UNA PROPOSTA PER VENETO STATO: UN MOVIMENTO IN RETE

di JOSEPH PORTA

Ho letto delle diatribe tra le varie fazioni del movimento indipendentista Veneto Stato. Non ci siamo, siamo alle solite. Pero’ questa volta agli amici indipendentisti di Veneto Stato come a tutti, vorrei proporre una soluzione. Un soluzione che va oltre al classico e vecchio modello di organizzazione partito. Una organizzazione ispirata dalla Rete. Perchè Veneto Stato oggi e altri movimenti politici litigano al loro interno ? Perchè come scrive giustamente Gianfranco Pasquino citando Michels nel suo libro “La classe politica”.

“La tendenza irresistibile nei partiti, persino in quelli che piu’ richiamano per ideologia e per necessità alla democrazia (e per quanto mi riguarda l’autodeterminazione è democrazia nda). va nel senso della formazione di una minoranza organizzata che controlla tutto il potere, le risorse e le cariche. Ovunque nei partiti si formeranno secondo Michels “una minoranza che ha il compito di dirigere e una maggioranza diretta dalla prima”.

Nell’era di internet bisogna andare oltre. Immaginare una società nuova, una cultura nuova. Riprendo allora prima di formulare la mia proposta lo splendido e profetico scritto di Gianfranco Miglio “Il referendum tradito” del 1987 (internet civile arriverà qualche anno dopo) riproposto qualche giorno fa da L’Indipendenza.

“Tra poco tempo (nei paesi civilmente avanzati) i cittadini non solo potranno “votare”, o esprimere il loro parere su una quantità di argomenti standosene a casa loro, in tempo reale e senza farsi stordire da arcaici riti comiziali, ma saranno in grado di riconoscersi, di raggrupparsi e “corporarsi” autonomamente anche a grandi distanze, e soprattutto di contarsi, indipendentemente dalle iniziative dei pubblici poteri. Le “elezioni” le farà ogni cittadino e le tecniche di potere politico dovranno cambiare radicalmente: un’età e un’arte di governo, cominciate con i missi carolingi, arriveranno alla loro fine. Altro che far la guerra ai referendum.”

Qualche appassionato di cinema sorriderà all’idea di Beppe Grillo ed il suo guru comunicativo Gianroberto Casaleggio che come nel film “Ritorno al Futuro” arrivano dal terzo millennio a spiegare a Miglio prima della caduta del Muro la società d’internet. O chissà, più probabile, quel buon diavolo del Professore all’inverso sarà stato lui a contaminare i due. Di certo in questo caso la contaminazione culturale è riuscita al momento meglio di quella che Miglio tentò con Bossi (da sempre poco avezzo ad internet, sarà perchè ha memoria e le incoerenze in rete emergono tutte).

Che fare quindi ? Veneto Stato come altri movimenti indipendentisti, con le sue idee, con i suoi programmi provi ad immaginare a copiare il modello politico, certo sperimentale ma comunque nuovo, del Movimento 5 Stelle ispirato da Beppe Grillo. Cittadini in rete che su un programma si mettono insieme e con poche regole ma molto chiare creano liste. Senza segretari di partito, segretari di sezione. Gli eletti che hanno un rapporto diretto con i cittadini e rispondo ad un programma.

Questo modello nei Comuni ed a livello regionale fino ad oggi ha funzionato. I gruppi locali parlano tra loro, il rappresentante è chi è eletto nelle istituzioni, c’’è un rapporto diretto con i cittadini che segnalano questioni tramite internet. assemblee pubbliche aperte a tutti, banchetti. Più problematico forse farlo funzionare su larga scala. ad esempio a livello di penisola italiana, senza mettere in piedi un coordinamento sempre senza struttura ma comunque in Rete. Ma Veneto Stato come tutti i movimento indipendentisti hanno un vantaggio! Operano nelle “Piccole Patrie”, nelle piccole comunità.

Qualche giorno fa Scenaripolitici.com ha pubblicato un sondaggio che mostra che il 37% degli elettori del Movimento 5 stelle in Italia è a favore dell’indipendenza delle loro regioni. Cifra che sale a oltre il 50% in Veneto e altre regioni della pianura padana. Anche il modello a rete del movimento politico dei “5 stelle”, aiuta a far comprendere ai cittadini che fanno attività politica con loro che autodeterminazione e democrazia sono concetti strettamente legati. Diciamola tutta. Chi ha capito la società in rete e la democrazia diretta in rete non puo’ essere contro federalismo e diritto di autodeterminazione. E’ la sua diretta emanazione.

LA PROPOSTA

Cosa fare ? Arrivamo alla proposta, partendo da un concetto. La rivoluzione da compiere, difficilissima è culturale. E per farla occorre che gli stessi indipendentisti abbiano una nuova mentalità. Veneto Stato o altri movimenti indipendentisti lombardi, piemontesi, sardi, sud tirolesi.

Dovrebbero rinunciare ad avere una forma partita. Come fare allora a presentarsi alle elezioni ? Tutti gli iscritti al Movimento una volta l’anno si riuniscono e fissano le regole base per accedere alla presentazione della lista e si forma un comitato di controllo e garanzia del logo poniamo di “Veneto Stato”. Si fissano le regole per creare una lista sul territorio e per candidarsi. Il Movimento 5 Stelle ad esempio chiede di essere incensurati, non iscritti ad altri partiti e non svolgere piu’ di 2 mandati elettivi, rispettare il programma condiviso in rete e rinunciare al finanziamento pubblico a partiti. Essendo contro le Province non si presenta a queste elezioni. Veneto Stato potrà adottare le sue regole decise tra gli aderenti, pescando nel mercato delle idee. Insieme via internet e assemblee locali (consiglio la lettura del libro “Democrazia dei cittadini, gli esempi reali e di successo dove i cittadini decidono” di Paolo Michelotto dove sono proposti modelli di democrazia diretta e partecipata per organizzazioni e istituzioni) costruirà il suo programma. Per le elezioni i gruppi locali o gruppi di cittadini creeranno le loro liste chiedendo la “certificazione della lista” che comporta il rispetto di alcune regole che Veneto Stato si decide di dare. Per decidere le candidature a livello regionale si possno lanciare candidature aperte online con voto elettronico.

Una volta eletti nelle istituzioni sono i consiglieri i rappresentanti di Veneto Stato e portavoce dei Veneti e fanno da tramite alle idee dei cittadini usando sempre piu’ rapporto diretto e rete. L’autodeterminazione inizia da qui.

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

31 Comments

  1. antonio guadagnini says:

    mi pare che qui abbondino i santoni in grado di trovare soluzioni miracolose ai problemi degli altri. santoni che per di più esprimono giudizi sgradevoli e maleducati sulle persone che con tanta benevolenza si prodigano di consigliare… non è il modo giusto per attirare la mia attenzione. una cosa che non riesco a capire, per esempio, è per quale motivo non dovrei tener conto del risultato numerico dei due congressi: non potendo esprimere giudizi di qualità sui tesserati di VS, non resta che il criterio quantitativo. criterio che è alla base del funzionamento di tutti gli organismi assembleari del mondo (altrimenti è inutile fare le assemblee). criterio previsto anche dallo statuto. 268 soci mi hanno confermato la fiducia e 60 me l’hanno negata: in base a quale principio dovrei mettere le due deliberazioni sullo stesso piano? sulla base della presaunta autorità morale dei 60? allora, ripeto, è inutile fare i congressi. una soluzione si può trovare a patto che i soci, quelli che hanno dedicato una domenica del loro tempo per partecipare, vengano messi tutti sullo stesso piano.
    Antonio

    • Joseph Porta says:

      Il suo discorso non fa una piega sul fatto che su poniamo 268 persone contro 60 la maggioranza democratica sta da una parte. Ed i 60 dovrebbero prenderne atto.

      Detto questo, e stabilito questo, io inizierei ad immaginare una organizzazione senza segretari, sezioni, dove contino direttamente tutti, uno vale uno. E i 60 conteranno per 60.

      Comunque vi invito a guardare oltre questi recinti. Avete il mondo davanti. Abbracciatelo. E’ un mondo nuovo. Non perfetto ma forse diverso migliore dal precedente dell’organizzazione asfittic del modello partito.

      • Bepi says:

        Fa piacere che al congresso di Guadagnini fossero 268, gli auguriamo di crescere ancora .

        Ma la verità è giusto raccontarla bene . Andando a vedere i veri votanti , dal verbale della seduta ,siamo a circa 100 , dunque molti meno.

        Mentre al congresso di Canizzano Pizzati ne ha avuti 400.

        Guadagnini non scrive mai al pc , non ha neanche uno e a quell’ora è a scuola.
        Si fa scrivere le bugie da qualcun altro, non è nemmeno il suo stile di scrivere .

        • Gianluca says:

          Bepi, tralasci molte verità nascoste, come mai? sei forse di parte o hai la coda di paglia?

          senza rancore………..

    • Joseph Porta says:

      Proposta.
      Partendo da quei 268, (i 60 si adeguano o si arrangiano, scusate la franchezza) iniziate a studiare una nuova soluzione senza segretari, sezioni etc.

      Avete il futuro davanti, basta volerlo!

      Assemblee pubbliche, banchetti, referendum e RETE…il connubbio vincente !

  2. Vittore Vantini says:

    E’ un bell’articolo, che mette il dito sulla piaga ben descritta da Miglio a suo tempo e che presenta la divaricazione tra una organizzazione politica “classica” e la rete. Ambedue queste soluzioni hanno pregi e difetti, sui quali non mi dilungo. In realta’ l’una potrebbe convenire nell’altra, perche’ senza struttura non c’è’ organizzazione. Il problema non è nella forma, ma negli uomini che devono essere generosi di se stessi. Fà parte dell’etologia umana che chi si è fatto il mazzo per creare qualcosa, poi “senta” di doverne essere “padrone e guida”, creando una sorta di oligarchia classista (in senso stretto) fra sè e gli associati a qualsiasi movimento. Teniamo conto anche, però che non tutti siamo uguali e preparati a tener testa a una politica partitica, che ha tutto dalla sua parte (eccetto il montante disgusto dei cittadini). Chi è leale con se stesso e gli altri deve essere convinto che bisogna portare avanti le idee, non le persone. Ognuno sia il tedoforo disinteressato.

    • Joseph Porta says:

      Per essere teodofori disinteressati bisogna adottare il limite di 2 mandati massimi e no alle doppie cariche.

      Che ne dice ?

  3. Luca68 says:

    Sì, è un’idea intelligente ed interessante. C’è un bisogno assoluto di teste pensanti , di proposte e di spiriti integri che portino avanti il processo indipendentista anche con metodi inediti nei territori più politicamente propizi. Il Veneto lo è indubbiamente…
    Non bisogna perdere tempo. Gli anni perduti della involuzione e trasformazione genetica leghista sono stati un duro colpo, ma il fuoco cova sotto la cenere…
    Complimenti Joseph. Che si raccolga la proposta.

  4. Vecchio Unno says:

    La politica si fa incontrandosi tra “umani” e non nel web. A meno che non si abbia una visione disumana della politica e della società.
    Il web si può utilizzare per informarsi e per scambiare opinioni ma le linee dei partiti si portano avanti nei congressi, spiegando i propri programmi e visioni vis a vis.
    La non-organizzazione insita nel mezzo web serve proprio a rafforzare le minoranze attive che possono manipolare più facilmente i poveri disadattati che sono convinti di stabilire programmi dei rispettivi movimenti dietro la scrivania ed un anonimo ip.
    Diffidate di chi insegna che l’organizzazione ottimale è una non-struttura reticolare orizzontale.

    Invito tutti, al contrario a partecipare, di persona alle assemblee comunali/provinciali/nazionali dei rispettivi movimenti. Gli stronzi, fra l’altro, si conoscono quando è il momento di pagare il conto al bar o in trattoria, piuttosto che dai post di un forum

    • Joseph Porta says:

      Caro Vecchio Unno,

      Ti tirerei il mio cilindro in testa 🙂

      Una organizzazione via web-in rete, non vuole dire non incontrarsi mai. Non raccontar palle.

      Ho parlato di assemblee locali, incontri.

      Parli come Napolitano. Ti sei bevuto un litro di grappa ? :_)

  5. Una bellissima proposta, complimenti a Joseph Porta.
    Alcune settimane fa, prima del congresso autoconvocato di Venezia, proposi nel blog PNV qualcosa di molto simile. La definii “Arcipelago Veneto Stato – 10, 100, 1000 Veneto Stato”. L’idea combaciava esattamente con quella che Joseph ha espresso, e ammetto di aver appreso adesso da lui che una struttura simile caratterizza il Movimento 5 Stelle.
    Il metodo perfetto è quello delle primarie locali, simbolo e obiettivo principale (l’indipendenza veneta) devono essere patrimonio comune indisponibile per chiunque tenti di costruire strutture gerarchiche, le stretture di collegamento devono essere solo orizzontali.

    A Guadagnini e Giacomo dico: non conta niente l’essere 260 a 60 o quello che è, conta che entrambe le fazioni hanno il 50% di responsabilità per come le cose stanno andando. Nessuno da nessuna parte fa passi in avanti verso una struttura orizzontale, ognuno di voi vuole esercitare potere su tutti, il risultato è che finirete in tribunale a perder tempo e a massacrarvi. A che pro?
    SVEGLIATEVI! Voi che avete scritto qui e gli altri.

    • Joseph Porta says:

      Caro Alessandro,
      il modello è sempre replicabile e migliorabile. in un mio precedente articolo proponevo agli indipendentisti di “copiare” il Movimento 5 Stelle rinunciando al finanziamento pubblico ai partiti (si puo’ fare) e mettere il limite di 2 mandati (3 magari se piccoli comuni, ma le cariche pesanti: Comuni capoluogo, Regione etc massimo 2, non cumulabili).

      Bisogna immaginare una struttura nuova e modo veramente nuovo di far politica.

      Ad una struttura il piu’ possible orizzontale ed in rete automaticamente verranno politiche in rete cioè veramente federaliste e per l’autogoverno.

  6. Sante says:

    …morirete Democristiani….
    meglio sarebbe affrontare il tema apertis verbis.
    hic et nunc esistono 2 Veneto Stato.
    storicamente in Veneto assistiamo,
    allibiti, alla “fissione dell’atomo=
    =venetismo,indipendentismo.secessione.autoxxx”.
    Abbiamo già “bruciato” infiniti nanopartitini,
    con obbligata “damnatio memoriae” per i cari-leaders, …sfortunatamente,
    nn akora, del tutto “estinti politicamente”.

    “le idee camminano sulle gambe degli uomini”…..
    …EVIDENTEMENTE, in Veneto, abbiamo esuberanza di
    invalidi civili ke rifiutano di percepire la relativa pensione.

    Doverosamente mi astengo dall’elenco, xkè il post “nn reggerebbe” i TBytes necessari.
    Per dovere di cronaca elenkiamo solo l’origine della specie, la LigaVeneta e concludiamo, Xora, con VS1 e VS2.
    Furono tentati svariati accrokki per una “teoria dell’unificazione”…
    …abbiamo solo rallentato “l’espansione della nascita di microPartiti novelli”.
    CONCLUSIONI:
    forse questo giornale “INDIPENDENZA”, potrebbe tentare ciò ke neppure Einstein riuscì a compiere:
    Formalizzare la teoria delle unificazione delle Forze.
    INDIPENDENZA è oggi neutra ed indipendente,…
    ….sic….xdefinizione. Può dunque catalizzare il processo.
    COME: gestire una SantaAlleanza dei nanoPartiti Venetisti, compreso VS,
    …………con un Kommissariamento super partes ed un percorso condiviso di
    un paio di elezioni ogni 8 mesi di organi interni e relative correnti.
    Dopo un periodo di 16 mesi le guerre fratricide dovrebbero essere ricomposte
    in una sana dialettica interna di correnti, e con un “movimento.partito” al 15% in Veneto.
    Pronto per determinare lo scontro con in nazionalisti padani.
    “La LegaNord è l’oppio della paGania” ..con la “G”
    Serenissimi Saluti

  7. Sandi Sark says:

    Cos’è questa smania di presentarsi alle elezioni?

    C’è 1 solo rimedio brevettato per ottenere l’Indipendenza: è il metodo Gandhi.

    Quando qualcuno vorrà fare sul serio, la strada è quella.

    Tutto il resto è fumo negli occhi.

  8. antonio guadagnini says:

    sono Antonio Guadagnini,
    credo che l’esempio della RETE sia ottimo. ma anche in questo caso, prima o dopo, si deve dare la parola alla base, agli iscritti, in definitiva al Movimento. è quello che vado proponendo da un bel pò di tempo. non mi pare che la nostra controparte voglia accettare confronti basati su questo canone. sarà forse per il solito 268 a 60 di cui ha parlato anche Melina, nel pezzo che ha scritto a commento del congresso del 23 ultimo scorso?

    • Joseph Porta says:

      Grazie per l’interessamento.
      Il principio è semplice. Gli iscritti al movimento decidno sempre candidature etc. ma non ci sono segretari e segreterie. C’è un programma da condidivedere, delle regole base da rispettare e rapporto diretto eletto nelel istituzioni cittadini.

      Logico che se la minoranza di questi 60 non accetta la maggioranza beh affari loro…sono “out”.

      ma niente segretari e sezioni.

      tutto è perfettibile ma provate ad immaginare una cosa il piu’ orizzontale ed in rete possibile.

    • Joseph Porta says:

      Funzionano bene anche il metodo di democrazia partecipata sperimentato da Michelotto. Si basa sulle assemblee locali che fanno nelle piccole comunità svizzere.

    • Sante says:

      Ave Antonio….morituri te salutant…..

      …morirete Democristiani….
      meglio sarebbe affrontare il tema apertis verbis.
      hic et nunc esistono 2 Veneto Stato.
      storicamente in Veneto assistiamo,
      allibiti, alla “fissione dell’atomo=
      =venetismo,indipendentismo.secessione.autoxxx”.
      Abbiamo già “bruciato” infiniti nanopartitini,
      con obbligata “damnatio memoriae” per i cari-leaders, …sfortunatamente,
      nn akora, del tutto “estinti politicamente”.

      “le idee camminano sulle gambe degli uomini”…..
      …EVIDENTEMENTE, in Veneto, abbiamo esuberanza di
      invalidi civili ke rifiutano di percepire la relativa pensione.

      Doverosamente mi astengo dall’elenco, xkè il post “nn reggerebbe” i TBytes necessari.
      Per dovere di cronaca elenkiamo solo l’origine della specie, la LigaVeneta e concludiamo, ….
      …….Xora……, con VS1 e VS2.
      Furono tentati svariati accrokki per una “teoria dell’unificazione”…
      …abbiamo solo rallentato “l’espansione della nascita di microPartiti novelli”.
      CONCLUSIONI:
      forse questo giornale “INDIPENDENZA”, potrebbe tentare ciò ke neppure Einstein riuscì a compiere:
      Formalizzare la teoria delle unificazione delle Forze.
      INDIPENDENZA è oggi neutra ed indipendente,…
      ….sic….xdefinizione. Può dunque catalizzare il processo.
      …..
      COME: gestire una SantaAlleanza dei nanoPartiti Venetisti, compreso VS,
      …………con un Kommissariamento super partes ed un percorso condiviso di
      un paio di elezioni ogni 8 mesi di organi interni e relative correnti.
      Dopo un periodo di 16 mesi le guerre fratricide dovrebbero essere ricomposte
      in una sana dialettica interna di correnti, e con un “movimento.partito” al 15% in Veneto.
      Pronto per determinare lo scontro con in nazionalisti padani.
      “La LegaNord è l’oppio della paGania” ..con la “G”
      Serenissimi Saluti

    • Bepi says:

      Melina non ha letto mil verbale della seduta. 100 votanti , contro i 400 di Canizzano.

      4-1 e palla al centro

      • Gianluca says:

        Bepi, sii onesto, guarda che a Canizzano di soci non ce n’erano 400 bensì i soliti 60, inoltre, caro Bepi, se vieni in sede ti facciamo vedere le 265 firme dei soci REGOLARMENTE ISCRITTI presenti al congresso, senza paura o nulla da nascondere, senza rancore…………

  9. Giacomo says:

    Buongiorno, sono di Veneto Stato.

    Io in linea di principio sono favorevole a quanto scritto..ma mi sorge un dubbio: in comuni dove per esempio un gruppo non va in accordo con un altro…cosa succederebbe?

    Non possono coesistere due gruppi con ugual simbolo che portano avanti due linee differenti. basti pensare al caos che ci sarebbe alle elezioni.

    Grazie

    • Joseph Porta says:

      si fanno primarie per vedere chi è candidato a sindaco. alla fine la lista certificata è sempre una. E’ successo nel M5Stelle ad esempio a Torino dove c’erano due gruppi con candidati.

  10. jack says:

    “Ho letto delle diatribe tra le varie fazioni del movimento indipendentista Veneto Stato.”

    Questo presupposto è sbagliato:

    Non ci sono due correnti che mirano allo stesso obiettivo ma che non trovano un’intesa sui leader; questo è quanto si vuol far credere. Ci sono delle persone che avevano intenzione di usare Veneto Stato per portare via voti alla Lega, favorendo così un altro noto partito. Sono sabotatori di professione. Avevano provato a sabotare la Lega dall’interno e sono stati espulsi. Sono entrati in altri partiti venetisti per fare lo stesso e sono stati espulsi. Infine ci hanno provato con Veneto Stato e, immancabilmente, sono stati espulsi. Ci sono le prove. A loro Veneto Stato interessava fintanto che potevano tirarne i fili ed usarlo come arma contro la Lega, ora che non è più il loro giocattolino non hanno più interessi a tenerlo in piedi. Se lo scopo di queste persone fosse semplicemente sostituirsi all’attuale dirigenza del partito per giungere all’indipendenza, eviterebbero con molta cura atteggiamenti atti a indebolirlo. A che pro, infatti, riuscire un giorno a tornare a dirigere un partito se questo nel frattempo ha perso tutti i suoi soci? Ecco che si spiega il loro rifiuto categorico di qualsiasi confronto, anche dopo che l’attuale dirigenza era disposta a dare le dimissioni e rifare le votazioni. Ecco che si spiegano le decine di migliaia di euro che spuntano da un giorno all’altro (chissà da dove) per commissionare un sondaggio telefonico, comprare spazi sui giornali e pubblicità via internet. Ecco che si spiegano gesti assurdi come nominare “socio onorario” di Veneto Stato un leghista/italiota come Gentilini.
    Basta fermarsi ad esaminare i fatti. Chi è che da subito è andato a sbandierare in tv e giornali che Veneto Stato era diviso? Chi è che ha spedito diffide e querele a destra e a manca?
    Dopo tutto questo, ci credete ancora alla storiella “ …ci sono due correnti nel partito… diversità di vedute ma stesso obiettivo… ecc. ecc.”?

    • Joseph Porta says:

      Comunque sia la forma partito classica va superata.
      Segretari, segretari di sezione…a che pro ?
      Democrazia diretta per il popolo veneto! Eletti – cittadini.
      Una bozza di formula l’ho appena scritta.

      Ed a questo aggiungo ricordando anche Calamandrei sempre sui partiti. Era il 1950.

      “Chiamare deputati e senatori i “rappresentanti del popolo” non vuole più dire oggi quello che con questa frase si voleva dire in altri tempi: si dovrebbero piuttosto chiamare impiegati del loro partito. I partiti, da libere associazioni di volontaricredenti, si sono trasformati in eserciti inquadrati da uno stato maggiore di ufficiali e sottufficiali in servizio attivo permanente. La elezione dipende dalla scelta dei candidati la quale è fatta non dagli elettori, ma dai funzionari di partito. E i candidati, più che per meriti personali di specifica competenza professionale, sono scelti per le loro attitudini a diventare buoni funzionari del loro partito in Parlamento”.

      Bisogna cambiare il paradigma come già Gianfranco Miglio aveva capito nel 1987!!!! ed altri avevano visto giusto nel 1950 Calamandrei. Posizioni ideologiche se vuoi diverse conservator-cattolico-federalista Miglio, azionista Calamandrei, ma entrambi avevano visto giusto qui.

    • Bepi says:

      Anche qui tutto falso come sempre.
      Il sondaggio non è costato decine e decine di migliaia di euro ma molto meno, pagato con autotassazione di alcune decine di soci.
      La pubblicità su internet e sui giornali non è mai stata fatta dal partito, tutto falso , come sempre .

      Pizzati non ha mai querelato nessuno.

      Piutoosto Guadagnini e Chiavegato hanno citato in giudizio Pizzatio e Bellon appellandosi alla magistratura italiana .

      Gentilini è un cane sciolto che da sempre molto fastidio alla Lega Nord per la sua indipendenza ma non possono farne a meno.

      E Guadagnini invece perchè tanta reverenza verso la Lega Nord ?

    • floriano says:

      Caro Jack sono un socio iscritto da poco, seguendo scruppolosamente prima della mia iscrizione quello che succedeva all’interno del partito, sono giunto alla conclusione di condividere pienamente il tuo spunto di osservazione, nella quale tutti i tasselli conbaciano per decifrare la tesi del disfatismo interno del movimento.
      grazie.

      w veneto stato.org

  11. migotto sandro marco says:

    relativamente alla domanda “che fare?” Sembra dal Tuo articolo che Veneto Stato abbia monopoli o primogeniture di indipendentismo. Cosi’ ovviamente, se Ti informi bene, non e’. La costituzione di “comitati cittadini con l’unico scopo sociale l’indipendenza del Veneto” e’ la strada maestra per le richieste di indipendenza. I Partiti non servono. Ma se vogliono possono sostenere tali “comitati cittadini”. La vera mia provocazione invece e’: e’ giusto, oppure serve, presentare liste alle elezioni comunali? Perche’ gli indipendentisti dovrebbero andare ad aggiustare i tombini delle strade per conto e nome dello Stato Italiano che con magnanimita’ torna alle comunita’ locali le briciole di quanto dato dalle medesime?… Io credo non sia utile. Lo ha gia’ fatto la Lega Nord venti anni fa. I risultati li vedete.

    • Joseph Porta says:

      Io immagino “Veneto Stato” (è l’esempio piu’ lampante perchè i sondaggi lo danno al 6.5% ora in Veneto ma il discorso vale per tutti gli indipednentisti) come un contenitore, una lista elettorale (senza segretari) di tutte le realtà indipendentiste venete, con mandati a termine (2-3 ? decidano) e che portano avanti il bene del popolo veneto.

      Con una formula così si riescono a riunire più anime.

      Un comitato di cittadini non riesce ad incidere piu’ di tanto.

      Lo Scottish National Party non è un comitato di cittadini scozzesi…

      Aggiungo che per quel che mi riguarda se Veneto Stato si dice indipendentista non deve presentarsi alle elezioni nazionali e neanche prendere il rimborso elettorale per le regionali se raggiungerà il quorum.

      • migotto sandro marco says:

        i comitati cittadini incidono. Guardi l’esperienza di Jesolo e quello che abbiamo fatto a san stino, ovvero proposte di delibera di iniziativa popolare… (piu’ o meno lo stesso percorso ora tanto sbandierato dalla Sardegna….con due anni di anticipo ma non importa)… Non e’ interessante che i partiti si candidino a Roma per il rimborso elettorale….. Lei non mi risponde sul fatto che l’indipendenza non si costruisce andando a scaldare i seggi comunali, provinciali o regionali di questo stato di m….. Basta chiacchere e cazzate. I patrioti non devono sottostare o applicare leggi dello stato o enti periferici dello stesso.

        • Joseph Porta says:

          Concordo che incidono e sono preziosissimi. Ma serve anche qualcuno che sia nelle istituzioni. Non i clown modello Lega Nord-Liga Veneta di oggi certamente (per questo la rimando al mio precedente articolo).

          Pensi se invece di questi buffoni con il sedere ben piantato a Roma ed in ogni ganglo dello Stato (lottizzazioni a livello Dc-Psi anni 70-80!) avessimo sindaci venetisti veri senza nessun partito “veneto” a Roma. SIndaci che ora chiudevano paciicamente i rubinetti delle Tesorerie comunali con una rivolta pacifica contro lo stato centrale.

          No taxation without rappresentation, no taxation without freedom!

          Invece abbiamo i Tosi..

  12. Braveheart says:

    con la buona pace del presidente amico di Tosi (si chiama Napolitano) che ieri ha dichiarato in proposito:

    “Non si prenda l’abbaglio di ritenere che di fronte alla crisi dei partiti la soluzione sia offerta dal miracolo delle nuove tecnologie informatiche, dall’avvento della Rete, che fornisce accessi preziosi e stimoli all’aggregazione che non sono sostitutivi dei partiti”.

Leave a Comment