Katainen (Finlandia): l’Italia metta i gioielli al banco dei pegni

di GIANLUCA MARCHI

Gli italiani e soprattutto i loro media, certi media per la verità, si preoccupano tanto della Merkel e si scagliano spesso la cosiddetta “culona”. Ma c’è un altro personaggio assai più defilato che detta la linea della Ue anche e soprattutto nei nostri confronti, e che qualcuno considera il vero ministro delle finanze della Germania, pur non essendo tedesco. Si tratta del premier della Finlandia Jyrki Katainen, che anche in queste ore, con una intervista rilasciata al solito Spiegel ha detto la sua nei confronti del Bel Paese.

Vendere i cosiddetti gioielli di famiglia in questo momento non conviene. L’Italia dovrebbe utilizzarli per garantire l’emissione dei suoi bond: questa la sua ricetta. Il capo del governo di Helsinki dice: “Al momento dovrebbe essere privo di interesse per i Paesi in difficoltà vendere le partecipazioni dello Stato, con i prezzi che sono così bassi. Queste partecipazioni potrebbero invece essere utilizzate per garantire i titoli da vendere sul mercato”. E aggiunge: “Noi abbiamo utilizzato le proprietà patrimoniali dello Stato come pegno, riuscendo a ridurre sensibilmente gli interessi e in breve tempo siamo riusciti a risparmiare il 10% del nostro Pil”.

In termini semplici Katainen ci invita a emettere obbligazioni garantite dalle proprietà di Stato come metodo per ridurre fortemente lo spread. E lui stesso racconta al settimanale tedesco di aver già fatto questa proposta durante l’ultimo vertice europeo di giugno a Bruxelles e di averla ripetuta durante il suo recente viaggio a Helsinki a Mario Monti, che però “non si è impegnato” a metterla in atto.

Katainen torna poi sull’ipotesi di concedere la licenza bancaria al fondo salva-Stati Esm, conferma il suo netto no e ammonisce gli altri Paesi dell’Eurozona a non usare trucchi. “Noi siamo contrari”, spiega, poichè “una licenza bancaria significherebbe che non c’è più nessun limite. Ciò farebbe solo impennare in maniera così elevata la pressione che gli aiuti non risulterebbero più credibili. Non credo che si possa risolvere la crisi con semplici trucchi”.

Insomma, qui da noi i cervelloni che ci governano e i super-cervelloni presi in prestito per aiutare i cervelloni si affannano a elaborare mega piani di dismissioni con vendite di patrimoni a tappe forzate, e un signore che viene dal Nord ci dice quello che molti semplici cittadini pensano da tempo: non vi conviene vendere i gioielli di famiglia con i prezzi così bassi, meglio portarli al banco dei pegni. A meno che, aggiungiamo noi, non si voglia svenderli ai soliti amici degli amici.

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10 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Mi piace quest’idea di mettere i gioielli nel banco dei pegni. Cornelia indicava i due figli come “gioielli”, analogamente penso che sarebbe una buona idea mettere nel caveau del banco dei pegni i gioielli che hanno amministrato ed amministrano l’Italia e poi guardarsi bene dall’andar a riscattarli.

  2. Mauro Cella says:

    Una semplice considerazione.
    Gli elevati tassi d’interesse sono frutto della sfiducia dei creditori internazionali nei confronti del sistema Italia, sfiducia confermata dalla “svendita” in atto sui titoli di Stato nonostante le capriole e le giravolte del Dottor Monti. Potrà anche “convincere” il resto del mondo politico europeo, ma il mondo economico, quello che comunque alla fine ci mette sempre i capitali, direttamente od indirettamente, sta esprimendo un giudizio assai negativo sul sistema Italia.
    Cosa cambierebbe mettere a garanzia i beni immobiliari dello Stato? Poco o nulla: la scarsa fiducia del mondo economico viene dal sapere che in Italia le aziende chiudono o scappano, che i capitali esteri stanno venendo progressivamente ritirati, che i consumi sono in continua contrazione, che il mercato del lavoro è un disastro. Le summenzionate acrobazie di Monti, la connivenza (interessata) dei grandi gruppi bancari e la complicità del sistema politico europeo stanno dando un’illusione di solidità che, realmente, non esiste se non nelle parole. Chi gestisce i grandi fondi d’investimento in Giappone o negli USA non si lascia abbindolare tanto facilmente da semplici parole: vuole fatti concreti da parte del Governo Monti, fatti concreti che finora non sono arrivati.
    Di certo la messa in garanzia dei beni di Stato non cambierebbe le cose. Il presupposto della messa in garanzia di un dato bene e che se non si è in grado di pagare il prestito, questi venga venduto per ripagarlo o diventi di proprietà del creditore. Altra necessità è che esista una qualche forma d’autorità che possa sorvegliare il procedimento ed usare una forma di coercizione per obbligare il debitore ad alienare il bene in questione.
    Domanda: chi sorveglierebbe il procedimento? La risposta è semplice: lo stesso governo italiano che metterebbe i beni immobili a garanzia del prestito. Capite subito l’assurdità della situazione.
    Seconda domanda: chi sceglie quali beni immobili mettere a garanzia del prestito? La risposta è la stessa: il governo italiano. Anche qui chi impedisce loro di impegnare caserme diroccate di nessun valore e con valori artificiosamente gonfiati?
    In sintesi è come mettere il lupo a fare la guardia alle pecore.

    La dura realtà è che i politici “duri e puri” del Nord Europa non sanno che pesci pigliare per uscire da questa situazione in cui loro stessi si sono cacciati girandosi dall’altra parte riguardo le reali condizioni di paesi come Grecia, Italia, Spagna etc, nonché rifiutandosi categoricamente di dare una “dura lezione”, ad esempio lasciando andare in fallimento la Grecia ed espellendola dall’UME.
    La cronica debolezza della politica tedesca, facilmente influenzata sia dai paesi stranieri che dai grandi esportatori che temono di perdere i mercati italiani, spagnoli e francesi che l’UME ha loro aperto, è la spada di Damocle che pende sulla loro testa.

  3. Anthony Ceresa says:

    Conosco tanti stranieri che acquisterebbero proprietà in Italia al 25% del valore dichiarato, perché dal 1970 in poi abbiamo avuto uno scoppio speculativo per rafforzare il Pil produttivo morente, riversando le attenzioni sui mutui Bancari. L’inflazione sul mattone é stata superiore al 11.000% in 42 anni e i Mutui sono stati come una corda al collo per tutta la vita dei poveri malcapitati.
    La situazione é peggiore di quello che ingenuamente si pensa e nei prossimi anni assisteranno ad una decrescita dei valori, ritornando ad una situazione reale.
    Lo Stato ha spogliato il Paese, arricchito i Politici e distrutto gli Italiani.

  4. Giancarlo says:

    Se Katainen ha “ammorbidito” la sua posizione di falco probabilmente è solo grazie al viaggio di Monti in Finlandia. Ah, una piccola richiesta a Marchi: si può fare a meno di definire la Merkel culona? Visto che è una delle tante volgarità berlusconiane che hanno contribuito a blindare l’immagine dell’Italia come “Schmarotzenland”. Certo, è l’ultimo dei problemi, ma nella vita gli eventi sono determinati più da una somma concatenata di piccole cose che da poche grandi.

  5. Stefano Nobile says:

    Monti vuole solo rapinarci ad uso e consumo dei suoi amici banchieri.
    I nostri politici sono inetti e corrotti.
    Non ci sono speranze.
    Specialmente se ci ritroviamo con gente quale Fini e/o Napolitano a tirare le redini del Paese.
    Ho fatto due nomi, ma sarebbero tutti da mandare a casa a calci nel sedere.

  6. ben says:

    ma i ladri politici e affini come fanno allora ad impossessarsi dei nostri beni? il denaro ce lo stanno togliendo, ora devono toglierci pure gli immobili di grandissimo valore e se lo fanno loro..non ci resta che ribelllarci…

  7. Vittore Vantini says:

    Katainen ha perfettamente ragione quando parla di “pegno” e non di dismissione. Nel primo caso mantengo il patrimonio intatto, nel secondo taglio i ponti dietro di me per avere un beneficio probabilmente temporaneo.. E’ comprensibilissima l’abissale differenza tra le due impostazioni: immaginiamo una famiglia nella quale si spende più di quello che si guadagna. Con il pegno ottengo della liquidità fresca (e intanto riduco le spese) e pago i debiti; con la vendita di beni familiari corro il rischio di ritrovarmi in seguito senza più il patrimonio familiare, ma con ulteriore passività economica crescente.

  8. sciadurel says:

    solo in itaglia persiste una classe politica (imbrogliona, ladra e corrotta fino al midollo) che fa il contrario degli interessi dei cittadini …

  9. Il Lucumone says:

    Dilapidare il patrimonio statale in tempi celeri sarebbe un delitto! Prezzi stracciati ed acquirenti stranieri (compresi gli italiani che acquistano da fuori…)!
    I Titoli del Debito Pubblico, in origine, erano emessi specificamente per opere indifferibili: ferrovie, bonifiche…etc; in seguito finanziarono, ahinoi, la spesa corrente, con il tacito o esplicito assenso dei cittadini…contenti per il fallace benessere e ben disposti ad acquistare la carta pubblica.
    Oggi garantire un’emissione con una ben individuata proprietà statale, una sorta di mutuo ipotecario con piano di rimborso a rate costanti (ammortamento francese) concesso da una pluralità di sottoscrittori, creerebbe sicuramente complicazioni burosaure e tempi troppo lunghi: è comunque una strada da approfondire.

    Ritengo poi, senza nessuna attinenza con quanto sopraesposto, che sia opportuno ricordare un dato positivo:
    la riserva aurea italiana è di ca. 2.500 tonnellate d’oro, inferiore solo a quella USA (ca. 8.100) e tedesca (ca. 3.400), superiore a quella francese (2.400), cinese (1.100), svizzera (1.000), russa (850), giapponese (750), Gran Bretagna (300)…etc.

    La gallina dalle uova d’oro…appunto !

  10. lory says:

    prima che salta questa baracca meglio è ! questi cialtroni interessa solo a il loro torna conto , forse anche quel’inutile medagliere olimpico.

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