ANCORA LORO, UN NUOVO KENNEDY ENTRA IN POLITICA

di REDAZIONE

I Kennedy tornano ufficialmente ad occuparsi del principale business di famiglia, la politica. Come era atteso, Joseph Kennedy III, nipote di Robert Kennedy – il fratello di Jfk, che è stato anche assassinato la notte in cui vinse la nomination democratica alla Casa Bianca nel 1968 – si è infatti ufficialmente candidato al seggio della Camera lasciato vuoto da Barney Frank in Massachusetts, lo stato del nord est che è il feudo politico della famiglia democratica più famosa d’America. «Il deputato Frank ha fatto così tanto per il Massachussets e per l’America che lascia un vuoto molto ampio da riempire – ha detto il 31enne Kennedy, figlio di Joseph II che è stato anche deputato, nel video con cui ha ufficializzato la candidatura – credo che questo paese sia fondato su un’idea semplice: ogni persona merita di essere trattato in modo giusto, nei rapporti tra individui e nei rapporti con il governo». Il candidato democratico ha poi insistito sulla necessità di aver «un piano per il rilancio del mercato del lavoro giusto, un sistema fiscale giusto ed una giusta politica per le abitazioni» ed un «migliore sistema scolastico».

Se sarà eletto il prossimo novembre, Joseph potrà riportare il nome dei Kennedy al Congresso: dopo la morte del senatore Ted, nel 2009, e il ritiro di Patrick Kennedy dalla Camera l’anno seguente, per la prima volta in decenni infatti vi era stato nessun rappresentante della dinastia democratica a Capitol Hill. Anzi nelle elezioni del 2010 il seggio che il senatore Kennedy aveva tenuto per 46 anni è andato ad un repubblicano, Scott Brown. Prima della sfida di novembre, il giovane Kennedy dovrà comunque affrontare le primarie democratche anche se viene dato per super favorito rispetto agli altri candidati. Tra i sostegni già ricevuti anche quello del deputato uscente: «sono molto colpito ed entusiasta di Joe, credo che vincerà», ha detto Frank, un altro pilastro della politica del Massachussets che ha rappresentato alla Camera dal 1981 diventando, tra l’altro, nel 1987 il primo deputato americano gay dichiarato.

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