomini armati hanno aperto il fuoco e lanciato granate contro due chiese cristiane questa mattina nella città di Garissa, nell’est del Kenya, provocando 10 morti: lo si apprende da fonti della polizia locale. “Dieci persone sono state uccise nel recinto della chiesa indipendente cristiana Aic (Africa Inland Church), e altre tre sono rimaste ferite nella Cattedrale Cattolica”, ha indicato il numero due della polizia regionale, Philip Ndolo. Gli attentatori erano almeno sette, secondo il poliziotto. “Non abbiamo arrestato alcun sospetto, ma abbiamo informazioni sulla presenza di cinque aggressori all’Aic e di due alla Cattedrale”, ha spiegato Ndolo.

Il Consiglio supremo dei musulmani in Kenya ha condannato questi nuovi attacchi, ricordando che “tutti i luoghi di culto vanno rispettati”, e ha espresso le condoglianze ai parenti delle vittime. Garissa si trova nel nord-est del Kenya, a circa 140 chilometri dal confine con la Somalia. La città si trova inoltre a 70 chilometri dall’immenso campo profughi di Dadaab, che accoglie circa 465mila rifugiati somali e dove quattro operatori umanitari stranieri sono stati rapiti venerdì.

Le autorita’ keniane hanno puntato il dito contro le milizie islamiche somale Shabaab dopo l’attacco contro due chiese di Garissa, nel nord-est del Paese, in cui sono morti 10 cristiani e una cinquantina sono rimasti feriti. Gli attacchi quasi simultanei hanno preso di mira la cattedrale cattolica della citta’ e una chiesa appartenente alla congregazione Africa Inland Indipendent Church (Aic) durante la messa domenicale. Un commando di due terroristi incappucciati ha lanciato due granate all’interno della cattedrale, ma solo una e’ esplosa. Nella chiesa della congregazione Aic sono entrati in azione altri cinque miliziani che hanno esploso colpi d’arma da fuoco contro i fedeli ed e’ li’ che si e’ concentrato il maggior numero di vittime. In entrambi i casi sono stati disarmati i poliziotti schierati di guardia dopo gli attentati contro le chiese degli ultimi mesi.

La polizia ha isolato la zona delle due chiese e ha prelevato una bomba inesplosa, ma il commando e’ riuscito a fuggire. Il Consiglio supremo dei musulmani del Kenya ha condannato gli attacchi affermando che “tutti i luoghi di culto devono essere rispettati”. Il suo presidente, Abdulghafur El-Busaidy, ha espresso le condoglianze alle famiglie delle vittime e ha auspicato che ui responsabili vengano presto arrestati. Garissa si trova a 140 chilometri dalla frontiera con la Somalia e ospita un’importante base militare da cui a ottobre le truppe sono state inviate oltre confine a combattere contro le milizie islamiche Shabaab. Dall’inizio dell’offensiva in Kenya ci sono stati una serie di attentati che il governo attribuisce ai miliziani islamici. Domenica 22 giugno un uomo era morto a Mombasa per l’esplosione di una bomba in un night poche ore dopo l’allerta terrorismo per la citta’ portuale lanciato dall’ambasciata Usa. Garissa dista meno di 100 chilometri dal campo profughi di Dadaab, dove venerdi’ un commando armato ha rapito quattro cooperanti stranieri dopo aver ucciso l’autista.

Intanto, a suffragio dell’articolo pubblicato ieri, gli estremisti islamici di Ansar Dine continuano a distruggere i mausolei a Timbuctù, nel nord del Mali. Lo riferiscono dei testimoni. Gli islamisti che controllano il nord del Mali hanno distrutto ieri a Timbuctù il mausoleo di un santo musulmano risalente al XV secolo, già profanato lo scorso maggio. Ansar Dine ha minacciato di distruggere tutti i mausolei presenti nella città. Timbuctù, chiamata anche “la città dei 333 santi”, è iscritta al Patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1988.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment